Le Logge Simboliche

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Governatori dei Mesi Astrologici

La tavola dei Governatori dei mesi astrologici assegna un pianeta a ciascun mese zodiacale. La tavola è una semplice griglia di corrispondenze tra i 12 segni zodiacali e i sette pianeti classici, la cui finalità è quella di assegnare il pianeta che governa il mese zodiacale nell’anno ricavato dalla tavola dei cicli annuali.

Il sistema utilizzato rimanda a quanto già esaminato per la tavola delle Ore planetarie, con alcune sostanziali differenze. La sequenza planetaria orizzontale si svolge secondo il già citato ordine caldeo, dal pianeta più lento a quello più veloce; la sequenza verticale ordina i pianeti secondo i giorni della settimana a cui sono assegnati. Quindi, al segno dell’Ariete sono assegnati i pianeti a partire da Saturno; al segno del Toro è assegnata la sequenza planetaria a partire dal Sole, che corrisponde alla domenica e così via. È interessante notare che qui la sequenza inizia da Saturno, giorno del Sabbath ebraico, e non dal Sole del Dies Domini.

Governatori Zodiacali Annuali

La tavola dei Governatori Zodiacali Annuali individua il segno zodiacale che governa l’anno di nascita. Il procedimento per assegnare gli anni ai segni zodiacali segue le stesse ragioni numerologiche già citate nella tavola dei Cicli annuali, a cui si fa riferimento. L’assegnamento dell’anno al segno dell’Ariete per questo ciclo inizia con il 1873, la cui somma teosofica è 19 = 10 = 1; anche in questo caso, ogni 36 anni il ciclo si ripete.

Le 78 Logge Simboliche

Alfonso Del Bello non fa menzione della genesi dei metodi onomantici, o se lo fa tratta la questione in modo aforistico, rifacendosi a brevi note di altri autori o alle massime della Tabula Smaragdina attribuita a Ermete Trismegisto. Pierre Christian è molto più articolato, anche se, a volte, eccede in una prosa che risente di quel sensazionalismo occulto in voga nel XIX secolo. In sostanza, il sistema nasce dall’incontro tra la tetrade pitagorica e la discesa dell’unità divina nei diversi gradi della manifestazione.

La tetrade è una figura triangolare formata da dieci punti sistemati in quattro righe, che consistono rispettivamente di uno, due, tre e quattro punti. In essa sono rappresentati i simbolismi del numero 4 e del numero 10.

La prima riga in alto è la Monade, l’Unità divina, il punto senza dimensioni; la seconda riga è la Diade, la potenza divina che crea la prima figurazione di sé, l’introduzione di un limite che si specchia nell’illimitato; la terza riga è la Triade, il potenziale di armonia che nasce dal confronto tra elementi contrapposti; infine, la Tetrade è il Cosmo, inteso come manifestazione ordinata dello spirito nella materia. La somma dei punti nelle quattro righe ci dà come risultato 10, la Decade, l’unità espressa su un altro piano (10 = 1 + 0 = 1).

La Decade è pure alla base del simbolismo dell’Albero Sefirotico, che nella Cabala ebraica raffigura la potenza pneumatica di Dio, il soffio vitale che si diffonde nel creato attraverso i Suoi vari attributi. Sebbene Pierre Christian non citi espressamente la Cabala, la descrizione che dà di quelle che definisce come Leggi dell’Intelligenza Universale si sposa perfettamente con i significati delle Sephirot dell’Albero cabalistico. L’immagine che sintetizza l’opera dell’Intelletto a supporto della vita non è un albero bensì una sfera di raggio indefinito al cui interno si sviluppano i mondi dell’emanazione divina sino agli esseri creati (Fig. 1).

Diagramma composito con cerchi sovrapposti creando un'illustrazione simmetrica con numeri disposti lungo i bordi che indicano differenti sezioni.
Fig. 1 – La Sfera della Creazione

Come possiamo vedere, oltre ai numeri delle emanazioni, gli assi mediani sono contraddistinti dall’acrostico INRI. Secondo l’autore, ciascuna lettera contiene un mistero del nome divino: JAMIN simboleggia il principio attivo della creazione; NAIN il principio passivo; IRON i processi di trasformazione vitale; il secondo JAMIN è la manifestazione nella forma del principio creativo. Anche in questo caso, il rimando alla speculazione metafisica del sacro nome IHVH (Yod-He-Vav-He) della Cabala è evidente, con la differenza che qui è usata una presupposta traslitterazione dell’alfabeto ieratico egizio. Il cerchio più esterno della figura è l’immagine dell’Intelligenza Universale nel mondo naturale, che comunica agli esseri dotati di autocoscienza per il tramite del linguaggio e dell’ispirazione. Nel suo insieme, la figura viene assimilata a una rosa posta al centro degli assi della croce, da cui la denominazione di Rosa-Croce. Sono ancora presi in considerazione i Geni o intelligenze planetarie – i sette pianeti classici – che rappresentano gli intermediari tra l’Intelligenza Universale e il mondo umano, e gli enti che fungono da assistenti planetari, la gerarchia inferiore dei 36 Decani, ciascuno dei quali governa un terzo di un segno zodiacale (10 gradi).

Il decimo cerchio della Rosa-Croce, che corrisponde, come abbiamo detto, all’espressione del dettato divino nel mondo naturale, è poi suddiviso in 78 Logge simboliche, equiparate ai 78 Arcani, Maggiori e Minori, del Tarocco. Queste Logge sono la base fondante di tutto il sistema di corrispondenze utilizzate da entrambi gli autori per la redazione dell’oroscopo onomantico. Le Logge mettono in relazione gli Arcani con le lettere ebraiche e i loro valori numerici, i 36 Decani dello Zodiaco e i sette pianeti classici.

Come è noto, e nonostante le affermazioni di ieri e di oggi sulla sua origine, il Tarocco non vanta origini millenarie risalenti alle dinastie egizie. Non si ha traccia di esso prima del XV secolo, ma grazie ai testi di Court de Gébelin si diffuse la credenza di una sua genesi misterica risalente ai sacri libri di Toth (Ermete Trismegisto). Ciò non ne invalida l’utilizzo, perché esso rimane comunque uno strumento simbolico di alto livello. Come sostiene Tomberg, il Tarocco non è ereditato, ma è rinato a livello cosciente perché si è trovato ad un certo punto essere un modello adatto per leggere le vicende umane dei secoli a noi più vicini.


Passiamo ora alla descrizione delle colonne di questa tabella.

Arcano

La colonna elenca semplicemente gli Arcani Maggiori e Minori in numeri romani. Del Bello numera con XXI l’Arcano del Matto, mentre Christian utilizza lo zero. Ciò non influenza l’assegnazione dei rispettivi accoppiamenti nelle righe, perché gli Arcani di riferimento rimangono gli stessi. Alcuni autori, come Crowley e Case, iniziano il mazzo con il Matto, mentre Waite posiziona la carta alla fine. Entrambi gli autori di riferimento seguono la lezione di Papus, se pure con una diversa numerazione.

Numero

La colonna dei numeri nella parte di tavola riservata agli Arcani Maggiori segue il valore numerico delle lettere dell’alfabeto ebraico da Alef sino a Tav, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, come illustra la traslitterazione delle lettere nella colonna a fianco.

Nella seconda tavola, che elenca gli Arcani Minori da XXIII a LXXVIII, i numeri seguono un ordinamento particolare: quelli associati alle figure delle carte (Re, Regina, Cavaliere e Fante) non rispettano la disposizione naturale (1, 2, 3 …), ma sono disposti secondo uno schema non riconoscibile e non riconducibile ad elementi presenti nelle altre colonne. I numeri associati alle carte rimanenti (dall’Asso al Dieci) seguono questa regola: le carte dello Scettro (Bastoni) sono associate ai numeri dall’uno al dieci; le Coppe ai numeri dal 20 al 200, ma Christian segue una doppia numerazione, includendo anche i numeri dall’uno al dieci; Spade e Sicli (Denari o Pentacoli) ripetono lo schema di cui sopra. Le carte considerate “attive” (Scettri e Spade) iniziano la numerazione da uno, quelle considerate passive da due e dalla decina superiore.

Lettera

La colonna contiene le lettere che sono la trasposizione in alfabeto latino dei fonemi delle corrispondenti lettere ebraiche; le lettere sono accoppiate ai rispettivi valori numerici della colonna di sinistra. Le caselle con più di una lettera riportano fonemi simili; ad esempio, C (dura) e K fanno capo alla lettera ebraica כ (Kaf). L’unica differenza relativa tra i due autori è in corrispondenza dell’Arcano XVII, dove Del Bello riporta la pronuncia delle due varianti della lettera פ (Pe/Fe), mentre Christian vi associa il fonema PH (che in francese si pronuncia f). Alle righe della colonna Numeri con doppia numerazione corrisponde ugualmente una doppia assegnazione di lettere.

Ieratico

Questa colonna si trova solo nel testo di Pierre Christian, sotto la definizione di Lettera ieratica egizia. La scrittura ieratica è un sistema di scrittura corsiva utilizzato nella letteratura e nei testi religiosi a partire dal 3000 a.C. circa in luogo del geroglifico, riservato principalmente alle incisioni sui monumenti. Christian aderisce alla narrazione della nascita egizia del Tarocco; ma, di fatto, quello che qui utilizza è probabilmente copto, che sostituì lo ieratico e il demotico ai tempi del regno tolemaico. Le lettere copte sono largamente basate sull’alfabeto greco e il loro valore numerico, nonché la traslitterazione greca e latina, si sovrappone a quello delle lettere ebraiche.

Teurgia e Geni Planetari

Il primo ingresso di questa colonna è dedicato al nome di Dio, associato al Mago, al numero Uno e alla lettera A. Christian non riporta alcun collegamento. Nella prima parte della tavola, riservata agli Arcani Maggiori, troviamo ancora elencati i sette Arcangeli e i pianeti ad essi collegati e alcune divinità egizie che sono anche le rappresentazioni dei segni zodiacali corrispondenti, presenti nella colonna Astrologia. Christian associa agli dèi egizi i Geni di alcuni Decani, i cui pianeti governatori sono ancora nella colonna Astrologia; i Decani sono presentati in una sequenza specifica: il primo Decano dell’Ariete, il secondo del Toro, il terzo dei Gemelli e poi la sequenza si ripete per i segni successivi. Da notare l’Arcano XIII (La Morte), che Del Bello assegna alla Necromanzia e l’Arcano XXI (Il Matto) privo di assegnazioni. Nella seconda parte della tavola i Geni associati ai Decani sono due perché gli autori dispongono i Decani in modo differente.

Magia e Alchimia

Sono colonne descrittive sulle operazioni magiche e alchemiche associate agli Arcani Maggiori.

Astrologia

Secondo Del Bello, ciascun Arcano Maggiore è associato a uno o più giorni lunari o siderei. Per risolvere la differenza numerica tra giorni lunari e Arcani Maggiori l’autore assegna ad alcuni Arcani due giorni lunari senza che vi sia una regola apparente. Sempre nella prima tavola, pianeti e segni zodiacali sono quelli assegnati agli Arcangeli, ai Decani e alle divinità egizie, come spiegato precedentemente.

Nella seconda tavola la situazione è un po’ più complessa. Agli Arcani dei Re sono assegnate le stelle fisse che governano i segni fissi (Leone, Toro, Aquario e Scorpione); i segni fissi rappresentano i pilastri della realtà, i mediatori tra i processi di creazione dei segni cardinali e di trasformazione assegnati ai segni mutevoli. Le Regine sono associate a uno specifico Decano dei segni cardinali e al loro pianeta. Poi le cose cambiano in base agli autori. Al Cavaliere e al Fante sono assegnati i Decani e i rispettivi pianeti, ma con una scelta differente dei Decani, che tuttavia segue questo schema zodiacale: Toro-Gemelli, Leone-Vergine, Scorpione-Sagittario e Aquario-Pesci; in pratica, ogni due segni ne viene saltato uno.

Di seguito Del Bello introduce i riflessi degli Arcani Maggiori in quelli Minori. Gli Elementi Fuoco e Aria sono associati alle prime quattro carte di Scettri e Spade, i semi “attivi” del mazzo; Coppe e Sicli vedono questi “riflessi” appaiati all’Asso, al Tre, al Sette e al Dieci. Le carte rimanenti vedono assegnati i Decani con una parvenza di logica ma con delle eccezioni; in effetti, non conoscendo la genesi di questi documenti, è difficile stabilire quanto vi è di corretto e quanto sia frutto di errori o manomissioni.

Simbolismo e Mondi

La colonna Simbolismo riporta i nomi descrittivi degli Arcani Maggiori e Minori. Le colonne sui Mondi divino, intellettuale e fisico, limitate agli Arcani Maggiori, ci illuminano sul modo di manifestarsi dello spirito nel mondo mentale e materiale). Nella tradizione esoterica legata al simbolismo del Tarocco, le figure degli Arcani Minori sono collegate agli stadi più alti dell’iniziazione; tra queste il Re rappresenta l’apice della reintegrazione spirituale, che nella Cabala corrisponde al mondo di Atziluth.

Cicli della Rosacroce

La Tavola dei Cicli Planetari della Rosacroce consente di posizionare nell’oroscopo pianeti ed Arcani utilizzando la scomposizione numerica del nome e dei dati di nascita. In sostanza, essa è una versione semplificata della tavola delle 78 Logge Simboliche, ottimizzata per l’uso con l’oroscopo onomantico.


In conclusione di questa lunga disamina, è lecito che nasca qualche dubbio sull’effettiva correttezza degli assunti alla base delle tavole che abbiamo esaminato, con uno speciale riferimento ai Cicli planetari e alle Logge Simboliche. Al di là di alcuni errori palesi e di refusi di stampa, a nostro avviso il punto debole del sistema risale all’incertezza sul modo di trattare il nome ai fini della sua scomposizione numerica, e su questo abbiamo già detto. Ma anche l’estrema complessità del metodo e l’impossibilità di controllarne gli assunti non gioca a favore della chiarezza interpretativa; sicuramente è un metodo che andrebbe testato su un certo numero di casi per verificarne la validità, a meno che non si decida di procedere per un atto di fede.

Nel post successivo metteremo a confronto i risultati dell’oroscopo onomantico di Einstein con un’interpretazione classica, basata sul metodo astrologico tradizionale.