Spiegazione delle tavole
Al termine di questa lunga e complessa carrellata, ci troviamo nella necessità di dare senso e significato a un insieme di dati la cui sintesi è tutt’altro che intuitiva. L’esame di un tema natale “tradizionale”, basato su un’evidente analogia tra il luogo e il tempo di una nascita e la concomitante situazione celeste, richiede una notevole abilità interpretativa, ma siamo confortati dal fatto che lo specchiarsi del cosmo nell’essere umano fornisce una luce che ci consente di mantenere la rotta anche di fronte a letture particolarmente impegnative; questo perché abbiamo un riferimento oggettivo che funge, per così dire, da elemento di controllo alla nostra interpretazione. Detto semplicemente, una particolare configurazione astrologica è un preciso riferimento simbolico a una caratteristica individuale; ad esempio, Marte nel segno dell’Ariete congiunto all’Ascendente non può certamente rappresentare una persona pavida.
L’oroscopo onomantico parte, comunque, da una premessa logica: la considerazione data al terreno familiare ed ereditario attraverso la decrittazione numerica del nome. L’astrologia tradizionale manca di un simile strumento, a cui si sopperisce con le informazioni fornite dal consultante o rivolgendosi alle biografie nel caso di personaggi noti. I referenti simbolici dell’astrologia, infatti, pur avendo un significato univoco, possono assumere vesti diverse sulla base dell’imprinting biologico, familiare e culturale a cui vengono associati.
Uno dei problemi risiede tuttavia nell’incertezza metodologica che domina l’utilizzo del nome. Abbiamo già notato, nel post sulla raccolta dei dati per la stesura dell’oroscopo onomantico, di come vi sia indecisione fra i vari autori sulla dizione del nome (se in latino o in italiano), sul modo di trattare i vari titoli, particelle, soprannomi, sulla traduzione dei nomi stranieri, sul valore numerico da assegnare ad alcune lettere. In un sistema così concatenato come quello che abbiamo esaminato, le differenze iniziali portano a cascata a risultati completamente diversi.
Ricapitoliamo ora i vari passaggi che ci consentono di erigere il tema onomantico:
- Si inizia con la scomposizione dei dati di nascita (ora, giorno, mese, anno), al fine di ottenere i maestri planetari e zodiacali di ora, giorno, decano, mese e anno. Non si tratta di dati astronomici ma di corrispondenze dati natali-simboli astrologici ottenute secondo certe regole.
- Nel passaggio successivo, si prendono in considerazione le cifre ottenute dalla traduzione numerica di nome e cognome per ottenere alcuni dati iniziali che saranno utilizzati in seguito. Si procede quindi alla scomposizione dei numeri di nome, cognome, e degli altri elementi secondo la regola descritta.
- Si consulta quindi la tavola dei Cicli della Rosacroce per collocare i vari fattori (pianeti, segni e Arcani) nelle Case astrologiche. Altre interpolazioni numeriche consentono di ottenere Arcani aggiuntivi con vari significati che completano le predizioni per le Case astrologiche.
Questo è solo lo scheletro, l’essenza di una procedura che in realtà contiene ulteriori strumenti interpretativi (stelle fisse, Termini, aspetti, ecc.), che abbiamo scelto di non inserire per non complicare un quadro già intricato. Esaminando i testi di riferimento, si ha l’idea che vi siano delle aggiunte e delle modifiche fatte in corso d’opera dagli autori, sulla base di considerazioni personali, per sopperire ad alcune incongruenze. Quello che ci proponiamo, prima di procedere all’interpretazione vera e propria, è di capire almeno parte della logica che si nasconde dietro il velo del linguaggio esoterico.
Alfabeto Magico
Il sistema alfanumerico adottato dagli autori è essenzialmente una derivazione del metodo pitagorico di assegnazione dei valori numerici alle lettere dell’alfabeto latino moderno:
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A | B | C | D | E | F | G | H | I |
| J | K | L | M | N | O | P | Q | R |
| S | T | U | V | W | X | Y | Z |
Come vediamo nella tabella successiva, l’assegnazione che compare nei nostri testi non corrisponde alla precedente, se non per qualche occorrenza (DB = Del Bello; PC = Pierre Christian):
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A | B | G | D | E | U | O | F | TH |
| I | C | L | M | N | V | Z | H | TS |
| J | K (PC) | S | T | W | P | |||
| K (DB) | X | PH | ||||||
| Q | ||||||||
| Y |
Il motivo della discordanza è da ricercarsi nell’utilizzo, al posto delle assegnazioni latine, dei corrispondenti valori fonetici dell’alfabeto ebraico; ad esempio, la lettera Yod (valore numerico 10 in ebraico) è equiparata alle lettere latine I e J; alla lettera latina G è assegnato il valore numerico di Gimel (3); le assegnazioni delle lettere A e B rimangono invariate, corrispondendo alle prime due lettere dell’alfabeto ebraico, Alef e Bet; il fonema TS corrisponde a Tsadi (valore numerico 90); alla H è assegnato il numero 8 perché corrisponde a Chet (80), che in ebraico si pronuncia con una H iniziale gutturale; e così via. Un caso a parte è la lettera K, che per PC corrisponde alla lettera Kaf (valore 20) e per DB alla lettera Qof (valore 100); entrambe iniziano con una c dura. Considerando che i valori numerici delle lettere ebraiche comprendono anche le decine e le centinaia (sino a 400), si è evidentemente operata una riduzione ai primi nove numeri della serie naturale per rendere compatibili i due sistemi.
Vista la grande penetrazione in occidente, a partire dal XV secolo, del pensiero mistico ed esoterico ebraico grazie allo studio della Cabala, non stupisce che la maggior parte dei testi di carattere magico, degli insegnamenti occulti e degli strumenti divinatori – vedi il Tarocco – siano fortemente intrisi di uno spirito cabalistico, e l’astrologia onomantica non fa eccezione.
Tavola delle Ore Planetarie
In questa tavola viene assegnato un segno zodiacale e un pianeta classico a ciascuna ora del giorno, in base a un’interpolazione tra ore e giorni della settimana. Il sistema delle ore planetarie fu sviluppato in seno all’astrologia ellenistica; lo schema qui proposto – che è quello di Del Bello – non ne ricalca totalmente la forma.
La cosa più interessante da notare è l’ordinamento planetario nelle righe e nelle colonne della tabella. Nelle colonne, l’ordine seguito è quello cosiddetto caldeo, che elenca i pianeti dal più lento al più veloce come appaiono nel cielo dall’osservatorio Terra. La prima colonna inizia con la domenica, giorno del Sol Invictus romano e del Dies Domini cristiano; la sequenza si ripete per tre volte più tre pianeti (tre sequenze a coprire 21 ore più tre pianeti per le tre ore rimanenti a completare la giornata). Il risultato è che i pianeti iniziali delle colonne successive (corrispondenti alla fascia oraria 0-1) sono in sincrono con i giorni della settimana, che, come è noto, derivano il loro nome dai pianeti.
La settimana di sette giorni fu adottata dalla prima cristianità come prestito dal calendario ebraico; tuttavia, il primo giorno della settimana rimase il Dies Domini, in sostituzione dello Shabbat ebraico. La tabella delle ore ellenistica riporta invece il sabato come primo giorno della settimana, assieme al pianeta associato Saturno.
La suddivisione delle ore del giorno in ore notturne e diurne segue ancora una volta la convenzione ellenistica, ma qui la metodologia seguita da Del Bello si discosta dalla tradizione. Infatti, egli considera un giorno come composto di 24 ore della durata di 60 minuti a partire dalle ore 0, come facciamo convenzionalmente nella misurazione del tempo. Al contrario, nella tavola originale delle ore planetarie, le ore del giorno sono calcolate sommando il numero di minuti che intercorrono tra l’alba e il tramonto e dividendo poi per 12; analogamente, le ore della notte sono calcolate sommando il numero di minuti che intercorrono dal tramonto all’alba del giorno successivo e dividendo ancora per 12. Ne consegue che la durata delle ore varia su base stagionale e in relazione alla latitudine del luogo. Nel nostro esempio relativo all’oroscopo onomantico di Albert Einstein, il Maestro Planetario dell’ora risulta essere Giove secondo il metodo Del Bello; con il metodo tradizionale, Marte. In quest’ultimo caso, la colonna dei numeri nella tavola ellenistica va intesa come un “segnaposto” a cui sono associate le ore effettive del giorno e della notte.
Il pensiero dell’autore non segue tuttavia l’utilizzo delle ore diseguali; egli ritiene che l’astrologia esoterica, che ha una base puramente simbolica, non debba essere frammischiata con metodi che riportano una realtà astronomica.
Per quanto riguarda l’aggiunta della colonna zodiacale, essa mette in corrispondenza ciascuna fascia oraria ad un segno zodiacale in modo piuttosto intuitivo (la prima ora al primo segno, ecc.). Nel nostro studio, l’ora di nascita corrisponde alla dodicesima ora diurna e al segno dei Pesci, che occupa la prima Casa nell’oroscopo di Einstein; oppure, seguendo il metodo ellenistico, alla sesta ora diurna e al segno zodiacale della Vergine, che occupa la settima Casa.
L’utilità delle ore planetarie negli oroscopi era già messa in dubbio dagli astrologi del Rinascimento, o comunque tenuta in poco conto. Piuttosto, era comune, nelle operazioni magiche, consultare le ore appropriate per l’evocazione degli spiriti planetari corrispondenti. L’oroscopo onomantico assegna alle ore una qualità planetaria, una “vibrazione” che tiene conto delle caratteristiche del pianeta e della sua posizione per segno e settore zodiacali. Nell’oroscopo onomantico di Einstein, nascere in un’ora di Giove significa essere favoriti nell’acquisizione di un’ampia notorietà sociale (Giove in Pesci e in prima Casa).
Tavola dei Geni Zodiacali Maestri dei Giorni
Questa tavola mette in relazione il giorno di nascita – attraverso il grado zodiacale corrispondente – con un segno zodiacale, per ottenere quello che è considerato il maestro zodiacale del giorno. Anche in questo caso, si utilizza un incrocio tra due ordini di grandezza, i gradi e i segni zodiacali, che dà come risultato il segno zodiacale che influenza il giorno della settimana in cui siamo nati.
Einstein nacque di venerdì, un giorno associato a Venere. Da un punto di vista interpretativo, il significato di Venere in Capricorno rimanda a un ambito affettivo dove la tradizione o le necessità dell’esistenza prevalgono rispetto all’espressione calorosa degli affetti, portando a volte a matrimoni tardivi o alla scelta della solitudine. Einstein si sposò due volte, ma i suoi studi ed impegni ebbero sempre il sopravvento sulla vita coniugale.
La colonna delle Case nella nostra tabella indica il settore dell’esistenza in cui la combinazione pianeta-segno zodiacale trova espressione. Nell’oroscopo onomantico, la prima Casa è in corrispondenza del segno natale. In questa tabella vige un sistema di corrispondenze a scalare (il primo grado è assegnato ai dodici segni a partire dall’Ariete, il secondo inizia dal Toro, ecc.). Di conseguenza, la colonna delle Case indica in quale settore posizionare il pianeta maestro del giorno, che per Einstein è l’undicesima Casa. La posizione indica amicizie stabili e durature basate soprattutto su una comunanza di vedute.
Tavola dei Cicli Annuali
La tavola dei cicli annuali assegna un pianeta ad un anno specifico. Nella prima colonna di sinistra sono elencati i pianeti secondo il già citato ordine caldeo, dal più lento al più veloce; ogni sette anni il ciclo si ripete, per un totale di 36 anni. Ciascuna tabella è intitolata ad un pianeta, il primo a comparire nella lista. I pianeti di ciascun ciclo sono distanziati di tre posizioni, proprio come accade per la tavola delle ore planetarie; in un certo senso è come se si ripetesse la condizione che sincronizza i pianeti con i giorni della settimana, solo che questa volta sono gli anni ad essere sincronizzati.
Rimane da scoprire il motivo per cui ad ogni ciclo sono assegnati 36 anni e non ad esempio 42, a completamento dell’ultima colonna; oppure 49, per pareggiare il numero dei pianeti classici. Vi sono due ragioni correlate, entrambe numerologiche. Con 36 anni per ciascun ciclo planetario, ogni 252 anni la sequenza viene ripetuta; ora, la somma teosofica di questo numero è 9, il cui simbolismo si relaziona al completamento (con il numero 10 la serie numerica ritorna all’unità, perché 10 è composto da uno più zero). Ancora più interessante è il fatto che la somma teosofica di 252 moltiplicato per un numero qualsiasi dà sempre come risultato 9.
Il secondo motivo, che origina evidentemente dal primo, è che la somma naturale dei numeri dell’anno che inizia i cicli planetari è sempre 19 che, sommato teosoficamente, restituisce l’unità, il punto di partenza della serie numerica. È ancora da notare la stretta interrelazione tra questi cicli planetari e l’ordinamento dei Maestri dei Decani, che segue lo stesso modello di attribuzione planetaria (36 anni/36 decani, a ciascuno dei quali è assegnato un pianeta secondo il già citato ordine caldeo).

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