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Il metodo proposto da Del Bello per l’interpretazione del tema onomantico natale si basa sostanzialmente sul significato attribuito a segni zodiacali, pianeti, aspetti tra pianeti e case dell’astrologia tradizionale, con l’aggiunta degli Arcani Maggiori e Minori. Abbiamo volutamente tralasciato di introdurre nell’esposizione altri fattori come le stelle fisse, le parti arabe e i termini, per non sovraccaricare il tema di un eccesso di valenze simboliche che rischiano di oscurarne gli aspetti più importanti; ma nulla vieta di inserirli in un secondo momento.

Nell’introduzione abbiamo accennato all’esistenza di tecniche previsionali, in numero di undici, che fanno capo all’oroscopo onomantico di nascita. La necessità di padroneggiare prima l’interpretazione del tema natale ne sconsiglia per ora l’implementazione. Si tratta, anche in questo caso, di procedimenti lunghi e complessi che richiedono attenzione; inoltre, il loro numero elevato impone di sperimentarli uno per uno per capire quale tecnica, tra quelle proposte, meglio si adatta al nostro modo di procedere.

Merita ancora spendere qualche parola sull’essenza simbolica di questo metodo. L’impalcatura dell’oroscopo, cioè il sistema delle Case, è di natura prettamente solare: la cuspide della prima Casa coincide con il grado zero del segno natale, e le Case successive sono equamente distribuite di 30 gradi in longitudine nei segni zodiacali che seguono. I dati iniziali, ovvero nome, giorno, mese, anno e ora di nascita, servono esclusivamente a generare, tramite permutazioni simboliche, pianeti e Arcani e a posizionarli nelle Case; il luogo di nascita non è di alcuna utilità, visto che la domificazione non è basata su coordinate astronomiche e locali.


I consigli che Del Bello elargisce sulle modalità da utilizzare per l’interpretazione dell’oroscopo onomantico ricalcano molto da vicino le procedure classiche, tanto che ad un certo punto egli considera di integrare nell’interpretazione stessa, in via secondaria, l’Ascendente vero e proprio. L’approccio che propone l’autore prevede una disamina sintetica e analitica del tema, accompagnata da un dialogo con il consultante che consenta di chiarire le basi dell’ambito socioculturale in cui vive, per meglio adattare le predizioni e il quadro psicofisico al contesto reale.

Questo tipo di orientamento non sorprende l’astrologo professionista che, consapevolmente, adotta un metodo olistico simile per rivelare al consultante i suoi potenziali innati con cui possa attivamente interagire per la risoluzione dei suoi problemi; tuttavia, le similitudini terminano qui. L’astrologia che tutti noi conosciamo si fonda su un’immagine del cielo al momento del parto; il tempo della nostra nascita e il tempo del cosmo trovano, in quell’istante, una coincidenza, che è la nostra ‘segnatura’ astrale. L’oroscopo diviene uno specchio che riflette in alto la nostra natura interiore, e questo ci offre la possibilità di veder spiegato negli astri ciò che altrimenti rimarrebbe oscurato dalla densità della materia in cui siamo avviluppati.

Al contrario, l’astrologia onomantica parte da un diverso presupposto. Qui, al substrato ereditario fornito dalla cifratura del nome, si aggiunge un immagine astrale tratta sì dai dati di nascita, ma che non si affida al riscontro oggettivo celeste che tali dati suggeriscono. Nell’astrologia tradizionale l’universo interiore e quello esteriore coincidono grazie al sincronismo temporale tra due eventi – la nascita e la sua rappresentazione celeste – spazialmente separati. L’astrologia onomantica è un dipanarsi, nel cosmo interno, dei ritmi tessuti sulla trama dei simboli assegnati ai nostri modelli di scansione del tempo – ore, giorni, mesi e anni; e ciascun modello, per ragioni numerologiche, presenta una precisa analogia con le sfere planetarie e zodiacali.

Ora, possiamo tranquillamente affermare che il simbolismo astrologico utilizzato nel contesto onomantico è incidentale, cioè dipendente dalla cultura di riferimento che, per quanto ci riguarda, ha sempre privilegiato il cielo e i suoi ritmi come archetipi della costituzione fisica, animica e spirituale dell’essere umano. Altre culture hanno tratto dallo studio del calendario sistemi prognostici che sono del tutto compatibili nella loro essenza con quello onomantico, ma che utilizzano serie simboliche completamente diverse; ne sono un esempio l’astrologia tibetana, basata sull’interazione tra i cinque Elementi e il ciclo dei 12 Animali, e ancora l’astrologia dell’I Ching, con i suoi otto Trigrammi e i 64 Esagrammi.

Quali indicazioni dobbiamo trarre dal confronto tra due metodologie astrologiche così dissimili nella loro genesi? La più ovvia è che non possiamo farci tentare da un’improbabile opera di sintesi, pensando che “due è meglio di uno”. L’astrologia onomantica è un volgersi verso l’archetipo individuale, frutto di una nascita che reca l’impronta di esperienze che il sé ha maturato in vite già vissute o in altri stati dell’essere. L’astrologia tradizionale è il modellarsi di questo archetipo sulle nuove esperienze dell’esistenza attuale, facendo leva sulle dinamiche con cui l’individuo deve interagire per integrarsi nel mondo e proseguire nel suo cammino evolutivo. L’ideale sarebbe utilizzare i due sistemi per scopi differenti, dove il primo rappresenta una valutazione in profondità degli aspetti innati ed ereditari, mentre il secondo è più mirato all’esame del grado di crescita e trasformazione di cui l’individuo è portatore.

Interpretazione onomantica

Nell’interpretazione del tema onomantico Del Bello consiglia di procedere secondo lo schema analisi-sintesi. Agli inizi della pratica astrologica è sicuramente utile concentrarsi sui singoli elementi dell’oroscopo per poter affinare in seguito le doti di sintesi; con l’esperienza, si è in grado di cogliere l’essenza dell’individuo a un primo sguardo e successivamente passare all’esame di ‘grana fine’ dei singoli elementi, in sostanza invertendo il processo iniziale di apprendimento. In questo studio, esamineremo singolarmente le Case dell’oroscopo e gli elementi che vi sono presenti, sempre in riferimento al tema di Albert Einstein. L’autore assegna una scala di importanza alle Case, assegnando i primi posti alle Case Cardinali (nel testo originale alcune Case sono omesse e altre sono inserite nell’ordine sbagliato) :

 X I VII IV XI XII VIII IX II III V VI

Casa X

Come abbiamo già visto, la Casa X è espressione della “Vetta dell’Oroscopo”, il punto più elevato del tema di nascita. La Casa rappresenta l’apice della realizzazione individuale nel contesto sociale di appartenenza; ma è pure il massimo livello di integrazione nel mondo che l’essere umano può raggiungere una volta espressi pienamente i suoi potenziali innati, rappresentati dalla quarta Casa.

Nel nostro tema di riferimento la Casa X si trova nel segno del Sagittario, indice di una realizzazione che va “oltre” gli orizzonti consueti, che espande la sua conoscenza grazie all’esplorazione di territori nuovi e mai visti. Del resto Einstein, con la teoria della relatività generale e non solo, ha gettato le basi per una vera e propria rivoluzione nella fisica classica.

I Giudici Maggiore e Minore rappresentano rispettivamente il “garante” e il suo “aiuto” nel processo di controllo nell’impiego delle risorse della Casa, una sorta di “imprimatur” alla giusta condotta da adottare, assegnato in questo oroscopo agli Arcani della Morte e del Cinque di Bastoni. La Morte, oltre al significato classico, nella sfera materiale, di distruzione e morte fisica, sul piano evolutivo e intellettuale indica la trasformazione e l’ascesa a vette di pensiero che per essere raggiunte necessitano di un cambio radicale di rappresentazione. Il Cinque di Bastoni, in mezzo a connotati critici come la passione per l’intrigo e l’eccesso di ambizione e di orgoglio, promuove al positivo il dominio intellettuale e il pieno possesso dei propri mezzi. La combinazione rappresenta dunque la propensione a fare di tutto per soddisfare l’impeto di una necessaria trasformazione ed evoluzione intellettuale e di pensiero.

L’Arcano del decimo Cerchio è il Dieci di Coppe, tradizionalmente associato all’amore e alle amicizie, ma anche ai viaggi verso il Sud Ovest. Curiosamente la città di Ulm, dove nacque, si trova a Sud Ovest di Princeton, dove visse e lavorò per molti anni sino alla morte. Il pianeta-simbolo di questo Arcano è Saturno (undicesimo Cerchio), quasi a indicare il prevalere di un amore platonico, razionale, verso le aspirazioni intellettuali e l’elevazione attraverso gli studi.

Casa I

Secondo Del Bello, la prima Casa rivela l’individualità; essa è, nelle parole dell’autore, “la parte più intima, più profonda dell’essere umano; essa riposa sulle qualità coscienti, è ricca di qualità, di virtù latenti, da tradurre in atto 1”. Egli la distingue dal temperamento, quell’insieme di qualità individuali classificate generalmente sotto il termine di “umori”, che sono rappresentate dall’Ascendente vero e proprio (nel segno del Cancro per quanto riguarda Einstein).

Quella che Del Bello definisce come individualità è da noi chiamata natura, la potenza di manifestazione dell’essere che diventa il nucleo centrale del nascituro, la luce della sua esistenza, il faro che illumina il percorso da intraprendere per realizzare le direttive innate, proprio come le stagioni che rispondono al grado di irraggiamento solare. La natura pescina di Einstein denota un’indole universalistica, in grado di portare a espressione una vastità potenziali coscienti, a volte in modo caotico, ma anche di esplorare sentieri sconosciuti ai più. Nell’oroscopo onomantico la prima Casa occupa il segno di nascita; pare quindi lecito assegnarvi i tratti caratteristici che nell’astrologia tradizionale fanno parte del simbolismo solare.

Il Cerchio degli Arcani Sostanziali ha due ingressi: l’Arcano di Partenza e del Libero Arbitrio; in mancanza di indicazioni da parte di Del Bello sul loro significato, procederemo per intuizione. L’Arcano di Partenza sembra rappresentare la carta che, per così dire, dà inizio ai giochi, tanto che viene assegnato sempre alla prima Casa; è la nota fondamentale che colora con i suoi significati il segno natale. La descrizione tradizionale del Nove di Coppe rimanda all’amore dei principi, della famiglia tradizionale, della gioia materiale, della sollecitudine, che nel caso di Einstein sembra espandersi in un concetto di armonia universale, in analogia con i Pesci e il pianeta Venere. Infatti, ritroviamo lo stesso Arcano nel decimo Cerchio in associazione con il pianeta dell’amore.

L’Arcano del Libero Arbitrio, Il Mondo, simboleggia l’individualità (Casa I) in grado di prendere in mano le redini delle proprie scelte per un’espressione completa dei propri potenziali, il terreno fecondo che garantisce lo sviluppo della “regalità” in terra.

La Luna come Giudice Maggiore segnala la necessità di proteggersi dai nemici della sfera temporale, che tendono a ostacolare la ricerca della giusta via verso le realizzazioni personali. Il Giudice Minore, il Due di Bastoni, indica la necessità di un’alleanza per superare questi ostacoli.

Il settimo Cerchio, con i suoi Maestri Planetari, è un’aggiunta ai Cerchi dell’oroscopo di cui Del Bello si assume la paternità, senza tuttavia spiegarne il significato e la finalità. Nel nostro tema di esempio, sono tre le fasce orarie con un influsso un influsso gioviano, quindi espansivo: 4-5, 11-12 e 18-19; mentre Marte come Maestro Zodiacale del Mese corrisponde, nel caso di Einstein,  a Marte nel segno dei Pesci e al periodo corrispondente (19 febbraio – 20 marzo), indicando le azioni velleitarie e l’energia che si indebolisce disperdendosi in mille rivoli. Il Maestro del Decano, Venere, enfatizza l’influsso venusiano quando un pianeta si trova nel Decano corrispondente.

L’Arcano XLI del decimo Cerchio (Asso di Coppe), in associazione al simbolismo marziano, denota la passione che eleva, il talento, l’entusiasmo, la spontaneità personale, ma anche la precipitazione. L’Arcano XLIII, il Tre di Coppe, con l’Arcano del Falciatore (La Morte), indica l’elevarsi al di sopra del piano fisico, la gravidanza o la gestazione viste abbandono di una forma che prelude a una nuova creazione. Il Nove di Denari e il Sole garantiscono la fortuna personale. Da notare che il Sole simbolico è nello stesso segno zodiacale del Sole fisico, garantendo un sincronismo perfetto tra quella che è la propria natura e la sua realizzazione sul piano personale. In ultimo abbiamo il riproporsi dell’Arcano XLIX, che è lo stesso dell’Arcano di Partenza.

Casa VII

La Casa VII simboleggia le dinamiche di rapporto all’interno delle relazioni affettive, sociali e professionali; rappresenta la capacità di equilibrare le istanze proprie e altrui, creando le condizioni per relazionarsi armonicamente con il prossimo.

La settima Casa nel segno della Vergine ci offre l’immagine di rapporti basati particolarmente sulla compatibilità di interessi e sulla routine, nel tentativo di garantire un ambiente relazionale ordinato e basato sulla logica e sull’organizzazione più che sul sentimento.

L’Arcano della Porta Natale del terzo Cerchio è L’Imperatore; secondo Del Bello, la Porta Natale è il punto più saliente della vita. L’Imperatore è il segno dell’autorità ottenuta grazie all’elevazione morale e di pensiero, e quindi il diritto di essere in una posizione di prestigio ottenuta senza l’uso della forza. Nella settima Casa è indizio di una naturale predisposizione a dominare i rapporti grazie alle capacità connaturate.

Nel settimo Cerchio, Venere come Maestro Planetario dell’Anno fa presagire che gli incontri affettivi o quelli significativi per l’evoluzione sociale avvengono negli anni dominati dal pianeta (cfr. la Tavola dei Cicli Annuali).

Il Dieci di Spade del decimo Cerchio associato alla Luna indica una serie di influssi negativi legati a relazioni incostanti e a sentimenti che minacciano la stabilità. Il Dieci di Spade è infatti sinonimo di vicissitudini e di imprese fallite per sbagli del soggetto. Mercurio è inserito nell’undicesimo Cerchio perché non viene generato dai calcoli; quindi, secondo Del Bello, va posto nel suo domicilio notturno. In questa posizione, il pianeta favorisce l’utilizzo della mente come strumento per creare ponti logici tra le cose e sintonia tra intelletti simili.

Casa IV

La Casa IV nel segno dei Gemelli indica una situazione familiare mutevole, con atteggiamenti verso di essa dettati dalla superficialità e dalla tipica incostanza mercuriale. Il fatto che sia vuota denota lo scarso impatto evolutivo della Casa. Il settore rappresenta nell’oroscopo i potenziali di sviluppo prima della loro espressione esteriore, quindi la casa come rifugio e protezione, la famiglia, l’infanzia.

Casa XI

La Casa XI rappresenta l’apertura dell’individuo verso la collettività umana e di pensiero, quindi le amicizie, le aspirazioni e i desideri.

Il segno del Capricorno è indizio di una volontà che aspira a raggiungere le vette del pensiero attraverso la razionalità e un impegno che di fatto esclude le distrazioni. Le amicizie saranno contraddistinte dalla durata e dalle scelte selettive.

L’Arcano della Provvidenza è il dono meritato che scende dal cielo perché si sono predisposte le condizioni favorevoli per riceverlo, in questa o in un’altra vita. Questo dono è La Forza, la capacità di sostenere le lotte ed i conflitti per raggiungere i propri obiettivi. La medesima carta è associata all’Arcano del Destino. Qui non è chiaro se Del Bello intenda il Fato, gli eventi predeterminati e fissi nel tempo e nello spazio, oppure il Destino vero e proprio, inteso come capacità di forgiare il futuro in base alle proprie decisioni, avvicinandosi in questo al significato del Libero Arbitrio. In ogni caso, La Forza garantisce il raggiungimento delle proprie aspirazioni con il minimo sforzo, finché si interpreta correttamente il proprio destino.

Le regole a cui ci si deve sottoporre, in base alle indicazioni del quarto Cerchio, sono quelle dettate dalla Giustizia e dagli Amanti. La Giustizia significa fare le giuste scelte per mantenere l’equilibrio nella propria esistenza e nel mondo circostante; per questo bisogna prendere il sentiero appropriato, scegliendo tra il vizio e la virtù (Gli Amanti). In questo modo, i nostri desideri (Casa XI) saranno soddisfatti.

Venere è il Maestro Planetario del giorno, rendendo propizie le fasce orarie 0-1, 7-8, 14-15 e 21-22 nello sviluppo di progetti o nella scelta delle amicizie (vedi la Tavola delle Ore Planetarie).

L’Arcano del decimo Cerchio, il Sei di Coppe, in associazione con il simbolismo solare, esprime l’esitazione che sorge quando si tratta di scegliere tra gli affetti e le aspirazioni, causando di riflesso ostacoli sentimentali, scrupoli che sorgono a proposito di un matrimonio, abbandono da parte della persona amata.

Casa XII

La dodicesima Casa rappresenta i fattori inconsci che possono essere un serbatoio di opportunità quando integrati nella conduzione della vita quotidiana o, al contrario, fonte di incertezze esistenziali se difetta la capacità di ordinare le ricche suggestioni che essa propone. Nel segno dell’Aquario fa prevalere l’ispirazione, cioè l’attitudine alla visione olistica delle cose, la comprensione dei fenomeni per conoscenza diretta, poco mediata dalla logica.

Il Giudice Maggiore del quarto Cerchio è ancora La Giustizia, accompagnata dal Fante di Coppe. Ciò indica una certa difficoltà nel controllo delle circostanze che consentono una gestione equilibrata delle intuizioni, soprattutto a causa di tormenti affettivi.

L’importanza di questa Casa nell’economia generale dell’esistenza di Einstein è sottolineata dal numero di Arcani presenti nel decimo Cerchio. Il Cavaliere di Denari con Giove indica l’espansione economica favorita da progetti vincenti, se pure non mancano tendenze allo spreco. L‘Otto di Denari con la Luna fa presagire la necessità di usare prudenza nell’esercizio delle proprie funzioni intuitive, perché esse potrebbero arrecare danno. L’Asso di Denari associato al Siclo Coronato è un simbolo regale, che testimonia in questo caso il ruolo fondamentale dell’ispirazione e dell’intuizione nell’ottenimento di risultati universalmente riconosciuti. Infine, L’Asso di Bastoni in associazione all’Arcano dello Scettro è l’unità di azione e di potere, la potenza conquistata e attestata da un fatto o una scoperta.

Casa VIII

L’Ottava Casa riguarda tutti gli elementi di trasformazione e di rinnovamento che avvengono a livello dello psicosoma umano: esperienze di rigenerazione o al negativo i traumi psichici, le operazioni chirurgiche e la morte. Per estensione, sono coinvolti anche quei fattori esterni che operano sul piano materiale ed economico (seconda Casa) in modo indiretto: lasciti, eredità, donazioni.

L’ottava Casa in Bilancia è generalmente indizio della necessità di trovare l’armonia psicofisica attraverso la correzione degli squilibri, o l’impegno che si deve profondere per evitare gli eccessi dovuti a scelte errate; l’individuo portatore di questa configurazione deve imparare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per lui, pena l’essere soggetti a problematiche oggettive.

Il Due di Coppe del decimo Cerchio, carta qui associata al pianeta Giove, si riferisce ai benefici che derivano dall’unione con persone che sono d’aiuto e di sprone nel raggiungimento della prosperità e delle trasformazioni importanti della vita.

Casa IX

La nona Casa ci informa sulle attitudini “esplorative” dell’individuo, sulla sua capacità di espandersi oltre l’orizzonte delle consuetudini mentali e dei rapporti di vicinato. È la casa dei grandi viaggi e delle attitudini di pensiero e filosofiche che ampliano gli spazi della comprensione umana.

La Casa IX nel segno dello Scorpione ci offre l’immagine di un ardente desiderio di superare i limiti dell’orizzonte quotidiano scandagliando nuove vie, a volte a scapito della sicurezza personale. È l’audacia dello sperimentatore, che non si ferma di fronte alle difficoltà e non arretra quando si tratta di esplorare nuovi territori.

Casa II

La seconda Casa è la Casa del nutrimento, inteso come supporto vitale alla crescita. Altrimenti detto, rappresenta la capacità di appropriazione e gestione delle risorse materiali utili al proprio sostentamento; il suo significato si estende al denaro e controllo della sfera economica.

Nell’Ariete la Casa agisce con l’impeto e la veemenza tipiche del segno; le acquisizioni materiali non sono condotte dalla logica o dalla ragione, ma piuttosto sono dettate dall’impulso momentaneo, dall’istinto ad ottenere ciò che necessita senza curarsi troppo dei mezzi utilizzati o degli eventuali effetti collaterali generati dalle proprie azioni.

I Giudici del quarto Cerchio, la Luna e il Dieci di Coppe, suggeriscono che le acquisizioni materiali sono soggette a possibili inganni e disillusioni; quindi, bisogna guardarsi da una gestione troppo facile del proprio denaro; fortunatamente, le amicizie sono d’aiuto.

Il Dieci di Coppe è ancora il protagonista del decimo Cerchio, assieme al simbolo saturnino. In questo caso, il pianeta invita alla prudenza, ma promette buoni risultati se si guarda al lungo periodo. Il Due di Spade con la Luna è l’antagonismo che regna nelle acquisizioni materiali quando non si ha chiarezza di intenti. In generale, il quadro offerto dalla Casa è contrastante ma suscettibile di miglioramento in età avanzata.

Casa III

La terza Casa è la capacità di creare un canale di comunicazione nei rapporti con il mondo circostante. Il simbolismo della Casa include quindi le relazioni interpersonali e di parentela, i contatti con il vicinato, gli spostamenti e i viaggi brevi, i piccoli commerci, le connessioni via social media, la mente come strumento di scambio verbale e intellettuale.  

La terza Casa nel segno del Toro indica che i rapporti interpersonali sono gestiti su una base solida, che privilegia quelle relazioni che contano e sono destinate a dare frutti e a durare.

I Giudici del quarto Cerchio, Il Diavolo e La Forza, indicano chiaramente che gli istinti, le passioni, gli impulsi egoistici vanno dominati dalla disciplina, dalla sottomissione di tutto ciò che è ribelle e violento.

Il Sei di Coppe del decimo Cerchio, associato alla terza Casa, indica in sostanza esitazione in amore, scelte di cuore non adeguate, rapporti interpersonali che, per mancanza di decisione, possono sfociare nell’abbandono.

Casa V

La casa Quinta rappresenta la creatività, la capacità di dare alla propria esperienza mondana quel carattere di unicità che ci contraddistingue come individui. Il concetto di creatività è molto ampio; esso include naturalmente la creatività biologica, quindi i figli come espressione originale del patrimonio genetico; l’insegnamento come trasmissione dei propri valori; il gioco come libera espressione dell’energia.

La Casa V nel segno del Cancro inclina a una creatività di tipo artistico, legata principalmente agli strumenti pittorici o musicali. La sensibilità gioca qui un ruolo fondamentale, stimolando le doti dell’inventiva e della fantasia non solo in senso ludico ma anche nell’applicazione del pensiero logico.

L’Otto di Spade del decimo Cerchio rafforza la descrizione precedente, in quanto rappresenta la perfezione intellettuale – applicata alla creatività – che garantisce la fama sociale (Giove). Tradizionalmente indica il trionfo sugli ostacoli e la vittoria sui nemici.

Casa VI

La sesta Casa è il ritmo vitale, il battito che forma la struttura dell’essere attraverso la ripetizione della sua nota fondamentale (Casa V) nel tempo. Essa è quindi in connessione con l’espressione quotidiana dell’esistenza e tutte le sue ramificazioni: il lavoro e l’ambito lavorativo, la routine, i ritmi biologici e circadiani che garantiscono la salute.

Nel segno del Leone la sesta Casa è strettamente correlata all’espressione vitale: più agiamo in conformità all’unicità del nostro spirito creativo, più riusciamo a mantenere la nostra produttività quotidiana. L’aspetto critico di questa combinazione è dato dalla mancanza di regole di condotta, che conduce al disordine nella conduzione delle faccende quotidiane e alla scarsa attenzione rivolta alla nostra salute.

  1. Alfonso del Bello – Astrologia Esoterica Onomantica – Milano 1976, p. 182 ↩︎