Numeri e lettere ebraiche
Estratti dall’opera: Tarot Majors – London 2020. Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto
Metodi di Calcolo Cabalistico
L’analisi e la sintesi cabalistiche consistono di vari metodi e manipolazioni degli Arcani e dei loro valori numerici, Tratteremo solo dei più comuni.
Notaricon
Il Notaricon è un sistema basato sul principio acrostico 1. Si utilizzano varie modalità, ad esempio:
- Sviluppare ciascuna lettera di una parola in una parola indipendente che inizia con la lettera in questione.
- Formare una nuova parola composta dalle prime lettere di una parola che fa parte di una frase.
- Divisione di una parola nei suoi componenti e altri metodi particolari.
Consideriamo alcuni esempi di questi metodi.
Sviluppo di una parola come un insieme di parole
Ad esempio: la parola MELECH (Re, מלך) può essere espansa in tre parole: MOV (cervello, מוח), LEB (cuore, לב) e KABAN (fegato, כבד) 2, che formano una specie di ternario simile a quello che abbiamo studiato – Testa, Torace e Addome. La posizione centrale della lettera Lamed, nella parola Melech, conferma le tesi che abbiamo studiato sul termine mediano del Ternario, e la parola stessa sottolinea l’importanza di quanto menzionato riguardo alle tre parti del corpo umano.
Formazione di nuove parole le cui lettere iniziali sono le lettere di una parola
Nel primo libro dei Re (2:8), Davide accusa Scimei 3 di averlo maledetto con una terribile maledizione: NIMRATZET (נמרצת) 4. I cabalisti cercano di spiegare questa parola come composta dalle lettere iniziali di varie altre maledizioni:
- נוֹאֵף – noef – Adultero
- מואב – mu’av – Moabita 5
- רצח – retzch – Assassino
- צורס – tzurs – Zar 6
- תאב – ta’av – Avido, bramoso 7
Sostituzione di una lettera con il nome della lettera usata nell’alfabeto
Ad esempio:
- La lettera א (Alef) è sostituita dalle lettere אלפ. Quindi, al vero significato della lettera Alef è aggiunta l’idea di una resa al sacrificio (Lamed), di speranza, di intuizione e di divinazione (Pe) 8.
- ב (Bet), sviluppata in בית, aggiunge all’Arcano della Conoscenza l’idea di un sistema chiuso (Yod) e l’idea della Grande Opera (Tav).
- י (Yod), sviluppato in יוד, raffigura l’idea di un sistema chiuso che si prepara alla manifestazione, aggiungendo l’idea di una scelta (Vav) e dell’autorità (Dalet).
- ה (He), sviluppato in הא, aggiunge all’idea della vita l’idea dei suoi tre piani (Alef).
Divisione di una parola nei suoi componenti
La parola con cui inizia Genesi, בראשית (Bereshith) – all’inizio, è decostruita in “ברא” (BRA) – creato e “שית” (SHYT) – il numero sei, e interpretato come i sei giorni simbolici della creazione 9.
Il sistema del Notaricon, nonostante la sua apparente ingenuità, è strutturato su principi cabalistici, cosicché il significato della parola è basato sul significato degli Arcani Maggiori di cui essa è composta.
Gematria
La Gematria (corruzione della parola geometria) è un metodo per confrontare il significato delle parole che hanno la stessa somma numerica nelle loro lettere. Così la parola סבא (Samekh-Bet-Alef, vecchio), per esempio, è simile alla parola נביא (Nun-Bet-Yod-Alef, profeta), perché il valore numerico della prima parola è 60 + 2 + 1 = 63 e della seconda è 50 + 2 + 10 + 1 = 63.
אחד (Alef-Chet-Dalet, uno) si affianca alla parola אהבה (Alef-He-Bet-He, amore), perché il valore della prima parola è 1 + 8 + 4 = 13 e della seconda è 1 + 5 + 2 + 5 = 13.
Il metodo della Gematria non solo avvicina le parole con lo stesso valore numerico, ma anche le parole che sono in corrispondenza secondo il modulo 9. Diamo ancora alcuni esempi:
- Prendiamo, da un lato, il grande nome י ה ו ה e dall’altro, il sistema statico del Triangolo Ascendente, simboleggiato dalla configurazione אמש (Alef-Mem-Shin, EMESH), dove א rappresenta il termine neutro (n), מ il polo negativo (-) e ש il polo positivo (+). La configurazione EMESH ha il valore numerico di 1 + 40 + 300 = 341 = 8, uguale al grande nome 10. Da cui la deduzione cabalistica dell’equivalenza tra il sistema statico אמש con i cicli dinamici di י ה ו ה . Lo statico origina dal dinamico e viceversa. Come possiamo vedere, si tratta di una tesi molto profonda.
- La parola אדמ (ADAM) corrisponde al valore numerico 1 + 4 + 40 = 45 = 9. D’altro canto, lo schema della Croce Mistica delle Iniziazioni Superiori di carattere metafisico contiene le lettere י ה ו ה e א che, sommate, danno il valore 279 = 18 = 9. Da cui l’avvicinarsi del pentacolo del nome di אדמ (ADAM) con lo schema che riguarda la Croce già menzionata.
La Gematria è ampiamente utilizzata come aiuto per la valutazione conclusiva di una parola, preventivamente analizzata attraverso la decostruzione negli Arcani Maggiori. Il valore numerico ne determina la spiegazione definitiva. In genere è utilizzato il totale più basso, ma a volte anche gli altri totali danno un’indicazione ausiliaria. Quindi, i cliché אמש (Alef-Mem-Shin, 8) e י ה ו ה (8) corrispondono all’Arcano della Legalità (8, La Giustizia); il cliché אדמ (Alef-Dalet-Mem, 9) all’Arcano dell’Iniziazione (9, L’Eremita); il cliché שט (Shin-Tet), il nome biblico Set, il cui valore è 300 + 400 = 700 = 7, all’Arcano della Vittoria (7); il cliché אנוש (Alef-Nun-Vav-Shin, Enos figlio di Set), cioè 1 + 50 + 6 + 300 = 357 = 15 = 6, agli Arcani XV (Il Diavolo) e VI (Gli Amanti), e così via.
Senza la Gematria non è possibile avanzare nella Cabala. Questo metodo è il più accettato dalla Razza Bianca per le speculazioni metafisiche che ne derivano. È consigliabile studiarne gli adattamenti per essere in grado, in seguito, di affrontare i testi originali in ebraico.
Per gli esercizi iniziali con il Notaricon e la Gematria si possono utilizzare i nomi ebraici delle Sephirot e i dieci nomi divini corrispondenti, di cui parleremo ancora in merito a questo Arcano. Applichiamo ora la Gematria ai tre gruppi di lettere del nostro sistema iniziatico.
Le Lettere Madri (Il Mondo Metafisico delle Cause Primordiali)
- א – Alef, che nei ternari corrisponde al termine “n” = 1
- מ – Mem, che nei ternari corrisponde al termine “-“ = 40
- ש – Shin, che nei ternari corrisponde al termine “+” = 300
Totale = 341 = 8
La Legge, quindi, caratterizza questo mondo.
Le Lettere Doppie (Il Mondo Astrale delle Cause Secondarie)
- ב – Bet (Luna) – 2
- ג – Gimel (Venere) – 3
- ד – Dalet (Giove) – 4
- כ – Kaf (Marte) – 20
- פ – Pe (Mercurio) – 80
- ר – Resh (Saturno) – 200
- ת – Tav (Sole) – 400
Totale 709 = 16 = 7
Il mondo delle Cause secondarie è quindi caratterizzato dall’Arcano XVI (la forza che costringe) e dall’Arcano VII (la Vittoria). In altre parole, le influenze planetarie sono utilizzate sia per agire sul prossimo (Magia) che per mostrare come prevalere su se stessi (Ermetismo Etico).
Le Lettere semplici (Il Mondo Creato Zodiacale)
- ה – He (Ariete) – 5
- ו – Vav (Toro) – 6
- ז – Zayin (Gemelli) – 7
- ח – Chet (Cancro) – 8
- ט – Tet (Leone) – 9
- י – Yod (Vergine) – 10
- ל – Lamed (Bilancia) – 30
- נ – Nun (Scorpione) – 50
- ס – Samekh (Sagittario) – 60
- ע – Ayin (Capricorno) – 70
- צ – Tsadi (Aquario) – 90
- ק – Qof (Pesci) – 100
Totale 445 =13 = 4
Come vediamo, il piano zodiacale è caratterizzato dagli Arcani:
- Della Morte (13); è certo che sul piano fisico ogni cosa è transitoria.
- Degli Elementi o dell’Adattamento; sul piano fisico ci si deve adattare ad ogni cosa, agli influssi dei segni zodiacali, agli stati della materia, ecc. Il piano fisico, chiamato anche “terzo piano”, è un piano TEMPORALE ed è importante che in esso non si sprechi tempo.
Temurah
Temurah (תמורה), scambio o permutazione, consiste nello scambio di posto e sostituzione delle lettere in una parola o frase e nello studio delle relazioni con le parole così formate. I metodi principali di Temurah sono:
Gilgul
In Gilgul (גילגול), trasformazione, si dà un quadro completo di tutte le possibili combinazioni nell’ordine delle lettere di una data parola. Applicando, per esempio, Gilgul al nome י ה ו ה avremo:
| YOD-HE-VAV-HE | VAV-HE-YOD-HE |
| YOD-HE-HE-VAV | VEV-HE-HE-YOD |
| YOD-VAV-HE-HE | VAV-YOD-HE-HE |
| HE-VAV-HE-YOD | HE-YOD-HE-VAV |
| HE-VAV-YOD-HE | HE-YOD-VAV-HE |
| HE-HE-YOD-VAV | HE-HE-VAV-YOD |
Gli elementi di questa struttura costituita dal nome י ה ו ה sono chiamati הוית (HAVIOT, l’Esistenza). Li ritroveremo nel dodicesimo Arcano.
Tziruph
Tziruph è una sostituzione sistematica di lettere con altre lettere in base a certe regole e cambiando l’ordine delle lettere nell’alfabeto. Il numero di questi sistemi è molto ampio; ci limiteremo a menzionare i più usati.
Atbash
אתבש – L’alfabeto Atbash è scritto su due linee; nella prima linea le lettere sono scritte da destra a sinistra, nella seconda da sinistra a destra.

Per analizzare una parola secondo questo sistema cerchiamo ogni lettera della parola sulla riga superiore e la sostituiamo con la lettera che vi corrisponde nella riga inferiore. Per cui, א sarà cambiata in ת, ב in ש, ecc. Da cui “Atbash” (אתבש), il nome di questo alfabeto. Applicando Atbash al nome י ה ו ה, otterremo la parola מצפצ (Matspats, Mem-Tsadi-Pe-Tsadi), il cui valore numerico è 40 + 90 + 80 + 90 = 300 = 3, che indica chiaramente il piano metafisico. La parola EMESH (אמש), con lo stesso metodo, diventerà תיב (Tav-Yod-Bet, 400 + 10 + 2 = 412 = 7), indicando che il Ternario Superiore – Emesh – ha in sé la capacità di produrre il Settenario delle Cause Secondarie. La parola בנ (BEN – Figlio), composta da Bet-Nun (2 + 50 = 52 = 7) collegata, quindi, al Settenario, si trasformerà in שט (Shin-Tet), il cui valore è 300 + 9 = 309 = 12, corrispondente al duodenario, cioè allo zodiaco o piano fisico.
Albath
אלבת – L’alfabeto ALBATH è dato dalle linee 11:

Le lettere della parola analizzata vanno cercate nella riga superiore e sostituite con quelle della riga inferiore. Quindi, י ה ו ה diventerà נקצק con il valore di 50 + 100 + 90 + 100 = 340 = 7. Questo è interpretato come: il Settenario è il prodotto della Legge Dinamica.
Albam
אלבמ – Nell’alfabeto ALBAM lo schema di sostituzione è dato dalle linee seguenti 12:

La procedura è la stessa dell’alfabeto precedente. Il nome י ה ו ה diviene שעפע (Shin-Ayin-Pe-Ayin), ricevendo il valore numerico 300 + 70 + 80 + 70 = 520 = 7. Questo ci dà di nuovo il Settenario delle Cause Secondarie. Possiamo inventare quanti alfabeti vogliamo, simili a quelli che abbiamo presentato.
Il valore della Cabala per un Occultista
Possiamo chiederci, qual è lo scopo di tutta questa riflessione cabalistica? È forse solo un esercizio di acume intellettuale? Di certo non è questo l’obiettivo, e l’intelletto è solamente un aiuto nell’acquisizione della saggezza. Lo scopo dello studio della Cabala è duplice:
- Lo studio ci aiuta ad approfondire il significato degli scritti nel linguaggio geroglifico-iniziatico, rivelando non solo tutto quello che era nell’intenzione degli autori, ma anche tutto ciò che può essere dedotto dalle tesi presentate negli scritti. Questo può essere fatto speculando sull’opera degli elementi mercuriali della personalità umana.
- Lo studio inoltre ci consente, attraverso l’uso della parola, di creare grazie al potere della nostra inventiva, delineando i nostri impulsi volitivi con una forma. Possiamo imparare dalla pronuncia delle parole, dai mantra e, ciò che è importante, dai mantra che per noi sono veri, cioè i mantra di cui comprendiamo la composizioni e che sono in armonia con noi, essendo stati creati da noi stessi o ricevuti dalle correnti egregoriche con cui siamo in contatto.
La Cabala, in generale, ci consente di studiare la Tradizione, di chiarire i sistemi teogonici, androgenici e cosmogonici indicando ai suoi seguaci i mezzi di realizzazione.
Il nome כבלה (QABALAH, 100 + 2 + 30 + 5 = 137 = 11 = 2) corrisponde agli Arcani della Forza (11) e della Scienza (2), che in sé possono servire come sommario di tutto ciò che è stato detto finora.
Etimologicamente, la parola כבלה è tradotta come “tradizione” 13.
Il Codice Cabalistico e la Scuola Occidentale
Il codice della Scuola Occidentale è composto dalle seguenti opere monumentali di indubbio valore cabalistico:
Sepher Yetzirah
Al SEPHER YETZIRAH – ספר יצירה (Shin-Pe-Resh-Yod-Tsadi-Yod-Resh-He) viene attribuito il contenuto del codice completo della parte statica della metafisica cabalistica, ovvero la relazione tra le Tre Cause Primordiali, le Sette Cause Secondarie e il mondo zodiacale sul piano fisico, il tutto incluso in un sistema unitario.
Sepher Bereshith
Il SEPHER BERESHITH – ספר בראשית, Il libro di Genesi (Shin-Pe-Resh-Bet-Resh-Alef-Shin-Yod-Tav), e i libri rimanenti del Pentateuco di Mosè, contengono il codice delle tesi basilari della teogonia, cosmogonia, androgenesi e parte della storia della trasmissione, per successione, della Tradizione della Razza Bianca.
Altri testi
In altri libri del Vecchio Testamento, accanto a testi esclusivamente esoterici, vi sono capitoli di pura Cabala, come i capitoli 1 e 10 di Ezechiele, alcuni capitoli del profeta Daniele e altri.
Zohar
Il SEPHER ZOHAR – זֹהַר ספר, il Libro dello Splendore, (Shin-Pe-Resh-Zayin-He-Resh), consiste in un ampio insieme di commenti di autori vari, i cui nomi sono perlopiù sconosciuti. Lo Zohar, in aggiunta ai commentari della Bibbia e al Sepher Yetzirah, contiene un codice quasi esaustivo della parte dinamica della metafisica cabalista. Vi troviamo applicazioni di vari metodi cabalistici ai testi sacri, così come trattati sullo PNEUMA, che è l’insegnamento sulle anime, metodi per l’azione sugli astrosomi, le condizioni che sottendono ai cambiamenti della sfera vitale, le operazioni teurgiche, ecc. Lo Zohar fu stampato per la prima volta a Mantova nel 1559. Riguardo al periodo della sua composizione, vi sono sempre state controversie. Di questo non ci occuperemo.
Talmud
Il Talmud è un nome familiare a tutti. Molti dei suoi libri non hanno connotazioni cabalistiche; tuttavia, la sua struttura, lo schema di divisione del suo materiale, il modo in cui gli argomenti vengono sintetizzati hanno, senza dubbio, un carattere cabalistico. Per questo motivo, i libri del Talmud non dovrebbero essere omessi da questa lista di scritti cabalistici ereditati dal passato.
Clavicole di Salomone
Le cosiddette “Clavicole di Salomone”, che giungono a noi in una traduzione latina di Rabbi Abognazar 14, consistono in una collezione di talismani, pentagrammi, incantesimi e preghiere usati nella magia cerimoniale. Vi troviamo anche una serie di indicazioni astrologico-cabalistiche. La prefazione consiste in un testo titolato “Raccomandazioni di Re Salomone a suo figlio Roboamo”. Si potrebbe dire che le “Clavicole” presentano una collezione di ricette cabalistiche.
Nuovo Testamento
L’intero Nuovo Testamento, ma specialmente i libri dell’apostolo Giovanni, è ricco di testi che, in parte o totalmente, consentono un’interpretazione cabalistica. Nell’Apocalisse giovannea troviamo le descrizioni di parecchi Arcani Maggiori del Tarocco. Il Vangelo di San Giovanni contiene 21 capitoli che corrispondono agli Arcani Maggiori, da א (Alef) a ש (Shin) incluso.
L’intero codice cabalistico fu interpretato durante il Medio Evo da numerosi cabalisti di ogni scuola e nazionalità e che, a loro volta, ci lasciarono molto materiale suscettibile di meditazione, e a cui possiamo applicare quel “Mercurio degli Esoteristi” chiamato speculazione cabalistica.
I Nomi Sacri corrispondenti alle Sephirot
Questa breve esposizione della Cabala sarebbe di molto incompleta se, anche a un livello così elementare, non menzionassimo i dieci Nomi Divini. Questi nomi, così come i nomi delle Sephirot, possono servire come materiale per i primi esercizi di Notaricon e Gematria.
EHIEH
Il nome “EHIEH” (אהיה – Alef-He-Yod-He) attraverso il Notaricon viene scomposto in due “Matrimoni”: Alef–He e Yod–He, che ci consentono l’interpretazione seguente: Proprio come un’individualità (א) tripla ed equilibrata feconda gli elementi passivi (ה) della stessa, così un sistema chiuso attivo (י) può fecondare un sistema passivo (ה) che gli si addice.
Il valore numerico di questo nome (1 + 5 + 10 + 5 = 21 = 3) indica il piano metafisico (3) e, allo stesso tempo, il processo misterioso del passaggio ai piani inferiori (21, Il Matto).
Il nome della Sephira che vi corrisponde – Kether – (כתר – Kaf-Tav-Resh) si scompone nell’Arcano della Forza (כ – 11), nell’Arcano dell’applicazione della Grande Opera (ת – 22) e nell’Arcano della Rinascita (ר – 200). Il valore numerico della somma (11 + 22 + 200 = 233 = 8) ci consente di dire: “questa è la Legge del mondo.” Come vediamo, l’analisi del nome della Sephira Kether ha caratterizzato il modo in cui si svela il processo determinato dal Nome Divino “Ehieh”.
IAH
Il Nome Divino “IAH” (יה) è la formula di una normale unione gnostica di due polarità dello stesso livello. Il suo valore numerico (15 = 6) indica il ruolo svolto in questa unione dal vortice astrale (15, Il Diavolo) e avvisa contro i pericoli dell’Arcano VI (Gli Amanti), poiché l’unione può avere un carattere sia evolutivo che involutivo.
Il nome della Sephira Chokmah (חכמה) può essere interpretato come la Giustizia (ח – 8) che alimenta la Forza (כ – 11) e che, dopo il cambio di piano (מ – 40), definisce gli elementi di una nuova vita (ה – 5). Il valore numerico della somma (10, La Ruota di Fortuna) indica un ciclo di trasformazioni chiuse, indipendenti e attive. Di nuovo, il Nome Divino indica il processo, e il nome della Sephira le condizioni in cui si svela.
IHVH
Il nome י ה ו ה è la formula di una normale famiglia, di un normale ciclo dinamico. Il suo valore numerico è 8, che sottolinea la legalità del ciclo.
La Sephira Binah (בינה), cioè 2 + 10 + 50 + 5 = 67 = 13 = 4, ci dice che la Conoscenza (ב) conduce a un sistema chiuso completo (י), in cui la Vita (ה) è possibile alla condizione di una regressione dei processi (נ) o, anche, a condizione di una moderazione degli stessi (נ). Questo ambiente è pienamente adattato alla manifestazione della Legge Dinamica. Il valore numerico 13, La Morte, ci ricorda il principio di trasformazione dell’energia, e il 4, L‘Imperatore, l’indispensabilità ad applicarla al mondo degli elementi, per portare a termine il ciclo di י ה ו ה.
Gli studenti sono invitati ad applicare la stessa rapida analisi a tutte e dieci le Sephirot. Così facendo, si convinceranno che i Nomi Divini corrispondenti alla colonna femminile (la sinistra nello schema sefirotico) contengono gli elementi limitanti e scatenanti in relazione ai processi causati dai Nomi Divini che corrispondono alle Sephirot della colonna maschile (quella destra) degli stessi sottopiani. Quindi, per esempio, il nome “IAH” (יה), che corrisponde alla Sephira della colonna maschile Chokmah, evoca un processo di unione; e il nome י ה ו ה, che corrisponde alla Sephira Binah, dalla colonna femminile (entrambe appartenenti allo stesso mondo di Atziluth), è una formula di famiglia, che delimita e determina la qualità di un’unione, strutturandola nella foma di una famiglia.
In aggiunta ai dieci Nomi Sacri, ai nomi sefirotici e al termine ebraico AIN-SOPH, dato all’Irraggiungibile, superiore a tutte le Sephirot, sarebbe utile “cabalizzare” secondo diverse modalità le parole “AB” (padre) e “AGLA” (אגלא) che hanno ampia applicazione nella Magia Cerimoniale e nella Teurgia.
La parola “AGLA” è composta da א, che significa l’equilibrio sui tre piani, raggiunto attraverso la piena comprensione metafisica dell’esistenza; ג, che corrisponde alla creatività dell’Amore Universale che riunifica tutto ciò che, in qualunque tempo, è stato separato; ל, simboleggiante l’espansione senza limiti della preparazione al sacrificio; le tre lettere, nel loro insieme, conducono nuovamente al principio unitario – א. Questa è la ragione per cui “AGLA” è tradotto come “TRI-UNO”, ed è il motivo per cui alla parola è attribuito un potere mantrico, anche quando pronunciata da un profano.
Pensiamo che ora si possa comprendere il ruolo dei dieci nomi nella Teurgia e nella Magia. Questi Nomi corrispondono ai cicli separati del Grande Processo Diabatico della Vita Universale. L’insieme dei Nomi abbraccia tutto ciò che è manifesto e che si può manifestare. È il riflesso completo, si potrebbe dire, della comprensione soggettiva dei Misteri dell’Universo da parte dell’Uomo Collettivo 15; comprensione espressa attraverso i segni dell’Alfabeto Iniziatico e i suoni del Linguaggio Iniziatico dell’Uomo Collettivo.
Tutte le cerimonie teurgiche e molte di quelle magiche sono accompagnate dalla pronuncia rituale di alcuni o di tutti questi Nomi, secondo la Sephira che partecipa allo schema della preghiera o invocazione.
Una buona conoscenza dei Nomi Divini e delle Sephirot è indispensabile, anche per il novizio. Tale padronanza gli consente di ottenere indicazioni mentali e cabalistiche riguardo l’uno o l’altro degli aspetti del processo diabatico universale, indipendentemente da qualunque lavoro scritto, offrendogli la possibilità di affermare i suoi impulsi volitivi attraverso le formule che lo legano all’Egregoro immortale della Grande Catena Iniziatica dei Detentori e Guardiani della Cabala della Razza Bianca.
Note sul decimo Arcano
Le riflessioni di Tomberg sul decimo Arcano sono meno esaustive di quelle di Mebes, ma non meno potenti. Nell’immagine evocativa della Ruota di Fortuna egli scorge un’espressione visiva del “rimpianto della caduta e degli esseri divisi per la perdita dello stato di pienezza e integrazione”, affermando che questo è l’Arcano che “insegna quindi, attraverso un contesto concreto, un organismo di idee che si collegano al problema della Caduta e della Rintegrazione.” Ciò avviene attraverso un cerchio completo che include sia l’ascesa che la discesa. Egli riconosce che questo circolo di involuzione ed evoluzione è “generalmente uno stereotipo della letteratura occulta, ma non è così quando si tratta di involuzione intesa come Caduta e di evoluzione intesa come salvezza.”
E ancora, questo Arcano in Meditation on the Tarot descrive l’idea che il circolo chiuso della cattività è contrastato da quella di un cerchio aperto o di una spirale vivente. In ciò vi è analogia con il mondo prima della Caduta e rappresenta l’opportunità offerta da Cristo – la Soglia – di fuggire dalla prigione. Il pericolo rappresentato dai sistemi chiusi è un tema importante, a cui l’autore ritorna da varie prospettive, a un certo punto sensibilizzando gli studenti sul pericolo dei gruppi magici chiusi – circoli segreti occulti – richiedendo con fervore di non formare mai tali gruppi in suo nome.
La buona notizia che riguarda la religione, d’altro canto, è che essa non è un sistema chiuso, ma ha un’uscita e un’entrata, offrendo una via d’uscita ai sistemi ricorrenti senza fine, l’”inferno cosmico” di Nietzsche. In effetti, secondo Meditation on the Tarot, “l’idea di inferno si può comprendere come esistenza eterna in un cerchio chiuso”, e “la Caduta è un evento cosmico, un vortice messo in moto dal cerchio chiuso del serpente che si “morde” la coda “spazzando via parte del mondo creato.” L’atto della Redenzione implica nondimeno che il condurre l’umanità fuori da questo circolo attraverso un’uscita sicura e verso la spirale vivente e “trasformando il mondo decaduto dall’interno attraverso la trasmissione della Parola incarnata (Gesù Cristo).”
Una fase molto importante del lavoro spirituale di Valentin Tomberg, specialmente durante il periodo che egli trascorse in Olanda durante la Seconda Guerra Mondiale aiutando la resistenza olandese, fu di insegnare quello che è conosciuto come ‘Il Corso della Preghiera del Signore’. Questo aspetto del suo lavoro è stato raccolto e sviluppato dalle scuole e dagli insegnanti successivi, inclusa la Sophia Foundation di Robert Powell e in seguito da Willi Seiss, il cui studente, Sebastian Niklaus, pubblicò un volume di parecchi capitoli sul corso, con un commentario di Seiss. Powell ha ancor più approfondito il suo campo di studi con una serie di insegnamenti e di esercizi euritmici basati sulla ‘Ave Maria’.
- L’acrostico (dal gr. ἀκρόστιχον, verso estremo) è una forma di poesia in cui le lettere iniziali dei singoli versi formano una parola compiuta, o una parola formata dalle iniziali di parole singole. ↩︎
- Le parole ebraiche per Re, Cervello e Fegato nel testo originale sono riportate in modo errato, qui corretto. ↩︎
- Scimei è un personaggio biblico imparentato con la famiglia di Saul, il primo re di Israele. ↩︎
- In realtà, nimratzet è un aggettivo che ha il significato di qualcosa di vigoroso e pieno di energia, che nel contesto del verso biblico citato viene variamente tradotto come [maledizione] atroce, aspra o veemente. ↩︎
- Nella narrativa biblica i Moabiti sono i discendenti di Lot, che fuggì da Sodoma prima della sua distruzione. Quando la moglie fu trasformata in una statua di sale per essersi voltata verso la città devastata le figlie, per continuare la generazione, inebriarono il padre affinché avesse con loro un rapporto incestuoso, da cui nacquero Moab e Amon. ↩︎
- Il testo originale riporta “violento” come traduzione, ma il suo significato in ebraico è “zar”. In yiddish può effettivamente essere traslato come “tiranno” o “malvagio”. ↩︎
- Il significato di תאב è quello riportato, ma nel testo viene tradotto come “crudele”. ↩︎
- Qui e negli altri esempi di questo paragrafo le lettere dell’alfabeto ebraico sono associate agli Arcani Maggiori e ai loro rispettivi significati. ↩︎
- Così come è scritto dall’autore il significato di שית è “spina”. In ebraico moderno il numero sei è “שש” (SHESH). ↩︎
- Perché 341 mod 9 = 8. ↩︎
- Questo alfabeto segue quasi un’impostazione bustrofedica: la riga superiore, orientata da destra a sinistra, va da Alef a Kaf; nella riga inferiore l’orientamento è da sinistra a destra, con la differenza che la lettera Lamed viene posta in fondo alla linea invece che all’inizio. ↩︎
- In questo schema la riga inferiore segue un orientamento opposto rispetto al precedente sistema Albath, sempre con l’eccezione della lettera Lamed. ↩︎
- Più precisamente, ha il significato di “ricezione”, e per estensione si riferisce all’usanza di tramandare la tradizione attraverso la trasmissione orale. ↩︎
- In una glossa alla traduzione inglese in possesso del British Museum, derivata da un manoscritto in francese che a sua volta fa capo all’originale in latino, il curatore del catalogo suppone che il nome di Abognazar sia una corruzione per “Aben Ezra”, di cui non vi è traccia comunque. Potrebbe trattarsi di Rabbi ben Ezra (1092-1167), grammatico, esegeta, filosofo, matematico, astronomo e astrologo vissuto nella Spagna islamica. Tuttavia non vi è un indizio di una sua paternità della Clavicula Salomonis. ↩︎
- Per “Uomo Collettivo” Mebes intende l’essere umano che ha trasceso i vincoli dell’individualità, riconoscendosi nell’umanità stessa e in un sé superiore. ↩︎

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