Le manifestazioni sefirotiche sui diversi piani

Estratti dall’opera: Tarot Majors – London 2020. Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto


Esempio di Campo Teurgico: il Piano Mentale

Esaminiamo ora gli esempi della divisione di sistemi chiusi nei loro attributi sefirotici.

Chiamiamo azione teurgica un tentativo molto serio, pianificato e razionale di agire, sul piano dell’Archetipo, sul flusso mentale dell’Universo, con il fine di produrre o accelerare certe formazioni astrali o manifestazioni fisiche. In altre parole, la “mens” del teurgo viene in contatto con l’Archetipo, per realizzare attraverso di esso qualcosa di astrale o concreto.

Il tipo più elementare di operazione teurgica è quella che chiamiamo preghiera. Le preghiere sono più o meno complesse, secondo la visione del mondo di colui che prega e lo scopo della preghiera. La preghiera che non contiene una richiesta particolare, perché cerca solamente un contatto con l’Archetipo per essere in grado di ricevere le Influenze Superiori per tutti i piani della manifestazione vitale, riflette la visione del mondo dell’orante. Potremmo dire che, in questo caso, essa presenta un’istantanea teurgica del Microcosmo operativo.

Ne consegue che la preghiera del cabalista sarà un sistema chiuso, scomponibile in base allo schema sefirotico dell’Universo. Tale è la preghiera del Padre Nostro:

Pater noster qui es in caelis

L’invocazione nel Padre Nostro corrisponderà analogamente a quello che è più in alto di tutte le Sephirot della Seconda Famiglia, cioè semplicemente alle Persone della Prima Famiglia. Specificamente, il termine in caelis indica la presenza dell’Uno a cui è indirizzata, al di sopra del cosiddetto Horizon Aeternitatis 1.

Allo stesso tempo, vediamo in questa invocazione l’osservanza della tesi fondamentale della Teurgia, che dichiara che l’intera preghiera è dedicata ad Ain-Soph, e non a una Sephira specifica o a un attributo della Sephira stessa. La preghiera ascende attraverso tutte le Sephirot dell’Universo; talvolta può essere sostenuta da un appello agli Intercessori, ma questo appello ha l’unico scopo di far scorrere il piccolo flusso di preghiera di un’unica monade nel gigantesco fiume delle operazioni teurgiche, come acqua di unruscelletto che irrompe nell’immenso oceano di Ain-Soph.

Sanctificetur nomen Tuum

La prima istanza, che significa: santificata sia la Corona (Kether), cioè il Grande Arcano della Tua Emanazione sul piano metafisico. “Sia santificato” significa che i mistici, nel corso della loro ricerca, non perdono di vista l’apice del Triangolo Evolutivo.

Adveniat Regnum Tuum

La seconda istanza riguarda la generazione del Regno dell’Armonia delle Forme (Sephira Tipheret) nell’anima del veneratore e nell’astrosoma dell’intero Universo esteriore.

Fiat voluntas Tua sicut in caelo

La terza istanza significa: “Mi inchino di fronte alla Grande Legge יהוה del mondo metafisico, il mio piano mentale aspirando a partecipare all’applicazione di questa Legge (la sfera della Sephira Binah che contiene in sé la Ragione delle cose, governata dalla Legge menzionata).

… et in terra

La quarta istanza, tradotta, significa: “e alla generazione astrale delle manifestazioni etiche della Sephira della Giustizia (Geburah).”

Panem nostrum quotidianum da nobis hodie

Cos’è il “pane quotidiano” della quinta istanza? Il “pane” è la possibilità di conoscere la vita attraverso la forma, o le esperienze “di ogni giorno”. “Oggi”, vale a dire, dall’ultima scelta di un percorso (dall’Arcano VI) e fino alla scelta successiva. La richiesta, come possiamo vedere, si riferisce alla vita nella Sephira Hod, il periodo di riposo che segue alle tentazioni e alla Vittoria 2.

Et dimitte nobis debita nostra

La sesta istanza significa: dona generosamente alle nostre persone il Principio della Saggezza (Sephira Chokmah)

… sicut et nos dimittimus debitoribus nostris

La settima istanza si riflette nei nostri astrosomi attraverso la Legge della Grazia concessa ai nostri simili (Sephira Chesed).

Et ne nos inducas in tentationem

La settima istanza chiede che noi si sia salvati dagli incontri frequenti e insopportabili con i sesti arcani, così pericolosi per le conseguenze sull’incarnazione di chi viene tentato (Sephira Netzach) 3.

… sed libera nos a malo

Alla nona istanza aggiungiamo: “e salvaci anche, se possibile, dai contatti frequenti e dalla stretta vicinanza ai cliché che potrebbero attrarci verso i percorsi negativi del vizio (male) per il tramite delle influenze già menzionate dei sesti arcani”. Il “male” in questa istanza è semplicemente un tentativo artificiale di personificare il desiderio di ricerca continua in una manifestazione dell’Assoluto. Il tratto esoterico è semplicemente il “padre delle menzogne” o “un’occasione per complicare e incrementare la falsa ricerca dell’infinito”. Impareremo in seguito che tale “incremento” della menzogna non può perdurare per sempre, che è possibile andare incontro alla menzogna, al male, alla depravazione, solo entro certi limiti; che il processo di immersione progressiva nella menzogna deve condurre a un ritorno verso la Verità.

Tuttavia, il carattere illusorio del “diavolo” non gli impedisce di avere dei servi. Il fatto è illustrato nelle mitologie delle diverse razze, in cui troviamo parecchie personificazioni del polo opposto alla Verità e al Bene Assoluto.

In questa analisi vediamo che il Padre Nostro è un passaggio attraverso la nona Sephira; lo schema (fig. 4) è basato sul secondo sistema (fig. 3) dei percorsi sefirotici.

Figura 4 – Il Padre Nostro

La Chiesa Ortodossa conclude la preghiera con una formula di glorificazione, molto probabilmente data dall’apostolo Giovanni, che simboleggia la manifestazione della Corona (Kether) nella decima Sephira (Malkuth), completando quindi il conseguimento magico del Grande Arcano Metafisico. Il testo di questa formula, tradotta dal greco, è:

Perché tuo è il Regno, la Potenza e la Gloria negli Eoni. Amen 4

Il termine “Eoni” si trova negli insegnamenti degli gnostici. Esso si riferisce a certi cicli, indipendenti e personificati, di una serie dinamica elementare che costituisce lo schema della creazione di tutto l’esistente. È una serie di sistemi chiusi e individualizzati in cui ciascun paio ha una polarizzazione positiva e negativa, che si moltiplica secondo la legge יהוה (Iod-He-Vau-He) o, per essere più precisi, יהיה (Iod-He-Iod-He) 5. La totalità degli Eoni, nel senso spiegato sopra, equivale a quelli che popolano l’universo su tutti i suoi piani.

Queste considerazioni ci portano all’interpretazione seguente della formula di glorificazione:

Perché Tu sei la Sorgente Primordiale delle manifestazioni del Grande Arcano in tutti i Cicli creativi dei tre piani dell’universo.

Nello schema che abbiamo presentato del Grande Arcano della Magia, il termine “Regno” corrisponde alla Ruota degli Elementi, il termine “Potenza” alla Ruota Astrale e il termine “Gloria” al Triangolo Metafisico. Un cabalista, quindi, sarà incline a leggere la formula nel modo seguente: “Quoniam tibi sunt Malkuth, et Tipheret, et Kether, in Aeone. Amen.”

In pratica, è un altro modo di leggere, in cui il “Regno” è Malkuth, la “Potenza” Geburah e la “Gloria” Chesed.

Nello schema sefirotico generale, queste tre Sephirot formano un triangolo di tipo discendente. Se prendiamo in considerazione la presenza del termine “Tibi”(a te), la cui regione è sopra tutte le Sephirot, allora “Tibi”, assieme alle Sephirot Geburah e Chesed, formerà un nuovo triangolo di tipo ascendente. Avremo la configurazione mostrata in fig. 5.

I quattro termini di questa figura formano una croce.

Fig. 5

Esempio di Campo Magico: il Piano Astrale

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare, nel quinto Arcano, dell’autosuggestione secondo il metodo tedesco, e abbiamo inoltre menzionato un’abbreviazione dello schema proposto che aveva il ruolo di abbozzo del processo, non dell’intero quadro della situazione.

Ora, come esempio di analisi sefirotica dei sistemi chiusi, l’applicheremo ai processi di suggestione, che siano diretti dall’astrosoma dell’operatore o dagli astrosomi di altre persone.

Il Libero Arbitrio Pentagrammatico dell’operatore avrà il ruolo di Prima Famiglia in relazione al sistema delle Sephirot e delle suggestioni che sorgeranno 6.

L’idea propria di suggestione corrisponderà allo schema di Kether. Quest’idea, che contiene in sé il concetto della manifestazione che vogliamo ottenere, sarà la Sephira Chokmah del processo, e il campo a cui è diretta la suggestione, cioè a chi o a cosa è indirizzata la suggestione – la Sephira Binah dell’operazione. Queste tre Sephirot, insieme, costituiscono la parte mentale del processo volitivo in opera. Il contenuto della suggestione agirà sull’aspetto emotivo del piano astrale, creando un’emozione che, a causa della potenza della suggestione, sarà trasmessa al paziente. Questi corrisponde a Chesed.

Tuttavia, un’emozione, in generale, come conseguenza di una suggestione, opera differentemente in base ai pazienti, e può differire non solo nei sottotoni emotivi ma anche nella sua composizione. Ciò che causa rabbia in qualcuno in qualcun’altro si manifesterà solo come sorpresa e, in un terzo soggetto, provocherà un’affabile disposizione meditativa. La reazione emotiva soggettiva, assieme alle leggi che la governano, sarà la Sephira Geburah del processo analizzato.

Le due Sephirot – Chesed e Geburah – devono essere neutralizzate in modo naturale da Tipheret, cioè dall’immagine complessiva della totalità emozionale del processo, percepibile attraverso la “mens” dell’operatore come dispiegata nel presente piuttosto che nel futuro (ricordiamoci cosa si è detto nell’Arcano V).

Distogliamoci ora dalle suggestioni che riguardano la forma. La Sephira Netzach dell’operazione è tutto quello che costituisce un impedimento alla trasmissione della suggestione, e che dovrebbe essere superato, sia nella natura del paziente che nel suo ambiente.

La Sephira Hod corrisponderà al grado della Vittoria ottenuto nella Sephira precedente o, in altre parole, corrisponderà a ciò che è contenuto nella realizzazione della nostra suggestione. Ci spiegheremo meglio con un esempio: suggerendo a un paziente che può muovere un piede fino a quel momento immobilizzato, immagineremo di quale dimostrazione di motilità saremo soddisfatti, e il risultato con cui concluderemo la sessione o il ciclo di guarigione.

Secondo la Legge del Ternario dobbiamo neutralizzare le ultime due manifestazioni – quella della Sephira Netzach e quella della Sephira Hod – per ottenere un’immagine geometrica, chiara ed accurata, di quanto suggerito. Ciò corrisponderà alla Sephira Yesod. L’immagine deve riferirsi al presente, al momento attuale, e non al futuro.

Quello che ancora ci manca è la presenza concreta della Sephira Malkuth. Sappiamo, da quanto detto in precedenza, che quest’ultima parte del processo è costituita da elementi della manifestazione vocale, voce alta o sussurri e da gesti o movimenti fatti dall’operatore. La sintesi di queste manifestazioni, accessibili agli organi di senso, sarà la decima Sephira Malkuth del nostro processo di suggestione.

Vittoria e Gloria sono neutralizzate dalla Forma androgina della Fondazione (Yesod) di ogni specificità (Fundamentum omnium rerum).

Esempio di carattere direttivo

Il piano astrale inferiore è adiacente al piano fisico e, per quanto riguarda le manifestazioni, inseparabile da esso.

Immaginiamo un pentagramma incarnato che agisce attraverso l’emanazione dei suo centri odici. Questi centri sono inseparabilmente connessi a certi centri fisici del corpo umano.

Il punto mediano tra le sopracciglia corrisponde alla Sephira Kether magnetica. Il processo di meditazione, nella sua parte fisica, è connesso all’aspetto passivo. Quando utilizziamo attivamente lo sguardo centrale, operiamo attraverso due assi di fissazione: quello di Chokmah (occhio destro) e quello di Binah (occhio sinistro), uniti nell’attività mentale di Kether.

Se vogliamo possiamo, attraverso lo sguardo centralizzato, attaccare la Sephira Chokmah del nostro opponente, paralizzando l’attività della sua Sephira Kether, o solo Binah, paralizzando la sua ricettività. Possiamo anche difenderci contro lo sguardo centralizzato di altri con uno sguardo negli occhi dell’avversario, soggiogando la Binah estranea con la nostra Chokmah e sottomettendo volontariamente la nostra Binah alla Chokmah, lasciando quindi la vittoria alla più potente delle due Kether, la nostra o la loro. Se desideriamo, nella sfera dei tre centri magici, ricevere una suggestione da altri, abbassiamo gli occhi e ci concentriamo passivamente, soggiogando la nostra Sephira Kether alla performance dell’operatore.

Quanto detto sopra si riferisce alla polarizzazione maschile dei fluidi, e in questi casi il magnetismo della mano destra corrisponde alla Sephira Chesed e il magnetismo della mano sinistra a Geburah. La sorgente del plesso solare è Tipheret. Possiamo attingere in qualunque momento da questa fonte di fluidi positivi e negativi. La Sephira Netzach risponde all’utilizzo delle radiazioni negative del piede destro. L’operazione inversa sul piede sinistro (positivo) è della Sephira Hod. Il ruolo della sorgente di energia odica degli organi sessuali corrisponde alla Sephira Yesod. Per quanto riguarda la Sephira Malkuth, la sua corrispondenza è la ricettività magnetica del collo e della schiena.

È anche necessario menzionare l’ombelico che, nel nostro schema, corrisponde alla regione centrale del sentiero che collega Yesod a Tipheret. L’ombelico non è un centro di emanazione, ma è straordinariamente vampirico, sia in relazione alle emanazioni positive che a quelle negative di un emanatore odico (come ad esempio un dito). Questa caratteristica dell’ombelico è utilizzata a fini terapeutici.

Un punto che emana dal guaritore è posto a contatto con l’ombelico del paziente, e un altro punto del guaritore, di polarizzazione opposta, è posto a contatto con un altro centro sefirotico del paziente, stabilendo quindi una corrente. La scelta del secondo punto, come la direzione della catena, dipende dalla malattia che si combatte. La scelta è fatta secondo indicazioni cabalistiche.


L’applicazione dell’analisi sefirotica è complessa. Abbiamo già menzionato che essa si applica agli organi di sistemi chiusi. Diciamo di più: ogni sfera, ogni regione si può decomporre sefiroticamente nella misura in cui la consideriamo come un sistema chiuso.

Diamo un esempio di decomposizione sefirotica di quello che nel linguaggio ordinario è chiamato il dominio della Virtù. Definiamo spesso tali aree come distrazioni, concetti astratti, ecc. Ecco come il grande ermetista Heinrich Khunrath interpreta il decadimento sefirotico. Secondo lui, la Sephira Kether della manifestazione “Virtù” sarebbe la Purezza naturalmente posseduta da un carattere sintetico. Il polo positivo – Chokmah – di questa Sephira Kether sarebbe la Bontà (Gentilezza). La Bontà sarà limitata dal polo negativo di Kether (Binah) e diventerà Prudenza.

Nel mondo successivo dell’Albero sefirotico – Olam Briah – la Bontà sarà riflessa come Grazia (Misericordia, Chesed) e la Prudenza come Coraggio (Geburah). Il binario di questi ultimi elementi darà i natali a un termine mediano – la Sephira Tipheret del sistema – che sarà la Pazienza.

Che la Bontà sia riflessa come Grazia nello schema di Khunrath non è una sorpresa. E il perché la Purezza si manifesti come Bontà nel polo positivo e Prudenza al suo polo negativo è anche facile da comprendere. La Bontà può essere vista come il desiderio di proteggere un altro essere dal pericolo della caduta, e la Prudenza come un’idea di autoprotezione. Se la Prudenza sorge dalla Purezza, allora l’autoprotezione può proseguire sino a manifestarsi come coraggio nell’autodifesa. La natura della Pazienza è facile da capire.

Andiamo al mondo successivo del sistema – Olam Yetzirah. La Sephira Hod è formata dal riflesso del Coraggio sui piani astrali, ovvero i piani delle forme. Secondo Khunrath, essa si manifesta come Umiltà (Humilitas). Sempre secondo lui, la Sephira Netzach si manifesta come Giustizia (naturalmente nel senso di assegnare a ciascuna di esse il ruolo che le si addice). Il ruolo dell’elemento neutralizzante Yesod è assegnato alla Temperanza, che ben merita di essere chiamata la figlia della coppia Giustizia-Umiltà. Khunrath vede la Sephira concreta Malkuth come il Timore di Dio.

Termineremo la nostra serie di esempi con l’affermazione che in questo corso, al meglio delle nostre capacità e possibilità, cercheremo di analizzare sefiroticamente i soggetti inclusi nei nostri studi. Faremo tutto questo per i vantaggi reali offerti da questo sistema, e per il nostro desiderio di dare a questi insegnamenti un carattere cabalistico.


Lasceremo per il momento la decostruzione 10 = 1 + 9, che ci ha già dato del materiale estremamente abbondante, per dirigere la nostra attenzione ad altre interpretazioni aritmetiche del Grande Arcano X.

10 = 2 + 8

La Gnosi (2), cioè il nostro studio dell’Assoluto, può e deve influenzare il lato formale e legale (8) della nostra Cabala. Ciò si vedrà chiaramente quando studieremo lo schema generale del Tarocco.

10 = 8 + 2

L’ambiente acquisito (o la legalità) (8), sia in generale che in particolare, influenza non solo le forme dello studio, ma anche la loro essenza. In altre parole, le scuole e gli insegnamenti che appartengono a un determinato ambito, spesso generico, o i concetti che si formano nelle sfere limitate dal proprio ambiente. Nel caso degli studi cabalistici, questa decostruzione può essere interpretata come l’utilizzo di un sistema particolare di calcoli cabalistici all’interno di un sistema iniziatorio che stiamo studiando. Come esempio, citiamo le applicazioni cabalistiche sugli alfabeti il cui numero di lettere differisce dall’ebraico.

10 = 3 + 7

Questo è il motto delle scuole teosofiche che cercano di sviluppare in primo luogo, nei suoi aderenti, l’intuizione mentale relativa alle cause primordiali (3), così da consentirgli automaticamente di orientarsi ulteriormente entro il campo delle cause secondarie (7).

10 = 7 + 3

È il motto delle Scuole di Magia che raccomandano, in primo luogo, di comprendere la sfera delle cause secondarie (7), come base per il successivo passaggio alle cause primarie (3).

10 = 4 + 6

Questa formula aritmetica esprime la tesi seguente: le quattro Sephirot della colonna centrale hanno la priorità sulle sei Sephirot polarizzate. In realtà, per caratterizzare brevemente il processo universale, è sufficiente enumerare le quattro Sephirot mediane: La Corona, l’Armonia, la Forma e il germe del Mondo concreto. Le sei Sephirot rimanenti non ci consentono di comprendere l’interrelazione degli elementi dell’Universo fintantoché non prendiamo in considerazione, per ogni coppia, la Sephira mediana.

10 = 6 + 4

Significa che, nella Cabala, l’Esagramma di Salomone (6) è superiore alla Rota (4) o, in altre parole, che l’essenza del soggetto non è nella realizzazione dei simboli, ma piuttosto nella loro interdipendenza astrale. Non ha importanza che qualcuno possegga le 22 lame del Tarocco, qualcun altro le 22 lettere dell’alfabeto ebraico, e un altro ancora i 22 geroglifici; la cosa importante è che tutti possano avere la piena comprensione dell’unica essenza che sottende a metodi simili.

10 = 5 + 5

Questo significa: 5 si oppone a 5, esprimendo una certa connessione, un certa relazione tra le due parti di una totalità. La decima Sephira della Seconda Famiglia, come sappiamo, raggruppa cinque Persone Mistiche: Macroprosopo, il Padre, la Madre, Microprosopo e la sua Sposa.

Questi, a loro volta, riflettono le loro influenze o, potremmo dire, hanno i loro plenipotenziari in tutti i sistemi chiusi dell’Universo, e pertanto anche in ciascuna individualità dell’umanità attuale, vale a dire nell’umanità che ha perso la sua purezza iniziale.

Quando giungiamo alla storia di questa caduta, vediamo che nello stato primordiale cercavamo un punto di attrazione nelle altezze luminose e non, come accade ora, un punto di supporto nella materia densa, in questo ammasso di illusioni. Così, non dovremmo sorprenderci che nel diagramma cabalistico tradizionale, che mostra come il misticismo Superno sia riflesso nella composizione dell’uomo individuale, questi riflessi sono in un ordine gerarchico invertito.


Nella composizione dell’uomo (fig. 6), Macroprosopo è riflesso nell’elemento Nephesh 7 – la regione di confine tra il sistema nervoso (piano fisico) e la percezione del basso astrale (piano astrale).

Figura 6 – La composizione dell’uomo

Il Padre è riflesso dall’elemento Ruach – l’anima in senso proprio, cioè il complesso di passioni, desideri e la capacità di generare le forme e di percepirle e classificarle.

La Madre è riflessa nell’elemento di Neshamah – quello che comunemente chiamiamo ragione, intelligenza, umanesimo ideologico, ecc.

Il Microprosopo è riflesso nell’elemento di Chiah – quella parte della personalità che ci consente di conoscere la beatitudine spirituale.

La Sposa è riflessa nell’elemento di Yechidah – ciò che unisce l’individuo al divino.

Vediamo che la lista di elementi della composizione dell’uomo non include solamente gli elementi materiali: il suo corpo, la forza vitale del sangue, ecc. È presente anche ciò che determina la natura circolatoria del fluido nervoso. Questo elemento è chiamato Nephesh, e la sua “anima animale” è posizionata sotto tutti gli elementi.

Così, la Cabala è permeata con l’idea che la persona, anche quella caduta, è nondimeno più strettamente connessa con il Cielo attraverso l’elemento Yechidah che con la Terra tramite l’elemento Nephesh. Per brevità e convenienza, combinerò le caratteristiche di questi elementi in una tabella contenente tre colonne esplicative.

Note sulla Tabella

Nephesh è passivo in relazione al mondo esterno; è solo una modalità di auto-registrazione dei fatti trasmessi all’anima; lo fa in modo routinario, e vale per tutti i singoli appartenenti alla stessa specie.

Ruach valuta i fatti registrati da Nephesh in base alle caratteristiche psicologiche personali del ricevente. Una persona, naturalmente, influenza anche la formulazione delle leggi derivate dai fatti.

Le leggi sono composte in giudizi fondamentali che già appartengono al Neshamah umano, che determina uniformemente la logica umana universale fino a quello che chiamiamo il regno trascendente (incluso). Nello spazio trascendentale ha luogo l’influenza del Flusso superno dello spirito di Chia, che può condurre l’individuo alla consapevolezza dell’elemento Yechidah.

Nella specie, Nephesh è simile in tutti gli individui. In coloro che chiamiamo “persone che si assomigliano”, Ruach è simile. L’argomentazione logica diviene possibile solo grazie alla presenza di un Neshamah comune a tutta l’umanità. La mutua comprensione e la solidarietà fraterna dei fortunati è dovuta alla rassomiglianza in loro dell’elemento Chia. La reintegrazione finale è possibile grazie a Yechidah.

Nella Cabala, Neshamah (nel suo senso limitato), Chia e Yechidah – tutti e tre assieme – sono spesso chiamati semplicemente “Neshamah” nel senso ampio del termine. Questo Neshamah corrisponde, nella terminologia da noi adottata, al “Mens” o mentale. Ruach corrisponde a quello che chiamiamo “astrosoma” e Nephesh al “fantasma”.


Completata la decostruzione dell’Arcano, ritorniamo alla sua immagine simbolica: la carta.

La sua parte centrale è occupata da una ruota. Questa ruota sintetizza parecchie rappresentazioni, la più tipica delle quali, per il profano, è la rappresentazione di quella che chiamiamo la “macina del mondo”. Sul piano fisico, essa mescola le vite così che da una vita altre ne possano crescere; a volte tutto fluisce; a volte, al contrario, essa eleva un individuo o una nazione a detrimento di altri. È una ruota spietata che agisce strettamente in accordo alla Legge, che malauguratamente è illusoria; illusoria come i piani su cui opera.

Il vero ermetista osserva la ruota che gira con un sorriso di sprezzo. La utilizza se necessario, al fine di compiere l’opera alchemica, considerandola come la “Ruota elementale” composta di Azoth, Solfo, Sale e Mercurio.

Tuttavia, nella ruota dell’Arcano X si cela anche la Ruota Astrale. Il suo movimento può essere percepito solamente da una persona la cui sensibilità è già stata raffinata sia dalla speculazione metafisica che dall’Ermetismo Etico. Questa ruota, tramite il suo moto circolare, causa tutti i sottili cambiamenti e le trasformazioni del gigantesco insieme della vita nel mondo.


Come abbiamo già detto, affinché gli insegnamenti della Cabala potessero essere preservati e trasmessi alle generazioni, essi furono sintetizzati e, nella forma di un mazzo, affidati sia agli iniziati che al profano. Questo mazzo contiene 78 carte ed è chiamato Tarocco o Tarocco dei Bohemians. È ciò di cui ci stiamo occupando.

Tra queste carte, 56 sono parte dei cosiddetti “Arcani Minori” e le 22 rimanenti sono “Arcani Maggiori”. Gli Arcani Minori, nel loro insieme, iscrivono lo schema יהוה nel mondo della creazione delle forme dell’umanità non ancora caduta. Per questa umanità, la realizzazione della Grande Opera era un compito naturale, un’attività normale e abituale, un lavoro compiuto coscientemente in tutte le sue fasi.

Gli Arcani Maggiori, d’altro canto, sono un resoconto che mostrano il percorso dell’uomo caduto, che solo con il sudore della fronte, la purificazione della sua concezione del mondo e la trasformazione di sé può ritornare alla Legge di יהוה, che per lui è divenuta oscura. L’umanità attuale deve separare il grano dal loglio e, pagando per i suoi errori, giungere alle verità relative. Solo attraverso la via spinosa di questi relativismi egli può muovere laboriosamente verso l’Assoluto, seguendo il passaggio tortuoso tra lo Scilla dell’orgoglio e il Cariddi dello scoraggiamento 8. Possiamo dunque vedere che il termine “Minori” assegnato alla serie dei 56 Arcani è frutto di un’incomprensione.

Gli Arcani Minori, metafisicamente parlando, sono più puri di quelli Maggiori. In aggiunta, essi possono essere facilmente divisi sempre in senso metafisico. Lo schema della loro edificazione è piuttosto chiaro. Un matematico direbbe che tali variabili sono in una stretta interdipendenza funzionale.

Negli Arcani Maggiori, al contrario, sembra tutto confuso. Essi nascono l’uno dall’altro, seguendo leggi oscure. Sono comparabili alle note su un pianoforte che può essere accordato in scale di terze, quinte o ottave, senza considerare che l’accordatore utilizza, per testare la qualità del suo lavoro, l’imperfetto orecchio umano.

In breve, possiamo dire che negli Arcani Minori il cliché יהוה si rivela correttamente e che, nei Maggiori, lo svolgimento presenta una comprensione limitata, confusa, deformata, adattata al mondo delle illusioni. Diamo prima uno sguardo agli Arcani Minori. Le 56 carte del Tarocco sono divise in quattro semi, ciascuno contenente 14 carte:

  • Bastoni/Fiori simboleggia י.
  • Coppe/Cuori simboleggia ה.
  • Spade/Picche simboleggia ו.
  • Denari/Quadri simboleggia la seconda ה.

Dove e in quale Famiglia possiamo trovare questi elementi?

Quando stabiliamo una relazione tra i quattro semi e le quattro persone della Prima Famiglia (quella Trascendentale) troviamo che:

  • I Bastoni corrispondono all’influenza dello י (Yod) Superno, l’Amore Trascendente. Questa influenza è riflessa in tutte le Sephirot della Seconda Famiglia. Ne studieremo i riflessi, così come gli altri influssi, solo nella Sephira Chokmah dove, prima della caduta, dimoravano le nostre anime formando la sintesi dell’umanità – l’Uomo Universale. I Bastoni, quindi, sono i resoconti di quanto, nelle anime, corrisponde a questo י, cioè all’Amore Attivo, discendente, che feconda con i suoi raggi. Questo amore è il primo impulso di ogni inizio all’interno di un qualunque sistema chiuso individualizzato.
  • Le Coppe corrispondono al riflesso delle prima ה (He), la Vita Trascendente, l’Amore Superiore, crescente, attrattivo. Il seme occupa il secondo posto nel mazzo.
  • Le Spade, il riflesso di ו (Vau), l’influsso del Logos, riconducono all’elemento dell’Amore, ma è l’Amore Androginico, l’Amore che crea nuova vita a sua immagine e somiglianza. La ו quindi si manifesta come Architetto dell’Universo. Egli deriva dall’unione dell’Amore Attivo con l’Amore Passivo, che emana dal punto sopra lo י attraverso la sua polarizzazione. Mosso dall’amore per ciò che sta in alto ed agendo nelle sembianze del Punto sullo י, decide di amare ciò che sta in basso, diventando l’Architetto dell’Universo. Le Spade, quindi, simboleggiano la trasmissione, attraverso il Logos, della Vita della Madre per il potere dell’Amore, Amore che è quello del Padre.
  • I Denari rappresentano l’influsso della seconda ה (He) sulle anime. La seconda ה della Prima Famiglia è caratterizzata dall’emanazione della decima Sephira della Seconda Famiglia. L’emanazione è il primo stadio di quello che, sul piano fisico, chiamiamo “realizzazione”. Non dimentichiamo, tuttavia, che la “realizzazione fisica è solo una povera analogia dell’Emanazione Primordiale. Il Trascendentale si manifesta attraverso il Trascendente; il Trascendente si rende conoscibile attraverso la Forma; la forma condensata origina il denso. Per nostra convenienza, useremo il termine “conseguimento” in riferimento ai Denari.

In ciascuno dei quattro semi abbiamo, in primo luogo, quattro figure. Esse simboleggiano le persone attive che comunicano l’idea del seme. In aggiunta alle figure, ciascun seme include altre dieci carte, il cui valore va dall’uno (l’asso) al dieci. Queste carte corrispondono alle dieci Sephirot.

Esaminiamo prima le figure dei quattro semi. Ciascun seme ha il suo Re (י), poi la sua Regina (la prima ה), il Cavaliere (ו) e il Fante (la seconda ה). Quest’ultimo è il valletto che trasmette l’influenza del seme. Nei mazzi moderni il Cavaliere non è più presente; ci sono solo il Re, la Regina e il Fante.

Ciascuna di queste figure agisce nel campo di ciascuna delle dieci Sephirot del proprio seme, risultando in 4 x 10 = 40 combinazioni di influenze. Quindi, il numero di combinazioni per il mazzo del Tarocco sarà 160 se, come proposto, ci limitiamo all’analisi dei riflessi delle influenze della Prima Famiglia per la Sephira Chokmah. Se analizziamo questi riflessi in tutte e dieci le Sephirot, avremmo 1600 tipi di influenze.

Nel presente studio daremo solo una breve spiegazione del ruolo delle 16 figure, così come dei “titoli” dei diagrammi sefirotici e dei valori numerici di tutti e quattro i semi.

  1. L’Horizon Aeternitatis è il velo che separa Kether (la Corona, la prima Sephira) dall’essenza incomprensibile e illimitata di Ain-Soph. ↩︎
  2. Qui Mebes si riferisce alla Sephira Netzach, governata dal pianeta Venere, le cui tentazioni sensuali e mondane richiedono la vittoria sugli istinti grazie alla natura regolatrice della Sephira Hod. ↩︎
  3. Evidentemente Mebes intende, per “sesti arcani”, persone e circostanze che ci inducono a sviare dalla “retta via” e cedere alla tentazione (in accordo con il simbolismo della carta). In merito a questa frase (e non ci indurre in tentazione), è noto che dal 2020 si recita una versione corretta del Padre Nostro, che modifica il testo in: e non ci abbandonare alla tentazione, per rendere il testo più chiaro e nella considerazione che Dio non cospira contro i fedeli per farli cadere nel peccato. L’italiano “indurre” è un calco del latino “inducas”, che a sua volta traduce il greco “εἰσενέγκῃς, eisenénkis”, dallo stesso significato. Per Agostino d’Ippona, teologo, filosofo e vescovo di origine berbera (354-430), Dio non tenta di far cadere nel peccato, ma la tentazione è una prova della fede, e come tale ne va accettata la presenza. Lo stesso San Paolo (I Corinzi 10:13) afferma nella sua epistola: “Nessuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; ora, Dio è fedele e non permetterà che siate tentati al di là delle vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, onde la possiate sopportare”. Secondo queste lezioni, Dio non tenta i fedeli, non sospinge verso la tentazione, ma attraverso di essa fornisce un utile strumento per temprare l’anima del credente. Infatti, è solo attraverso la possibilità di scegliere coscientemente che l’individuo incontra la sua vera natura. ↩︎
  4. Questa dossologia, oltre che nel protestantesimo, è d’uso anche nella Chiesa cattolica in alcune occasioni, dove il termine “negli Eoni” è sostituito da “nei secoli”. Non si sa se tale dossologia sia stata ispirata effettivamente da Giovanni, ma in I Cronache 29:11 esiste un testo simile: “A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, o Eterno, il regno.” ↩︎
  5. In sostanza, Mebes afferma che la creazione degli Eoni non segue la legge del quaternario (dalla coppia di opposti Yod-He si passa al terzo termine Vau che rappresenta l’unione delle polarità e quindi alla ripetizione secondo termine che attualizza la creazione); qui, l’Eone è inteso come il ripetersi di un certo numero di cicli bipolari. In merito all’Eone come formato da una coppia di opposti, si tratta di una considerazione tratta dal sistema gnostico valentiniano dove la Monade primordiale proietta da sé trenta Eoni, archetipi spirituali che rappresentano quindici sizigie, o paia di opposti complementari. ↩︎
  6. A significare: il puro aspetto volitivo dell’essere umano (raffigurato dal pentagramma) sarà la scintilla (la Prima Famiglia, che corrisponde ad Ain-Soph) che darà inizio al processo di suggestione. ↩︎
  7. In questa tavola è evidenziato l’ordine naturale, non riflesso, dei diversi stati animici. ↩︎
  8. Scilla e Cariddi sono due mostri marini citati da Omero, situati nello stretto di Messina tra Calabria e Sicilia, che prendevano le sembianze rispettivamente di un banco roccioso e di un vortice marino. ↩︎