Ricevere comunicazioni in forma di scrittura
Con quest’ultimo esercizio del Livello fisico, la comunicazione passiva si arricchisce di un metodo in grado di fornire informazioni più dettagliate rispetto a quelle offerte dai sistemi precedenti; diversamente dal pendolo e dalla planchette, il messaggio della scrittura medianica è infatti in pieno testo. Come tutte le altre pratiche di comunicazione passiva, anche questa richiede la preparazione della mano e l’induzione di uno stato di trance, che, nel nostro caso, si riferisce al raggiungimento del punto di profondità.
- Mettiamo alcuni fogli di carta sul tavolo di fronte a noi e prendiamo una matita o un pennarello a punta fine, tenendolo tra il pollice e l’indice come per scrivere; una penna a sfera è sconsigliata per evitare eventuali problemi di scorrimento. Bardon consiglia ancora di utilizzare un anello di gomma, non troppo stretto, da porre sul pollice, sull’indice e sul medio, per evitare di doversi concentrare sulla presa della matita; non è realmente necessario, ma può essere utile per i primi tentativi.
- Proseguiamo con la preparazione della mano: prima, con l’accumulazione dell’elemento Aria per la sua levitazione; in seguito, con l’esteriorizzazione della mano spirituale.
- Raggiungiamo ora il punto di profondità, il luogo che racchiude in potenza il senso completo della nostra natura.
- In questo stato, simile a una trance, non medianica ma lucida e presente, invitiamo mentalmente il nostro Genio, o Angelo Custode secondo la terminologia occidentale, a prendere possesso della mano fisica svuotata del substrato eterico e mentale. È anche possibile chiedere l’intervento di altre entità, ma per il momento è meglio limitarsi a una figura più intimamente familiare.
- Poniamo una domanda, sempre mentalmente. All’inizio, è molto probabile che compaiano sul foglio soltanto scarabocchi, ma con l’avanzare della pratica si acquisirà una ricettività ispirata che ci renderà capaci di scrivere messaggi a senso compiuto con maggiore fluidità. Se riempiamo il foglio con lo scritto, ne prendiamo uno nuovo.
- Al termine della comunicazione, percorriamo a ritroso i passi iniziali: risaliamo dal punto di profondità, reintegriamo la mano mentale nella sua controparte fisica e restituiamo l’elemento Aria all’universo.
Bardon elenca tre metodi che è possibile utilizzare in base al nostro sentire o alle circostanze presenti al momento della scrittura. Si tratta, naturalmente, di una semplificazione utile dal punto di vista esplicativo; dopo un periodo di pratica riusciamo a capire quale sistema ci è più congeniale, oppure possiamo mescolarli per adattarli alla nostra sensibilità:
- Il metodo automatico. È quello che presenta le maggiori affinità con un modello di scrittura “medianica”, in cui l’atto dello scrivere avviene quasi meccanicamente: la mano si muove come se non ci appartenesse, senza che intervenga alcuna consapevolezza di ciò che si vuole scrivere, né si percepisce in anticipo ciò che viene dettato. Questo metodo viene frequentemente citato nei casi di scrittura in una lingua sconosciuta all’interrogante, o nei disegni e nei dipinti ispirati medianicamente.
- Il metodo intuitivo. L’intuizione è la conoscenza diretta e immediata di un fatto o di una verità senza ricorrere al ragionamento. Applicata alla scrittura medianica, essa rappresenta la capacità di fornire una risposta alla domanda posta grazie a una specie di chiarezza interiore che, all’apparenza, non richiede l’intervento di un’entità o di un’ispirazione dall’alto. È un metodo che necessita di un elevato grado di integrazione tra la personalità ordinaria e il sé superiore.
- Il metodo ispirato. L’accesso all’ispirazione rappresenta il coronamento di tutti i metodi di comunicazione passiva esaminati finora. L’ispirazione, nelle religioni, è l’intervento dello spirito divino che si rivela nell’essere umano attraverso gli atti o la parola; le Sacre Scritture del cristianesimo e dell’ebraismo ne sono un esempio. Nella scrittura medianica l’ispirazione si manifesta come un’illuminazione preverbale che, tradotta in linguaggio umano dalla coscienza intellettuale del praticante, viene trascritta consapevolmente sulla carta. Può assumere anche una forma sonora, come una voce che giunge dall’esterno. È come se fossimo uno strumento a fiato in cui l’entità richiamata insuffla la sua aria, il suo pneuma; ma siamo noi, con la nostra manualità guidata dall’ispirazione, a trarre da esso la melodia.
Come già detto altrove, i metodi di comunicazione passiva sono uno strumento e non hanno alcun valore se utilizzati meccanicamente come se avessero una valenza in sé. La loro finalità è duplice: da un lato ci abituano alla convivenza con il mondo “invisibile”, con la realtà che è al di là della percezione individuale; dall’altro, ci consentono di diventare più “trasparenti”, cioè di dipendere sempre meno dai nodi psichici e mentali che ci impediscono di usufruire appieno dell’ispirazione e dell’intuizione.
Con questa pratica si concludono tutti gli esercizi del Quinto Livello. Il Sesto Livello sarà incentrato principalmente sulla separazione dei tre corpi (mentale, astrale e fisico) e sulla manipolazione del principio akashico (quintessenza).

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