La Legge di Natura
Estratti dall’opera: The Tarot, a Key to the Wisdom of the Ages, New York 1947 – Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto
Chiave 10: KAF

Kaf (C come in “casa”, o K, valore 20; come lettera finale, 500) significa primariamente una “curva”, che dovrebbe essere messa in connessione con il fatto che nel Tarocco questa lettera è attribuita a una ruota. Kaf è la mano dell’uomo nell’atto di afferrare.
Queste idee, si dirà, sono in netto contrasto all’ineffabilità e all’astrazione di quelle che sono in relazione a Yod e all’Eremita.
Ricchezza e Povertà sono la coppia di opposti attribuiti alla lettera doppia Kaf. Questi sono gli estremi dell’appartenenza, i segni esteriori della presa sulle circostanze.
Ovest, la direzione attribuita a Kaf, è rappresentata nel diagramma del Cubo dello Spazio dal lato vicino all’osservatore. Il luogo del tramonto, l’Ovest, simboleggia il compimento del giorno, o di un ciclo di manifestazione – la chiusura di un cerchio di espressione. Ciò è in accordo con il simbolo della mano chiusa. La cessazione dei compiti quotidiani, con il tramonto del sole, è in relazione alle idee di compimento, traguardo, maestria, successo e simili. I Framassoni ricorderanno che l’ufficiale che siede ad Ovest è incaricato del pagamento del salario agli artigiani 1.
E ancora, è scritto, “Il corso dell’impero prosegue verso ovest 2”, perché la realtà della storia umana esemplifica i principi della legge cosmica. Quindi, il mondo occidentale è il mondo in cui la stretta sulle forze materiali è il marchio caratteristico del successo, al contrario dell’Oriente, dove la ricchezza dell’uomo è più probabilmente riconosciuta nei termini della sua comprensione di quelle leggi di germinazione mentale caratterizzate nel Tarocco dalla Chiave 3, l’Imperatrice, a cui è attribuita la direzione Est.
Giove, il pianeta attribuito a Kaf, governa i segni zodiacali del Sagittario (Chiave 14, la Temperanza) e i Pesci (Chiave 18, la Luna). Giove è anche esaltato in Cancro (Chiave 7, il Carro, dove l’influenza del pianeta è simboleggiata dalle ruote). Giove è chiamato il “Signore della Fortuna”, o “Fortuna Major”, al contrario di Venere (l’Imperatrice), che gli astrologi denominano “Fortuna Minor”. In astrologia Giove rappresenta i banchieri, i giudici e i teologi o dignitari religiosi – cioè, uomini che hanno una salda presa su una affermazione delle idee lucida ed esauriente, e una conoscenza delle applicazioni delle idee negli affari pratici ed amministrativi. Giove governa la circolazione sanguigna, e i movimenti circolari in generale. Il colore assegnato al pianeta nella nostra scala è il violetto. La tonalità musicale corrispondente è Si bemolle o La diesis.
Il nome cabalistico per la modalità di coscienza attribuita alla lettera Kaf è Intelligenza della Conciliazione, o Premiare l’Intelligenza di chi Cerca. La conciliazione è l’aggiustamento delle differenze, la creazione di ordine e armonia, ed è quindi distintamente jupiteriana. Questa modalità di coscienza è quella che conduce alla percezione della legge che esaudisce la promessa “cercate e troverete 3”. La conciliazione implica armonia, accordo, comprensione, pace, concordia, tranquillità. La legge qui mostrata è quella che riconcilia le differenze apparenti, quella che ci consente di armonizzare gli elementi dell’esistenza, quella che conduce alla vittoria sulle forze all’apparenza antagoniste, quella che porta alla pace e alla prosperità.
Il titolo della Chiave 10, La Ruota di Fortuna, combina le idee di rotazione, ciclicità, sequenza, moto rotante, ascesa e discesa simultanee (evoluzione e involuzione) e così via, con le idee di fortuna, destino, caso, fato, necessità, probabilità e simili. L’insegnamento occulto asserisce enfaticamente che ciò che sembra essere dovuto al caso – come assenza di scopo o assenza di disegno – è di fatto opera di una legge inalterabile. L’alternanza di circostanze sembra essere accidentale, ma non è davvero così.
Ogni effetto è conseguenza di cause precedenti, è più comprendiamo la legge della sequenza e della ciclicità, maggiore è il nostro controllo sugli eventi successivi. In ogni cosa vi è periodicità.
Le faccende umane e quelle delle nazioni hanno un ritmo, una regolarità, un battito continuo che consentono al saggio di leggere il significato del presente nella storia del passato, e rende possibile predire gli eventi futuri esaminando attentamente le tendenze presenti. Inoltre, la ruota è simbolo di progresso, avanzamento, miglioramento, rappresentando così la marcia della cultura, della civilizzazione, e il miglioramento che, in occultismo, è chiamato la Grande Opera.
La Carta
Il disegno del decimo Arcano Maggiore, in questa versione del Tarocco e nel mazzo Rider, è adattato dal disegno di Éliphas Lévi della Ruota di Ezechiele, nel suo Rituale del Sanctum Regnum.


I numeri ordinali di questi segni nella serie zodiacale sono 2, 5, 8 e 11, che sommati fanno 26, il numero di IHVH. In questo nome, la lettera I è rappresentata dal Leone, la prima H dall’Aquila, la V dall’uomo e la H finale dal Toro. Quindi, le “creature viventi” caratterizzano le modalità fisse ed eterne dell’unica Realtà che, per così dire, permane, a differenza del flusso e riflusso simboleggiato dalla ruota che gira. Ciò che era, è e sarà rimane sempre uguale a se stesso, e l’intera sequenza e rotazione degli eventi continua al suo interno.
La ruota è il simbolo dell’intero ciclo di espressione cosmica, ed è anche emblematica di ciascuna serie particolare di eventi. Il suo centro, o fulcro, è il mondo archetipale; il cerchio interno è creativo, il cerchio mediano è formativo, e il cerchio esterno è il mondo materiale. I sei raggi sono come la stella a otto punte della Chiave 17, e rappresentano l’energia radiante universale. Il cerchio al centro è uguale al simbolo del Soffio Vitale, ripetuto dieci volte nel vestito del Matto.
Sui raggi della ruota, nel cerchio che rappresenta il mondo formativo, vi sono i simboli alchemici del mercurio (in alto), del solfo (a destra) e del sale (a sinistra). Questi corrispondono ai tre guṇa della filosofia yogica: sattva (mercurio), rajas (solfo) e tamas (sale). Al fondo dello stesso circolo vi è uno dei simboli alchemici della dissoluzione, identico al simbolo astrologico dell’Aquario. Mercurio è coscienza, il solfo è passione e attività, il sale è ignoranza e inerzia. È detto che la dissoluzione è il processo fondamentale della Grande Opera.
Un serpente giallo, il moto ondeggiante a suggerire la vibrazione, e il colore assegnato alla luce, al pianeta Mercurio (Chiave 1, il Mago) e al segno del Leone (Chiave 8, la Forza) in una delle scale di colore antiche e occulte, discende sul lato sinistro della ruota. La sua discesa rappresenta l’involuzione dell’energia radiante cosmica nelle condizioni di nome e forma. È la potenza-serpente rappresentata dalla lettera Tet, in questo modo collegata al segno del Leone e alla Chiave 8 6. È anche la forza che discende nel giardino del Mago attraverso di lui, e questa forza porta con sé il messaggio o impulso della volontà cosmica.
Hermanubis (Hermes-Anubis), dio egizio dalla testa di sciacallo, sale sul lato destro della ruota, a rappresentare l’evoluzione della coscienza dalle forme più basse alle più elevate. La sua testa di sciacallo rappresenta l’intelletto. Il suo colore rosso caratterizza il desiderio e l’azione. Egli simboleggia il livello medio attuale dello sviluppo cosciente umano. Oltre e sopra di lui vi è il segmento della ruota che per ora solo pochi esseri umani hanno attraversato.
La sfinge caratterizza il vero Sé dell’uomo dietro il velo della personalità. Essa viene conosciuta attraverso lo svelamento dei sensi interiori corrispondenti a quelli esterni. Quando giunge lo svelamento, diventiamo consapevoli della Cosa Unica che trascende la personalità. Questa Cosa Unica è il proponente degli enigmi dell’esistenza. Essa rimane immobile mentre la ruota gira. Il suo colore blu la mette in relazione alla memoria, la funzione basilare del subconscio, come a enfatizzare l’idea che la forma più elevata della conoscenza di sé è davvero ricordo spontaneo.
Sulla ruota, nel cerchio che rappresenta il mondo materiale, vi sono le lettere TARO intercalate dalle lettere ebraiche di IHVH. In valori ebraici, le lettere di TARO danno come valore 671, un numero importante nella Cabala assegnato a certi titoli di Malkuth, il Regno. Poiché il valore di IHVH è 26, la numerazione totale delle otto lettere sulla ruota è 697, le cui cifre addizionate danno 22, il numero associato con il cerchio o ruota da tempi immemorabili, con il numero delle lettere dell’alfabeto ebraico e degli Arcani Maggiori del Tarocco.
Per trasposizione, le lettere di TARO si possono permutare per formare le cinque parole seguenti: ROTA TARO ORAT TORA ATOR. “Ator” è la vecchia forma latina del nome della dea egizia Hathor. Quindi, questa sentenza latina piuttosto barbara si può tradurre come “La Ruota del Tarocco parla la legge di Hathor (la Legge di Natura)”.
Psicologicamente, questa Chiave del Tarocco si riferisce alla legge di periodicità nell’attività mentale, per cui gli stati mentali hanno la tendenza a ripetersi in ritmi definiti. È anche la legge dell’involuzione dell’energia cosciente indifferenziata e della sua evoluzione attraverso una serie di forme personalizzate di se stessa. Infine, la Ruota di Fortuna è il simbolo della legge di causa-effetto che ci consente di avere la certezza di raccogliere ciò che abbiamo seminato.
- Nel Rito Scozzese Antico ed Accettato la posizione ad ovest nella loggia è occupata dal Primo Sorvegliante; uno dei suoi compiti consiste nel procurare i materiali per la costruzione del Tempio di Salomone, ovvero di esercitare la funzione di istruttore nei confronti dei compagni. La gestione dei valori, delle quote e dei salari è compito del Tesoriere, che si trova alla colonna del Mezzogiorno. È possibile che le logge statunitensi a cui Case fu affiliato abbiano avuto una diversa disposizione dei ruoli nel Tempio. ↩︎
- La frase citata (Westward the Course of Empire Takes its Way) si riferisce al titolo di un murale esposto alla Camera del Congresso degli Stati Uniti dipinto nel 1861 da Emanuel Gottlieb Leutze, un pittore tedesco naturalizzato americano. Il murale simboleggia il pellegrinaggio, divinamente ispirato, delle colonie originali stanziate sulla costa atlantica verso la Terra Promessa situata sui litorali del Pacifico. ↩︎
- Matteo 7:7: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto”. In senso biblico le parole rappresentano un invito ad avvicinarsi a Dio con la preghiera per trovare una risposta ai propri dubbi. In un senso più ampio significa il riconoscimento dei propri sforzi. ↩︎
- Ezechiele 1:10: “Quanto all’aspetto delle loro facce, essi avevan tutti una faccia d’uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d’aquila”. Vale a dire, gli esseri apparsi alla visione di Ezechiele avevano quattro facce, e ciascuna faccia riportava quattro sembianze diverse. ↩︎
- Apocalisse 4:7: “E la prima creatura vivente era simile a un leone, e la seconda simile a un vitello, e la terza avea la faccia come d’un uomo, e la quarta era simile a un’aquila volante”. Si tratta della visione giovannea di Dio sul suo trono. ↩︎
- La lettera Tet è assegnata da Case alla Chiave 8 (la Forza). ↩︎

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