Il moto senza fine dell’Universo
Estratti dall’opera: The Pictorial Key to the Tarot, London 1922 – Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto
Descrizione tradizionale
C’è un Manuale di Cartomanzia di uso corrente che ha ottenuto un considerevole grado di popolarità in Gran Bretagna 1, e in mezzo a un gran guazzabuglio di cose curiose senza finalità apparente si incontrano pochi argomenti di peso. Nella sua ultima edizione ampliata esso tratta, in un paragrafo, del Tarocco; che – se interpreto correttamente le intenzioni dell’autore – è da lui considerato dall’inizio alla fine come la Ruota di Fortuna, intesa nel senso che intendo io 2. Non ho obiezioni riguardo a una descrizione così aperta e tuttavia tradizionale; è accettabile universalmente, e mi chiedo come mai non sia stata adottata in precedenza come il nome più appropriato per la pratica comune della divinazione. È anche il titolo di uno degli Arcani Maggiori – che è in effetti ciò che al momento ci interessa di più, come illustra il mio sottotitolo 3. Negli ultimi anni tutto questo è stato oggetto di molte rappresentazioni di fantasia e di una ricostruzione ipotetica evocativa per il suo simbolismo. La ruota ha sette raggi; nel diciottesimo secolo gli animali che ascendono e discendono erano davvero di carattere vago, uno di essi con una testa umana. All’apice c’era un altro mostro con il corpo di una bestia indefinita, alle spalle le ali e sul capo una corona, con due bastoni tra gli artigli 4. Queste figure sono sostituite, nella ricostruzione, da Hermanubis che ascende con la ruota, una Sfinge che giace alla sommità e Tifone sul lato discendente. Qui sta un altro caso di invenzione in supporto di un’ipotesi; ma se escludiamo quest’ultima il raggruppamento è simbolicamente corretto e può essere considerato tale.
L’Arcano
In questo simbolo ho nuovamente seguito la ricostruzione di Éliphas Lévi, che ha fornito numerose varianti. È lecito – come ho lasciato intendere – utilizzare il simbolismo egizio quando questo serve al suo scopo, una volta stabilito che non vi è implicata alcuna teoria sulla sua origine 5. Tuttavia, ho presentato Tifone nella sua forma di serpente. Il simbolismo non è, naturalmente, esclusivamente egizio, poiché le quattro Creature Viventi di Ezechiele occupano gli angoli della carta, e la ruota stessa segue le altre indicazioni di Lévi riguardo alla visione di Ezechiele, come illustrazione della particolare Chiave del Tarocco.

Per l’occultista francese, e nel disegno in sé, la raffigurazione simbolica rappresenta il moto perpetuo di un universo fluidico e il flusso della vita umana. La Sfinge è in tutto ciò l’equilibrio.
Nella ruota è inscritta la traslitterazione di Taro come Rota, intercalata dalle lettere del Nome Divino – per annunciare che la Provvidenza è implicita in tutto. Ma in ciò è l’intento divino, e un intento simile è esemplificato dalle quattro Creature Viventi. Talvolta la Sfinge è rappresentata giacere sopra un piedistallo, il che ne defrauda il simbolismo deviando dall’idea essenziale di stabilità nel movimento.
Dietro il concetto generale espresso dal simbolo giace la negazione di caso e fatalità che vi sono implicite. Possiamo aggiungere che, dai tempi di Lévi in poi, le spiegazioni occulte di questa carta sono – anche per l’occultismo – di tipo straordinariamente fatuo. Si è detto significare il principio, la fecondità, l’onore virile, l’autorità reggente, ecc. Le conclusioni a cui giunge la comune cartomanzia sono, sul suo piano, migliori di queste.
Significati divinatori
Dritto
Destino, fortuna, successo, elevazione, felicità.
Rovesciato
Accrescimento, abbondanza, surplus.
- Grand Orient – A Manual of Cartomancy, Fortune-telling and Occult Divination – London 1909 ↩︎
- Op. cit., p. 89 ↩︎
- Il sottotitolo del paragrafo nell’opera originale è, appunto, ‘Greater Arcana’. ↩︎
- Waite si riferisce principalmente alla figura dell’Arcano come rappresentata nel Tarocco di Marsiglia. ↩︎
- L’autore si riferisce alla presunta origine egizia del Tarocco sostenuta da alcuni. ↩︎

Leave a Reply