Preparazione avanzata alla comunicazione passiva

Nel primo esercizio preparatorio di questa serie, abbiamo appreso a muovere le dita e le mani con il solo ausilio della forza di volontà e con l’aiuto dell’elemento Aria. L’esercizio aveva lo scopo di dissociare l’atto volitivo dalla contrazione muscolare, interrompendo di fatto la catena cinetica mente-corpo e lasciando la sola mente a imporre il movimento delle mani.
Se la pratica precedente ha dato dei frutti, rafforzando la volontà sino al risultato desiderato, siamo ora pronti per un atto più impegnativo, che consiste nello svuotare la mano delle sue componenti astrali e mentali, lasciandola per così dire in balia di se stessa. Ma cosa intendiamo esattamente per corpo astro-mentale?
La mente non rappresenta le funzioni cerebrali, che processano ed elaborano gli input sensoriali; è questa un’attività puramente riflessiva, che non per nulla trova nella Luna il suo referente simbolico. E nemmeno esprime il principio organizzativo che articola il pensiero ai fini della comunicazione, deputato a Mercurio. Si tratta piuttosto della fonte di tutte queste funzioni, il sé, che ha un’origine sovra mentale e che si rivela a livello individuale nell’autocoscienza, la volontà in potenza, ovvero il significato essenziale dell’essere che nell’oroscopo è simboleggiato dal Sole 1.
Affinché il corpo mentale agisca su quello fisico è necessario un mediatore, il corpo astrale, uno stato sottile dell’essere – ancora immateriale – che possiede la capacità di interfacciarsi sia con il corpo mentale che con quello fisico, grazie ai suoi diversi livelli di densità eterea. La rappresentazione sul piano fisico del corpo astrale sono i neurotrasmettitori e gli ormoni. I primi sono molecole che si formano a livello neuronale e che inviano attraverso il sistema nervoso i segnali che controllano la risposta interna alle sollecitazioni esteriori attraverso altri neuroni, le ghiandole e i muscoli. Gli ormoni sono ancora molecole-segnale secrete dalle ghiandole endocrine che, attraverso il sistema vascolare, si legano ai recettori delle cellule bersaglio, le quali modificano la loro funzione in base alle circostanze cercando di mantenere l’equilibrio biologico.
Da un punto di vista scientifico, la risultante di questo complesso andirivieni chimico sono le emozioni, la percezione interiore che si manifesta come una sensazione cenestesica di benessere o di malessere organici, oppure il sentimento suscitato da fatti e relazioni esterne vissuto con vari gradi di partecipazione fisica e mentale. Tuttavia, da una prospettiva ermetica, non dobbiamo pensare alle emozioni come a un effetto scaturito da cause organiche. Esse sono espressione di un piano astrale e mentale che nel corpo fisico si rivelano come neurotrasmettitori, ecc. È il principio emozionale, questo capacità empatica del corpo astrale di amalgamarsi a una rappresentazione fisica, che crea le forme organiche atte a riprodurre le emozioni. Il corpo astrale edifica le forze di crescita, equilibrio, movimento che ritroviamo espresse nel corpo fisico, nonché i cinque sensi attraverso cui percepiamo il mondo materiale.
Riguardo alla pratica, è bene precisare che la finalità non è esteriorizzare la mano spirituale, bensì svuotare la mano fisica dalla presenza astro-mentale. Bardon dice al proposito:
Nella mano corporea si forma ora un vuoto mentale che ha la forma della mano esterna. In quel momento, pensate alla mano corporea come completamente sicura, in quanto si trova nella quarta dimensione, il principio akashico.
— Franz Bardon – Initiation into Hermetics – Wuppertal 1987, p. 73
Bardon parla esplicitamente di vuoto mentale, e di mano mentale in altri passi del testo; ciò può trarre in inganno perché sembra escludere la componente astrale dall’esercizio. In realtà, non dobbiamo pensare ai tre corpi – fisico, astrale e mentale – come a entità nettamente distinte le une dalle altre. Si tratta piuttosto di gradi di densità che vanno dal più sottile al più denso, e che da un punto di vista dialettico è comodo suddividere per avere un riferimento preciso. Probabilmente, Bardon intende con vuoto mentale una condizione in cui non vi è traccia degli stati meno grossolani. Inoltre, il richiamo alla quarta dimensione o principio akashico è il chiaro indizio di una condizione a cui giunge una qualunque forma – nel nostro caso la mano – quando è svuotata dalle condizioni che la rendono individuata, fissata nel tempo e nello spazio a un ente specifico. Da vuota, la mano diviene una parte del corpo situata in una dimensione atemporale, dove esiste solo come potenziale di espressione. È al sicuro perché è nel suo luogo di origine, nella sua vera dimora, dove nulla può ferirla. Questo potenziale è il punto di profondità, di cui abbiamo già detto nell’introduzione al Livello V.
Il potenziale della mano è ora a disposizione di una qualunque entità che voglia prenderne possesso e attuarne i movimenti, visto che il controllo dei centri sottili da parte del praticante è stato temporaneamente messo da parte. Nello specifico, il praticante cercherà di venire in contatto con quello che nella terminologia esoterica occidentale è conosciuto come “angelo custode”, attraverso le tecniche di comunicazione passiva che saranno oggetto degli esercizi successivi. L’introduzione alla formazione fisica del Livello V offre una panoramica sui significati di queste comunicazioni.
La pratica è abbastanza semplice, ma la semplicità può trarre in inganno, facendo credere che i risultati siano materia di giorni; la perseveranza è essenziale.
- Sedete di fronte a un tavolo e posatevi le mani.
- Ora immaginate che la mano astro-mentale destra (o sinistra se siete mancini) con l’avambraccio al seguito si sposti a fianco della mano fisica. Oppure, che mano ed avambraccio spirituali attraversino il tavolo e vadano a posarsi sul ginocchio. L’immaginazione dev’essere molto vivida. La riuscita dell’esercizio deve passare attraverso una conferma sensoriale: la mano astro mentale deve avvertire le stesse sensazioni della mano fisica, quindi percepire la ruvidezza del tavolo o del vestito, il calore del corpo, la pressione sulla gamba o sulla superficie d’appoggio.
- Mantenete queste sensazioni per almeno cinque minuti, poi passate a esercitarvi con l’altra mano, sempre con l’obiettivo dei cinque minuti. Raggiunto il risultato, siete pronti per le pratiche di comunicazione passiva.
- Per un approfondimento si veda le Filosofie della Mente su questo sito. ↩︎

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