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Questo esercizio è sia una continuazione di quelli precedenti che una preparazione all’esercizio successivo della serie fisica, la scrittura medianica. L’utilizzo del dito in luogo del pendolo o della planchette ha lo scopo di semplificare le interrogazioni di sì e di no quando si è in un contesto pubblico, all’aperto, ad una festa, ecc., e si vuole mantenere una certa discrezionalità.

La ‘preparazione’ del dito segue le indicazioni già date per l’esteriorizzazione della mano spirituale; in questo caso si esteriorizza solo il dito spirituale, sempre accedendo al punto di profondità. Con l’affinamento degli esercizi precedenti, la preparazione dovrebbe richiedere solamente qualche minuto. Il dito indice è considerato la scelta d’elezione per questo tipo di pratica. Se per qualche motivo esso manca di flessibilità, nulla vieta di utilizzare il dito con cui ci si trova meglio.

Preparato il dito e invitata la guida spirituale, le si chiede di sollevare il dito una volta se la risposta alla domanda posta è ‘no’, due volte se ‘forse’, e tre volte se ‘sì’. La mano che effettua la richiesta è tenuta all’esterno, ad esempio appoggiata su un fianco, ma se si desidera un surplus di riservatezza si può anche tenere la mano in tasca.

Non è affatto semplice mantenere il controllo dello stato meditativo quando si è esposti al contatto con altre persone, alla folla, al rumore di una situazione all’aperto. La preparazione necessaria alla pratica presuppone un delicato equilibrio che si ottiene quando le distrazioni, sia interne che esterne, sono ridotte al minimo. Nelle fasi di apprendimento è necessario trovarsi in una condizione di calma e di isolamento, ma ad un certo punto ci si deve adattare alle influenze mondane. La distrazione diviene così il banco di prova della pratica, perché sia la quiete che l’agitazione sono manifestazioni dell’esistenza; il praticante ne deve tener conto ed essere pronto ad operare in qualunque circostanza.