L’Essenza degli Elementi
La distinzione tra questo e gli esercizi precedenti della serie animica è sottile. Nella realtà, esso introduce uno schema nuovo, che illustreremo al termine della parte pratica.
Come di consueto, si inizia con l’Elemento Fuoco:
- Sedete nella vostra āsana preferita, respirando con naturalezza.
- Immaginate ora che l’universo che vi circonda da tutti i lati sia permeato dalla sostanza eterica del Fuoco. Per sostanza eterica si intende l’essenza dell’Elemento Fuoco, il suo stato sottile; a mano a mano che si avvicina alla vostra persona, l’Elemento acquista la densità del fuoco materiale, tanto da creare in voi un’immediata percezione di calore.
- Assieme alla sensazione di calore corporeo, iniziate a sentire il calore che vi circonda e che permea l’intera stanza o il luogo in cui state meditando, come se foste rinchiusi in un luogo molto caldo.
- Ottenuto il controllo sull’Elemento, cioè nel momento in cui esso manifesta il suo massimo effetto, dissolvetelo lentamente nell’universo riportandolo al suo stato sottile.
Per gli Elementi rimanenti si prosegue come sopra:
- Con l’Elemento Aria, si ha la percezione che l’ambiente in cui si condensa l’Elemento causi una sensazione di leggerezza, una liberazione dai vincoli della gravità.
- L’Elemento Acqua si condensa nell’ambiente come una nebbia fredda, soprattutto in vicinanza al proprio corpo. La sensazione è quella di un freddo intenso.
- L’Elemento Terra ha inizialmente l’aspetto di una massa amorfa e grigia; avvicinandosi al corpo, la materia vira verso il marrone. Le sensazioni che si sperimentano sono la coesività, la pressione, una gravità tanto intensa da sentirsi schiacciati e attirati verso il pavimento.
Con questo esercizio, si inizia a sperimentare l’Elemento non solo come portatore di sensazioni specifiche percepite attraverso i sensi, ma pure come di realtà a sé stante. Ora, noi siamo consapevoli di essere della stessa sostanza degli elementi con cui conduciamo la pratica, e sappiamo che il mondo in cui viviamo è composto di elementi variamente combinati e a diversi gradi di densità. Quello che facciamo qui è evocare l’essenza degli Elementi, il loro stato eterico o sottile, che è la causa del loro stato grossolano.
Nelle dottrine induiste si fa riferimento all’aspetto sottile e grossolano degli elementi rispettivamente come tanmātṛa, potenziale o essenza, e mahābhuta, punto finale della loro manifestazione; ne abbiamo già discusso in relazione alla pratica di suddivisione degli aspetti negativi del secondo Livello. L’esercizio attuale si pone come un punto di svolta nella nostra esperienza con gli Elementi, perché possiamo interagire con essi da un punto di vista oggettivo, per ora solo concentrandoci sul loro stato eterico. Tuttavia, il cambio di paradigma esercitato da tale scenario è di fondamentale importanza per lo sviluppo ulteriore della pratica ermetica.

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