Due aspetti poco conosciuti ma dagli interessanti risvolti interpretativi

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Le antisce (dal gr. antiskios, ‘che fa ombra’) sono i punti speculari perpendicolari rispetto alla linea dei solstizi (0° Cancro – 0° Capricorno). Quindi i pianeti in Capricorno si specchiano in Sagittario, i pianeti in Aquario si specchiano in Scorpione, i pianeti in Pesci in Bilancia e così via:

CancroGemelli
LeoneToro
VergineAriete
BilanciaPesci
ScorpioneAquario
SagittarioCapricorno

Al primo grado di un segno corrisponde il ventinovesimo del segno speculare, al secondo il ventottesimo, ecc. Il calcolo dell’antiscia è molto semplice: è sufficiente sottrarre il valore di longitudine di un pianeta da 30 gradi per trovare il grado dell’antiscia nel segno zodiacale corrispondente; ad esempio, l’antiscia di un pianeta a 16° 18’ della Vergine cade a 13° 42’ Ariete.

L’antiscia mette a confronto la durata del giorno e della notte nel corso delle stagioni. Il meccanismo alla base della variazione delle ore di luce e buio durante l’anno dipende dall’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto al piano orbitale. Dove equatore celeste ed eclittica coincidono, i giorni e le notti sono di eguale durata (all’incirca il 20 marzo e il 23 settembre di ogni anno agli equinozi); durante i solstizi il Sole raggiunge la sua massima declinazione nord o sud rispetto all’equatore celeste, contrassegnando i due periodi dell’anno (all’incirca il 21 giugno e il 21 settembre) in cui è maggiore la differenza tra le ore di luce e di buio.

Nella rappresentazione astrologica il fenomeno è evidenziato nei cosiddetti segni di corta e lunga ascensione. I segni dal Capricorno ai Gemelli, che corrispondono al periodo che va dal solstizio invernale a quello estivo, sorgono con maggior rapidità all’orizzonte: questi sono i segni di corta ascensione. I segni dal Cancro al Sagittario sorgono più lentamente: questi sono i segni di lunga ascensione. La linea delle antisce non fa altro che specchiare i punti dove la durata del giorno e della notte si equivalgono. Come vedremo, questo legame acquisisce un valore interpretativo sia nell’astrologia natale che in quella oraria.


Il primo autore a riferirsi alle antisce con il loro nome fu probabilmente Firmico Materno [1]. Nel suo Matheseos Libri VIII dedica un intero capitolo all’argomento [2], esponendone in dettaglio la genesi e la struttura. A livello interpretativo Firmico si spinge ad affermare che senza considerare l’antiscia in certi casi non si potrebbero ottenere pronostici, basandosi cioè solo su posizioni e aspetti dei pianeti natali. La sua metodologia prevedeva di esaminare l’antiscia come un punto che può formare uno degli aspetti maggiori (congiunzione, sestile, quadrato, trigono, opposizione) con i pianeti del tema e prendeva in considerazione la casa in cui un pianeta invia la sua antiscia anche se vuota.

Nella letteratura astrologica troviamo indicazioni basate su questa classificazione dei segni negli autori arabi e persiani. Alcabitius [3] , nel suo testo di introduzione all’astrologia e a proposito di quelli che definisce segni di comando e segni di obbedienza, scrive: “In un certo modo, quelli [i segni] che sorgono indirettamente obbediscono a quelli che sorgono direttamente, [perché] i loro giorni sono eguali ai loro giorni, donandogli azioni prosperose: per esempio, Gemelli e Cancro, Toro e Leone, Ariete e Vergine, Pesci e Bilancia, Aquario e Scorpione, Sagittario e Capricorno[4] .

L’utilizzo moderno dell’antiscia utilizza ancora le linee guida di Firmico. In genere essa è considerata come un’estensione dell’insieme di tecniche utilizzate nell’astrologia giudiziaria o interpretativa. Per fare un esempio, se l’antiscia di Marte natale si trova nella dodicesima casa, un transito o una progressione sul punto dell’antiscia causerà l’attivarsi delle dinamiche inerenti al simbolismo della casa e del pianeta (nemici, ospedalizzazioni, disordini, ecc.).

Da un punto di vista transpersonale l’antiscia è però intesa come un luogo “ombra” quasi junghiano; in quanto specchio di una dinamica planetaria, rappresenterebbe l’antitesi o aspetto istintuale irrisolto del pianeta non ancora inserito nella personalità cosciente. In questo senso, l’utilizzo dell’antiscia in senso previsionale non avrebbe molto successo, visto che essa è solo un “riflesso” che potrà servire in un esame dei potenziali di integrazione dell’individuo.

La situazione è inoltre complicata dalla “versatilità” dell’antiscia, dal suo potersi connettere in una varietà di configurazioni ai pianeti del tema, in un molteplice rimando di significati: l’antiscia di Venere in Toro nel segno del Leone in quinta Casa il cui governatore (Sole) si trova in quadratura con l’antiscia di Saturno in nona Casa; un esempio fra i tanti presenti nella letteratura astrologica. La possibilità di intricare l’interpretazione del tema è reale, e l’antiscia non goda ancora di quello sguardo d’insieme che caratterizza un’esposizione astrologica chiara ed organica.

William Lilly, nella sua opera Christian Astrology, parla diffusamente delle antisce, sia dal punto di vista esplicativo che nei numerosi esempi di interpretazioni orarie. Nel quesito riguardante l’ubicazione di una nave apparentemente scomparsa, Lilly rassicura l’armatore sulle sorti dell’equipaggio e del carico basandosi anche sulle antisce a supporto degli indicatori tradizionali: un Giove benefico ha la sua antiscia sulla cuspide della seconda Casa (i beni), e l’antiscia di Marte cade esattamente sull’Ascendente, segno di sicurezza [5].

Controantiscia

Le controantisce sono i punti che si oppongono l’un l’altro lungo la linea degli equinozi. Quindi i segni che inviano e ricevono la controantiscia sono:

ArietePesci
ToroAquario
GemelliCapricorno
CancroSagittario
LeoneScorpione
VergineBilancia

Tuttavia, è interessante osservare come la controantiscia non sia altro che il punto che si trova all’opposizione dell’antiscia, come evidenziato in figura:

qui si vede che il punto opposto all’antiscia (A) di Marte in Aquario, contrassegnata con la lettera CA, è la controantiscia dello stesso Marte (la linea perpendicolare alla linea degli equinozi che unisce il glifo di Marte e il punto CA). Lo stesso vale per la Luna.

Tolomeo [6], nel suo Tetrabiblos, assegna i segni comandanti ed obbedienti a “le parti dello zodiaco poste ad eguale distanza dallo stesso punto equinoziale … Saranno detti comandanti quelli posti all’emisfero estivo, ed obbedienti quelli all’invernale poiché il Sole nella parte estiva produce giorni più lunghi, mentre in quella invernale più brevi[7]. Tolomeo non nomina qui le antisce, ma da quello che dice pare riferirsi alle distanze dalla retta equinoziale, quindi alle controantisce. Il fatto è corroborato dalla lettura del paragrafo successivo relativo a quelli che definisce segni equivalenti: “Le parti dello Zodiaco ugualmente distanti dallo stesso segno tropico sono “equivalenti” perché la durata dei giorni, delle notti e delle ore sono reciprocamente uguali quando il Sole le attraversa. Sono anche dette “che si vedono l’un l’altra” per la ragione che ho detto, e perché entrambe si levano e si coricano negli stessi punti dell’orizzonte[8]. Quel “la durata dei giorni e delle notti sono reciprocamente uguali” è un chiaro riferimento alle antisce.

William Lilly, ancora nel suo Christian Astrology, cita espressamente le controantisce: “Così come ci sono le Antisce, che con i Pianeti benefici equivalgono a un Sestile o a un Trigono, egualmente ci sono le Controantisce, che sono della natura di un Quadrato o di un’Opposizione. E per sapere dove si trova, dovete osservare in quale segno e grado si trova l’Antiscia: nel segno e nel grado opposto a questa mettete la Controantiscia[9]. Lilly non utilizza gli aspetti maggiori da e verso le antisce come è il caso di Firmico (a parte l’opposizione che è una controantiscia); come nell’esempio già citato, egli se ne serve quando l’antiscia cade sulla cuspide di una Casa o direttamente su un pianeta. Inoltre, l’orbita considerata è piuttosto stretta (un grado).

Lilly, quindi, interpreta l’antiscia come la ‘proiezione’ di una qualità planetaria, in sé benefica a meno che il pianeta non sia afflitto o in detrimento; mentre la controantiscia, in quanto ‘inversione’ nei rispettivi luoghi dei periodi diurni e notturni, si presta a un’interpretazione che mette in rilievo i contrasti e le difficoltà del caso. Abbiamo già rilevato che in senso transpersonale l’antiscia è il contraltare inconscio e potenziale di una dinamica planetaria manifesta. La controantiscia, da questo punto di vista, è più simile a una ‘inversione’ delle funzioni planetarie; essa si presta a interpretare il ruolo dell’avversario, della situazione o evento oggettivo che se non riconosciuto o integrato diventa il ‘nemico’ o il fatto avverso così come espresso nei testi di astrologia giudiziaria.


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