La sorgente della vita

Abbiamo già discusso, nell’esercizio precedente della serie mentale, del paradosso apparente di un oggetto finito che manifesta la sua infinitezza una volta raggiunto il suo punto di profondità. Ora, estendiamo la pratica agli esseri viventi (piante, insetti, animali ed esseri umani). L’esecuzione non differisce rispetto a quella della percezione di un oggetto dall’interno, se non per il fatto che qui viene introdotta una nuova prospettiva.
Ricapitoliamo i passi che ci hanno condotto alle fasi attuali del trasferimento di coscienza:
- Nel trasferimento di coscienza del Quarto Livello abbiamo operato secondo le leggi della trasmutazione. Quando realizziamo un’affinità con l’oggetto o l’ente vitale della nostra proiezione, possiamo averne una percezione superficiale o sentire una lieve connessione mentale e simpatetica. Tendiamo a una similitudine con ciò che osserviamo, perché ci avviciniamo all’ente percepito secondo le leggi dell’analogia, sperimentandone la forma, le funzioni, ecc. come se fossero le nostre. Questo ci permette di raggiungere un’intimità con l’ente stesso compatibile con i primi due stadi del trasferimento di coscienza citati da Bardon.
- Nell’esercizio iniziale con il punto di profondità prendiamo confidenza con l’idea di centro, che da centro geometrico di un oggetto diviene successivamente il punto che manifesta il significato essenziale dell’oggetto stesso. Il significato essenziale è la causa all’origine della forma e delle funzioni dell’oggetto; ci troviamo ora ad un livello in cui l’aspetto periferico e manifesto delle cose cede il passo al loro vero senso. L’esperienza è affine al terzo stadio del trasferimento di coscienza.
Ora, è arduo spiegare esattamente i passi da seguire per effettuare la transizione da una fase in cui ci si avvicina a un ente acquisendo una similitudine, una “simpatia”, a un momento in cui si sperimenta il nesso causale dell’ente stesso. Da un punto di vista operativo, l’immaginazione svolge un ruolo cruciale nel creare la visualizzazione della nostra coscienza che, ridotta a un punto infinitesimo, rimane all’interno di un oggetto; perché sorga la consapevolezza delle cause, è però necessario andare oltre. Intanto, si deve adottare uno stato di attesa; cercare di forzare un risultato è come voler tagliare una torta con un’ascia: si utilizza un mezzo non proporzionato al fine. Coltivando una potente immaginazione e con la giusta dose di determinazione sorge – e non è detto che accada – come un lampo di ispirazione che contiene il significato essenziale. A quel punto, la cosa più difficile è tradurre in concetti ciò che si è appreso. In definitiva, la pratica costante non conduce a un risultato progressivo fatto di piccoli passi; è più come creare le condizioni affinché il risultato si manifesti.
La pratica con esseri viventi introduce alcune particolarità, le stesse già affrontate per il trasferimento di coscienza del Quarto Livello con le considerazioni relative al regno vegetale, animale e agli esseri umani. L’unica differenza sta nella profondità dell’esperienza che consente, se si giunge a uno stadio avanzato della pratica, di imprimere un’idea o un concetto nella forma o nell’ente in modo da creare una modificazione; oppure possiamo concentrare l’energia vitale o un elemento all’interno della forma per scopi specifici.
Il punto di profondità non è soggetto a vincoli spaziotemporali. Quindi, possiamo sperimentare il trasferimento di coscienza in oggetti e in enti viventi che non sono in nostra presenza, anche a distanze remote. Una volta in grado di padroneggiare tutti questi stati di trasferimento, si è pronti per affrontare la sfida finale della preparazione mentale del Quinto Livello: il trasferimento di coscienza nel proprio punto di profondità.

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