Preparazione magica della mano

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Questo è il primo di una serie di esercizi che si prefiggono lo scopo di preparare la mano alla comunicazione passiva. In questo contesto, “preparare” significa dissociare la forza di volontà dalla contrazione muscolare che consente ad essa di alzarsi quando viene applicato l’impulso volitivo. In tal modo il legame mente-corpo, relativamente alla mano, viene allentato, e si crea l’attitudine ad attivare il movimento attraverso la pura intenzione, senza fare ricorso all’applicazione della volontà al veicolo fisico.

La faccenda può apparire misteriosa, ma solo se rimaniamo ancorati al legame inconsapevole tra mente e corpo. L’approfondimento della pratica sul punto di profondità, come è già stato evidenziato, offre una comprensione più intima del fenomeno; e il lavoro mentale sulla separazione dei tre corpi (mentale, astrale e fisico) del Livello VI getterà ulteriore luce al riguardo. Lo scopo di questo e degli esercizi successivi, non per nulla definiti come passivi, consiste nel troncare la connessione psicosomatica che attiva i movimenti della mano per renderla permeabile a fattori esterni. Quindi, la volontà di muovere i muscoli della mano non viene più eseguita sfruttando il legame tra la mente l’energia fisica del corpo, ma attraverso la mente e una forza esteriore, recidendo la catena cinetica che trasmette la nostra volontà al substrato fisico.


L’esercizio è suddiviso in due parti; nella prima parte viene utilizzata l’energia vitale:

  • Sedete di fronte a un tavolo sul quale potete appoggiare comodamente le mani.
  • Iniziate ad accumulare l’energia vitale nella mano destra (sinistra per i mancini). L’accumulazione viene impressa con l’idea che la sola forza di volontà, unitamente all’energia vitale, è sufficiente a far muovere la mano e le dita senza l’ausilio dei muscoli. Questo passo serve solamente a coltivare l’intenzione che la mano può essere mossa proiettando la nostra volontà esclusivamente sull’energia vitale; la mano e le dita rimangono ferme.
  • Rilasciate l’energia vitale nell’universo.

Nella seconda parte si opera con un accumulo dell’Elemento Aria:

  • Iniziate accumulando l’Elemento Aria nel dito indice.
  • Quando l’accumulazione è ben stabilita, il dito è senza peso e si avverte come una sorta di fluttuazione. A questo punto, focalizzatevi sul fatto che la sola forza di volontà può muovere e alzare il dito, senza l’intervento dei muscoli. Il non avvertire tensione sollevando il dito è segno che l’esercizio è eseguito correttamente. Cercate di evitare anche la tensione mentale; sentite che il dito si alza con la sola volontà e che i muscoli sono completamente rilassati.
  • Abbassate il dito sempre con la sola forza di volontà, facendo fuoriuscire l’Elemento Aria. Ripetete l’operazione con le altre dita, e poi passate alla dita dell’altra mano.
  • Una volta padroneggiata questa fase, proseguite con la stessa tecnica sollevando prima una mano e poi l’altra sino al polso, e in seguito sino al gomito. Le varie fasi possono essere eseguite in passi successivi. In ogni caso, sono necessarie parecchie ripetizioni prima di acquisire il controllo della levitazione.

Anche in questo caso Bardon mette in guardia dall’impegno esclusivo dedicato agli esercizi di levitazione, che protratti per molti anni porterebbero a risultati ragguardevoli. Questo atteggiamento, come prospettato in molti punti della sua opera, sarebbe di serio ostacolo allo sviluppo ermetico del praticante – che dev’essere basato sull’armonizzazione e sull’equilibrio dei corpi mentale, animico e fisico – oltre che impossibile a questo livello di pratica.