Le pratiche che dall’agire istintivo conducono all’espressione cosciente del sé

Estratti dall’opera: Tarot Majors – London 2020. Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto


Un essere umano incarnato può essere studiato come consistere di:

  1. Un uomo cosciente e volitivo, in grado di meditare e, in generale, capace di esercitare quella che chiamiamo creatività.
  2. Un uomo istintivo, governato dal comportamento riflesso, non definito, che si manifesta in modo stereotipato e quasi sempre automatico.
  3. L’essere fisico – il corpo umano – che si può considerare come lo strumento a disposizione dei primi due.

Il compito di studiare l’essere fisico è in capo all’anatomia e alla fisiologia con le loro numerose suddivisioni. Dal canto nostro, ricorderemo solamente il ternario analogico: testa – petto – addome, sottolineando che la qualità e la quantità dei fluidi nervosi dipendono dalla qualità e dalla quantità della forza vitale sanguigna, e che questa forza, a sua volta, è sotto il controllo diretto dei succhi nutritivi, elaborati dal processo digestivo.

Ora ci occuperemo brevemente dell’uomo istintivo  e dei suoi rapporti con l’uomo cosciente.

L’uomo istintivo è passivo per definizione. Reagisce solo a sollecitazioni esterne, e ciò secondo leggi precise e immutabili. In base agli Arcani fondamentali, egli è anche triplice, poiché è costituito da:

  1. Un Uomo elementare, sensoriale, che vive di istinti e di bisogni fisici.
  2. Un Uomo ordinario, emotivo, dotato di passioni, che vive dei suoi desideri, da non confondersi con la volontà cosciente.
  3. Un Uomo istintivo-intellettivo, in grado di ragionare e calcolare.

Il lavoro dell’uomo cosciente consiste nel bilanciare le attitudini riflessive degli istinti, trasformandole nei loro opposti. Osserviamo gli esempi comportamentali di queste tre tipologie di uomo istintivo:

  1. L’uomo dei sensi allontanerà la mano da un oggetto che brucia, in maniera riflessiva e all’improvviso; una mente cosciente può controllare il riflesso e anche, se necessario, interpretare il ruolo di Muzio Scevola [1].
  2. L’uomo emozionale risponderà in modo ordinario con un sorriso a un’adulazione; l’uomo cosciente può reprimere il sorriso e anche trasformarlo in una smorfia.
  3. L’uomo istintivo-intellettivo, rispondendo a una questione legale, citerà automaticamente una legge e la sua applicazione convenzionale; l’uomo cosciente, assieme alla legge, analizzerà il caso particolare decidendo o meno se applicare la legge.

L’uomo istintivo-intellettivo è una fase molto pericolosa dello sviluppo umano, in quanto egli è un sostenitore della routine, un nemico delle nuove ipotesi; è il sostenitore di quelle persone intellettualizzate che applicano automaticamente metodi e formule ai casi non necessari.

Ciascuna di queste tre fasi dell’uomo istintivo può condurre a vizi ed eccessi specifici, se l’elemento cosciente non vi si oppone nei tempi dovuti. La fase inferiore può condurre a dipendenze di natura materiale, la più comune delle quali è l’alcolismo. La fase mediana può condurre a un’altra serie di vizi, tra i quali è tipica la dissolutezza, che amplifica attraverso l’immaginazione le forme di manifestazione passionale.

Infine, l’uomo istintivo-intellettivo è soggetto ai vizi promossi dalla sua mente calcolatrice, come il gioco.


Al fine di evitare digressioni nello studio degli Arcani successivi, risponderemo immediatamente ad alcune domande:

Domanda 1: Può un uomo cosciente perdere, in modo passeggero, il controllo del corpo fisico?

Risposta: Lo può nei casi seguenti:

  1. assenza delle funzioni dell’uomo cosciente e presenza dell’uomo istintivo (sonno, letargia, ecc.)
  2. deterioramento delle cellule nervose di un organo sensoriale o di un centro motorio, e ancora nel caso della lacerazione di un nervo;
  3. disturbi circolatori o produzione di fluido nervoso (quello che la medicina chiama disordine funzionale del sistema nervoso).

Tutte queste circostanze possono impedire all’uomo cosciente di esercitare il controllo sull’uomo istintivo, che si può manifestare: sul piano istintivo, nella mancanza di buon senso; sul piano psichico, nella mancanza di armonia; e sul piano intellettuale, nella mancanza di perspicacia.

Domanda 2: Quali sono le anomalie che l’immaginazione umana può manifestare?

Risposta: Per rispondere alla domanda dobbiamo considerare il fatto che le forme create dalla nostra immaginazione, per quanto dipendenti dal nostro astrosoma, discendono ancora da due ulteriori fattori:

  1. Le percezioni sensoriali;
  2. La logica normativa della nostra “mens” se la mens non partecipa adeguatamente al processo di creazione delle forme, così che l’immaginazione diverrà una cosiddetta “fantasia”.

Se le terminazioni nervose degli organi sensoriali reagiscono in modo anomalo all’impatto delle sollecitazioni esterne o se, per errore, appaiono reazioni senza l’intervento di un impatto esterno, avremo allora una “allucinazione”.

Domanda 3: Qual è l’azione dell’alcol sull’essere umano nei vari stadi dell’ubriachezza?

Risposta: Possiamo discernere tre fasi derivanti dall’ingestione di un’elevata quantità di alcol:

  1. L’alcol assorbito accresce il dinamismo sanguigno. I gangli del plesso nervoso [2], che costituiscono una riserva di forza nervosa, sono utilizzati intensamente. Ciò causa un incremento dell’attività fisica e mentale.
  2. Il corpo assorbe più fluidi nervosi della mens. La parte cosciente dell’uomo non controlla più gli impulsi; appaiono gesti e parole inappropriate, la persona barcolla, ecc.
  3. La riserva di energia nervosa che è stata consumata dev’essere reintegrata dall’astrosoma che, dedicandosi totalmente all’organismo, diventa incapace di fornire energia astrale alla coscienza. Ne segue quindi il sonno profondo, caratteristica di un uomo pesantemente intossicato.

Domanda 4: Come si pone l’ipnosi in relazione alla divisione dell’essere umano?

Risposta: Durante il processo ipnotico, l’ipnotista irrita o logora il sistema nervoso deputato agli organi di senso, e in tal modo separa la parte impulsiva da quella cosciente della persona. Sostituendo quest’ultima con la propria coscienza e volontà, l’ipnotista può dirigere la personalità impulsiva dell’ipnotizzato. Stiamo solo considerando i metodi meccanici dell’ipnosi, senza alcuna azione magnetica (ne parleremo in seguito). I metodi meccanici mirano a irritare o a stancare la vista con oggetti brillanti su uno sfondo scuro, o con specchi rotanti. L’udito è infastidito dal battere di un gong o stancato dalla ripetizione di suoni monotoni; si può ottenere un risultato anche con lo spavento. Dato che l’azione di un uomo cosciente su quello istintivo si può estendere non solo al tempo presente ma anche al futuro, l’ipnotista può suggerire azioni e percezioni future.

Domanda 5: Come comprendere la malattia mentale?

Risposta: Possiamo distinguere due tipi di malattia mentale:

  1. Per motivi fisici.
  2. Per motivi astrali.

La malattia mentale, nelle sue manifestazioni, assomiglia a uno stato di intossicazione permanente. Nel malato mentale predominano gli impulsi e, in aggiunta, ciascun malato mentale, in base al disordine di certi centri nervosi, presenta manifestazioni specifiche. I casi di malattia mentale, naturalmente, possono essere causati da un disordine organico o funzionale del sistema nervoso. Tuttavia, è anche possibile che a causa di fattori puramente astrali, l’attività di certi centri sia stata iper-accelerata, causando danni ad altri centri. Non dimentichiamo che il corpo umano è “agito” dall’astrosoma, che continua a governarlo. La “mens” si manifesta per intermediazione dell’astrosoma. Immaginate che un’entità astrale estranea si unisca all’astrosoma, cercando di interferire nella reggenza del corpo. Vi saranno anomalie nelle manifestazioni dei piani astrale e fisico. Ci potrà essere un impedimento o l’impossibilità di una normale manifestazione delle funzioni dell’astrosoma parzialmente paralizzato.

Può anche accadere che una larva, propria o estranea, si unisca all’astrosoma. Ciò risulta in un’incarnazione larvale, che causa nel paziente il predominio delle abitudini tipiche di quella larva. In tali casi la larva, all’inizio, inclina la vittima a un certo vizio; in seguito, esaurite le risorse del corpo, cercherà di distruggere il corpo a cui è stata legata dal suo lungo soggiorno. La morte del corpo la rilascerà, dandole la possibilità di separarsi dall’astrosoma e di entrare in un altro corpo, esaurendone nuovamente le risorse. È anche possibile che un elementale depravato si incarni in un corpo umano combattendo l’astrosoma del paziente, causando periodi alterni di pazzia e lucidità.

Ma come e quando può accadere tutto questo? Quando l’uomo è troppo passivo e non protegge a sufficienza il suo corpo contro l’aggressione di “astralità sconosciute”. Una larva può entrare facilmente non solo in un uomo addormentato, ma anche in un uomo scoraggiato dai fallimenti di una vita in cui egli non vede più uno scopo, e comunque anche in uomini più attivi, schiavi dai vizi caratteristici tipici di una larva. Inoltre, un elementale si può incarnare in modo relativamente facile nel corpo di un uomo durante l’esteriorizzazione conscia o inconscia del suo astrosoma. L’esteriorizzazione inconscia è più frequente di quanto si pensi. Uno spavento, una sventura imprevista, una situazione senza uscita, qualunque cosa ci porti a rinviare le esigenze vitali sul piano fisico, facilita il processo di esteriorizzazione. Può avere lo stesso effetto una grande gioia improvvisa, sebbene in modo diverso. L’anima umana, nel momento in cui sperimenta una grande felicità, è talmente permeata di gratitudine verso i principi astrali che hanno generato l’evento da esteriorizzarsi in preghiera.

Talvolta l’astrosoma esteriorizzato, nel momento di ritornare al corpo, è in grado di espellere il visitatore indesiderato che ha preso possesso del corpo (pazzia temporanea); altre volte, l’astrosoma non si reintegra, e nel suo corpo agisce l’entità che ne ha preso possesso (pazzia permanente o, nel migliore dei casi, modifiche caratteriali della personalità; in questi casi, la presenza di un astrosoma estraneo e inidoneo danneggia e distrugge il corpo). Infine, può darsi il caso di un astrosoma che ritorna al corpo senza, tuttavia, essere in grado di espellere l’altro astrosoma; vi sarà quindi la coesistenza di due astrosomi in un corpo e, di conseguenza, una sfida costante tra di essi (pazzia intermittente).


Avendo risposto alle cinque domande, possiamo ora passare al soggetto dell’uomo istintivo nei suoi tre stadi di sviluppo.

Studieremo le norme adeguate di vita per conseguire la subordinazione dell’essere istintivo a quello cosciente, e la realizzazione degli obiettivi evolutivi di quest’ultimo. Tali norme di vita sono naturalmente distinte per le tre fasi. Iniziamo con le regole per l’essere istintivo-impulsivo (sensoriale), dove dev’essere data la massima importanza alla dieta.

Prima di tutto, dobbiamo comprendere gli effetti abituali dell’astensione dal cibo. L’astensione temporanea dal cibo rende possibile il riposo degli organi digestivi e, quindi, livelli più elevati di fluidi nervosi verso gli organi superiori e una più intensa attività spirituale. La sovralimentazione produce l’effetto opposto – predispone l’uomo alla stagnazione spirituale. Naturalmente, un’astensione troppo prolungata dal cibo indebolisce il corpo. La frequenza e la durata dei pasti dev’essere adattata alle condizioni individuali.

Per ciò che riguarda il modo di mangiare, possiamo affermare che un regime vegetariano costante è solo per coloro che abitano nelle regioni tropicali e subtropicali. I maghi delle regioni temperate adottano questa dieta solo come preparazione a un’azione che richiede l’acquietamento dei centri mentali, senza una diminuzione pronunciata delle funzioni dei centri istintivi. Una dieta composta esclusivamente di vegetali sostiene gli istinti, e i cibi di origine animale l’animico. Nelle regioni tropicali, l’animale è alimentato astralmente a sufficienza dall’intensità delle emanazioni solari.

La dieta vegetariana che il mago adotta prima di un rituale dura normalmente 40 giorni, e uno stretto regime vegetariano (frutta e verdure cotte senza sale) non più di 7 giorni. È consigliata una certa cautela con i cibi animali. La carne è spesso portatrice di fluidi astrali maligne, ovvero di fantasmi (la parte inferiore dell’astrosoma), deputati, dopo la morte fisica dell’animale, alle funzioni di decostruzione e reintegrazione nella natura del corpo fisico. L’animale macellato muore impaurito, nervoso, arrabbiato. Per evitare in noi l’incarnazione di questo astrale maligno è necessario, prima di ingerire la carne, pronunciare mentalmente qualche “setram” per rafforzare la nostra autodifesa, oppure un “mantra” per scacciare le entità astrali malevole.

Le ragioni del cosiddetto “vegetarianismo sentimentale” non sono realistiche. Il vampirismo è la legge fondamentale della sussistenza degli esseri, perché non solo dall’assunzione di cibo, ma anche nel processo respiratorio, annichiliamo altre vite. In riferimento agli sforzi per conseguire l’automiglioramento attraverso l’ascetismo, in base al fatto che i Grandi Maestri erano asceti, risponderemo che l’uomo che ha raggiunto un alto livello di perfezionamento, dedicandosi quasi interamente al lavoro spirituale, non ha bisogno che di una manciata di riso al giorno per sopravvivere. Tuttavia, il processo non può essere invertito, perché da una restrizione alimentare non accompagnata dalla necessaria immersione nella spiritualità non verrà alcun profitto.

Un anacoreta che conduce una vita contemplativa non ha bisogno di fosfati [3] per nutrire il cervello, ma un intellettuale, un professore che comunica la sua conoscenza, uno studente o uno scrittore ne necessitano. Per completare il soggetto del regime di un uomo istintivo, dev’essere segnalato che, in aggiunta all’alimentazione, vi è talvolta la necessità di stimolanti. Per coloro che conducono una vita metodica, la sola alimentazione è sufficiente, ma quelli nelle cui vite sono inevitabili dei grossi dispendi energetici o dei periodi di nervosismo possono, di tanto in tanto, servirsi di stimolanti che causano un assorbimento energetico addizionale che viene immagazzinato nel plesso e nei gangli.

Le sostanze stimolanti sono il caffè, il tè, l’alcol, l’hashish, l’oppio, la morfina, ecc.

Il caffè e il tè trovano la loro collocazione nel simbolismo binario. Il caffè corrisponde al polo negativo di questo binario, poiché accresce in particolare la ricettività. Le fasi di azione del caffè sono le seguenti: inizialmente, facilita la digestione, sequestrando i fluidi per accelerare il processo; dopo due o tre ore, si presta a facilitare la ricettività intellettiva; l’effetto del caffè – vale a dire l’aumento della ricettività – dura circa cinque ore dalla sua ingestione.

Il tè è il polo positivo del binario; rallenta la digestione, e durante la riduzione dell’attività digestiva, favorisce l’attività intellettuale, in ragione dell’inutilizzo dell’energia nervosa per la digestione. La reazione post-tè è una ritrazione prolungata dei fluidi dalla sfera intellettiva per portarli agli organi digestivi, al fine di rimediare agli effetti del ritardo. L’insonnia, a causa di un tè forte, non è una reazione, ma una fase della sua azione; la persona non vuole dormire ma pensare. La reazione giunge successivamente.

Il binario menzionato può essere neutralizzato dall’alcol, la cui azione breve ma forte eleva sia la ricettività che l’attività. Si può utilizzare l’alcol prima dei momenti in cui necessitiamo di rapidità e verve nelle risposte. A parte questi casi, non dovremmo abituarci a berlo, a causa delle reazioni dell’alcol di cui abbiamo detto precedentemente. Tutto ciò che è stato detto si riferisce esclusivamente all’uomo che non sviluppa un’abitudine agli stimolanti menzionati.

L’oppio e la morfina decrementano la sensibilità dei fluidi nervosi, dando in tal modo l’illusione della mancanza di affaticamento [4]; lo stesso può dirsi della cocaina. L’azione dell’hashish è meno studiata; sotto i suoi effetti la connessione del corpo astrale con il corpo fisico è meno sentita e può dare l’illusione di una vera esteriorizzazione. Ritorneremo in seguito su questi argomenti, come anche sull’azione dell’etere solforico.


Passiamo ora agli standard di vita dell’uomo-anima con gli esercizi di respirazione. L’esercizio di respirazione degli occultisti si suddivide in tre passi:

  1. Regolarizzazione del processo di acidificazione [5] (ossigenazione del sangue, che rinnova le riserve di forza vitale).
  2. Controllo del ritmo respiratorio attraverso la forza di volontà, che risulta nel controllo delle funzioni cardiache.
  1. Riduzione nell’uso non necessario di acido carbonico [6].

Il primo passo consiste in una respirazione profonda ma non forzata e una ritenzione sufficiente del respiro; il secondo passo, in una corretta distribuzione di tutte le fasi del processo respiratorio; il terzo passo, nella la ritenzione e poi in una lenta espirazione. Descriveremo ora in breve le linee generali degli esercizi respiratori:

Con lo stomaco non troppo pieno, la persona giace in una posizione quasi orizzontale, con la testa e le spalle un po’ più in alto rispetto al resto del corpo, le gambe distese, le braccia lungo il corpo e i muscoli rilassati. Il luogo dovrebbe essere ben ventilato ma non freddo. Sono fattori molto importanti l’assenza di ogni preoccupazione e di ogni fattore che possa interrompere l’esercizio del praticante. La violazione dell’ultima regola può avere un’influenza avversa sul destino delle persone che interrompono l’esercizio e sul soggetto stesso.

Soddisfatte tali condizioni, la persona chiude la bocca e inspira da entrambe le narici, lentamente ma senza forzare il ritmo naturale, sollevando il torace e l’addome; tutto questo senza che si avvertano costrizioni. La fase di inspirazione è seguita da quella di ritenzione, e poi da una lenta espulsione dell’aria dalle narici. Quando tutta l’aria è stata espulsa, si fa una piccola pausa tra la fine dell’ultima espirazione e l’inizio di una nuova inspirazione. Questa è l’attività respiratoria.

Teoricamente, sarebbe meglio che tutte e tre le fasi fossero di eguale durata. Nella pratica, il risultato è un po’ diverso, poiché la durata comparativa della fase di inspirazione corrisponde alla capacità individuale di trarre [vampirizzare] dall’ambiente, la fase di ritenzione – alla capacità di utilizzare correttamente le energie acquisite, e la fase di interruzione – alla capacità di concentrazione passiva [7]. Quest’ultima fase, per un mago, non dovrebbe essere prolungata di molto.

Durante l’inspirazione concentratevi sull’appropriazione di qualche energia o capacità; durante la ritenzione – sulla loro assimilazione, o su come adattarle alla vostra persona; durante l’espirazione – sul loro corretto utilizzo. La pausa finale è dedicata alla concentrazione passiva.

La durata assoluta e relativa delle fasi, come già menzionato, è determinata dalle caratteristiche individuali dell’astrosoma del soggetto. Possiamo, tuttavia, indicare una durata approssimativa per un soggetto medio: all’inizio degli esercizi 10 secondi per ogni fase attiva e circa 2 secondi per la fase passiva, la quarta; dopo qualche mese di esercizio 25 secondi per ogni fase attiva e approssimativamente 3 secondi per la fase passiva, l’ultima.

Raccomandiamo di praticare gli esercizi due o tre volte al giorno. All’inizio per 5 minuti, e successivamente fino a 25 minuti per volta.

Il metodo citato è spesso chiamato occidentale. Molti lo considerano pericoloso perché se non utilizzato assieme alla meditazione attiva [8] e alla tipologia dell’uomo evolutivo, può causare l’assimilazione di principi ed effetti negativi dall’ambiente, cioè di elementi che animano pensieri o sentimenti egoici. Per tale ragione, molti occultisti lo sostituiscono con il cosiddetto metodo orientale, che propone in modo diverso gli esercizi di respirazione: l’aria è inspirata prima dalla sola narice sinistra, chiudendo la narice destra con il pollice della mano destra. Durante la ritenzione, le due narici sono chiuse con i due pollici. Poi  si espira attraverso la narice destra, con la sinistra che rimane chiusa; dopo una breve pausa, si inspira con la narice destra, di nuovo trattenendo l’aria con le due narici chiuse, e si espira attraverso la sinistra; si inspira nuovamente con la sinistra, seguendo lo stesso processo. Questo metodo è molto utile, anche per chi pratica con quello precedente, e si può applicare temporaneamente in caso di corizza [9], quando il primo metodo non può essere utilizzato.

Una volta iniziati, gli esercizi respiratori non dovrebbero essere interrotti nemmeno con corizza o laringiti, o anche con bronchiti leggere. Negli stati febbrili, gli esercizi divengono facoltativi, e in caso di bronchiti acute o congestioni polmonari evitate di farli.

In merito agli esercizi respiratori, vorremmo anche menzionare l’esercizio del plesso solare, a volte chiamato “massaggio del plesso”. L’esercizio alterna pressioni sul diaframma, spingendolo in su e in giù. Dovrebbe essere eseguito con molta attenzione, in modo meticoloso, senza alcuna fretta, evitandolo del tutto quando indisposti o in uno stato di sofferenza emotiva. L’esercizio è il seguente:

Nella stessa posizione indicata per gli esercizi di respirazione, inspiriamo l’aria, obbligatoriamente attraverso le due narici, riempiendo solo il torace e tenendo l’addome piatto. Poi, solo con lo sforzo dei muscoli toracici, cioè senza espirare, otteniamo una leggera espansione del torace e simultaneamente dell’addome. Poi, facendo leva solo sui muscoli addominali, contraiamo l’addome, causando il sollevamento del petto; quindi, ripartiamo nuovamente dal petto, ecc. Dopo cinque o sei di queste doppie fasi – elevazione del torace e dell’addome – terminiamo l’esercizio nella fase di elevazione del torace e lasciamo fuoriuscire lentamente l’aria dalle narici. Tutte queste parti costituiscono un singolo ciclo di esercizi per il plesso. È necessario eseguire circa cinque cicli [10].

Non è consigliabile fare più di un esercizio al giorno, né iniziare prima di aver acquisito una certa pratica negli altri esercizi, perché l’espansione e la retrazione del petto o dell’addome richiedono circa otto secondi, e quindi un ciclo di esercizi dura più di mezzo minuto, il che presuppone una certa pratica nel trattenere l’aria per tutto questo tempo. L’intero esercizio ha una durata di tre minuti e mezzo o quattro minuti.

All’inizio possiamo limitarci a due o tre cicli, e anche fare una pausa di uno o due minuti tra ciascun ciclo, dove continuiamo con il primo esercizio respiratorio. Se, qualche ora dopo l’esercizio del plesso, si evidenziano dolori nervosi allo stomaco, è segno che c’è stata qualche irregolarità nella tecnica dell’esercizio, o che l’esercizio è prematuro.

Gli esercizi del plesso, o più esattamente dell’intera regione attorno al diaframma, hanno lo scopo di attrarre il flusso sanguigno nel plesso solare per alimentarlo più intensamente e anche di fortificare i muscoli della regione. Tali requisiti costituiscono un supporto importante per la volontà umana per la realizzazione dell’astrale inferiore [11].

Se gli esercizi di respirazione, durante l’addestramento dell’uomo dall’animo impulsivo, includono il ruolo del cibo e degli aromi, questi, come è già stato detto, eserciteranno la funzione di stimolanti. Non enumereremo qui tutte le fragranze usate in magia; menzioneremo soltanto le tre più comuni, che formano un ternario analogo al ternario dei piani dell’essere umano:

  1. Incenso. Polo positivo del ternario – causa stati mistici (facilita la preghiera, ecc.)
  2. Muschio. Termine medio del ternario – agisce nella sfera animica (amore, ecc.)
  3. Fumo del tabacco. Polo negativo del ternario – causa, nelle persone non avvezze, un breve periodo di eccitazione, seguito da una reazione di natura puramente istintiva (il sonno).

Se il tabacco è usato abitualmente, è importante essere consapevoli del lato che influenza, che è determinato dal metodo di fumo e dalla qualità del tabacco. Per le persone intellettuali, Papus raccomanda sigarette con tabacco leggero e aromatico; per chi conduce una vita animata – i sigari; per i lavoratori manuali, gli operai, ecc. – la pipa.

Ora indicheremo brevemente gli standard di vita di un uomo intellettuale e il ruolo delle influenze ambientali:

  1. Circondatevi, per quanto possibile, di un ambiente che non crei tensioni e che non riduca le reazioni normali e istintive al lato estetico. Evitate la compagnia di persone molto brutte, così come le forme spiacevoli e asimmetriche e i colori disarmonici. Circondatevi, al contrario di oggetti esteticamente gradevoli.
  2. Esercitatevi a mantenere automaticamente l’autocontrollo nei momenti di pericolo e di agitazione, e sviluppate anche la capacità a livello puramente istintivo di agire con lo stesso autocontrollo.
  3. Non enfatizzate, con reazioni istintivo-intellettive, l’avversione verso cose toccate, gustate o odorate. Se per esempio non gradite l’odore dell’aglio, limitate le reazioni astrali corrispondenti – senza esprimerle con gesti o parole – al solo sentire la parola “aglio”.

Per l’uomo istintivo-intellettivo, un ruolo stimolante sarà anche interpretato dalla musica. Anche in questo caso avremo un ternario, poiché ogni tipo di musica agisce come stimolante in uno dei sotto-piani.

Durante una campagna militare, una vigorosa marcia militare può influenzare il coraggio dei soldati, per il tramite di una reazione istintivo-intellettiva. Anche un uomo sensibile sarà stimolato verso una reazione istintivo-intellettiva dal suono di un valzer, o forse da musica operistica. Una natura puramente intellettuale necessiterà, come stimolante, di musica da camera.

Nel terminare il soggetto dell’addestramento dell’uomo istintivo, attiriamo ancora una volta l’attenzione su quanto di tutto ciò sia relativo alla suddivisione ternaria dell’essere umano da noi utilizzata. Invito a adottare questa divisione solo come esempio di utilizzazione dei ternari analoghi che facilitano l’edificazione di qualunque schema.

Note sul quinto Arcano

Contemplando questa carta, invochiamo il sommo Gran Sacerdote, Melchisedec, notando anche il significato ricorrente, attraverso la storia dei movimenti occulti, della lettera M come evidente lettera iniziale dei leader di gruppi iniziatici.

Attraverso l’enfasi data al respiro ci sono molte similitudini tra gli insegnamenti di G.O.M. sul quinto Arcano e quelli di Tomberg, dove la respirazione spirituale è un tema chiave. Come portatore delle cinque ferite nell’immagine di Gesù Cristo e del guardiano del quinto Arcano, il Papa di Tomberg sembrerebbe corrispondere perfettamente al pentagramma diritto dell’essere umano, come contemplato da G.O.M.

Possiamo notare che la congruenza tra gli insegnamenti di G.O.M. e Éliphas Lévi emerge molto chiaramente in Tomberg, dove l’enfasi sugli insegnamenti di Éliphas Lévi sul pentagramma del quinto Arcano evoca lo stesso interesse data da G.O.M. all’argomento:

Il Pentagramma esprime il dominio dello spirito sugli elementi; è con questo segno che si incatenano i demoni dell’aria, gli spiriti del fuoco, gli spettri dell’acqua e i fantasmi della terra. Armato di questo segno e opportunamente disposto, potrai vedere l’infinito attraverso la facoltà che si chiama occhio dell’anima, e farti servire dalle legioni degli angeli e dalle colonne dei demoni.

Éliphas Lévi – Il Dogma e il Rituale dell’Alta Magia – Todi 1921, p.103.

Éliphas Lévi

L’impero della volontà sulla Luce Astrale, che è l’anima fisica dei quattro elementi, in magia è raffigurato nel Pentagramma di cui abbiamo messo la figura in testa a questo capitolo.

ibid. p.107.

Avvertiamo soltanto che l’uso del pentagramma è pericoloso per coloro che operino senza una completa e perfetta intelligenza. La direzione dei punti della stella non è arbitraria e può mutare tutto il carattere dell’operazione come spiegheremo nel Rituale.

ibid. p.109.

Tomberg scrisse anche delle note dettagliate sulle prove del fuoco, dell’aria, dell’acqua e della terra, esami spirituali molto ardui che hanno il potere di condurre il neofita sull’orlo della disperazione.

Nel quinto capitolo de Il Dogma e il Rituale dell’Alta Magia troviamo il sommario seguente sulla dottrina di Éliphas Lévi in merito al pentagramma:

Il Pentagramma, che nelle scuole gnostiche si chiama la Stella Fiammeggiante, è il segno dell’onnipotenza e dell’autocrazia intellettuale.

op. cit. p.274.

E poi, nella Clef des Grands Mystères:

Il quinario è il numero della religione, perché è il numero di Dio unito a quello della donna.

Éliphas Lévi – La Clef des Grands Mystères – Parigi 1859, p.26.

Riassumendo, uno dei più grandi problemi non solo dell’occultismo ma anche delle faccende umane, si presenta ancora nella Lettera V di Tomberg: “Siamo giunti a un problema molto serio: al Pentagramma come quinario malefico e al Pentagramma come quinario benefico.” Qui egli tocca una questione esposta in dettaglio da G.O.M. – sul Pentagramma diritto e quello involutivo. Una soluzione al problema è data da Louis Claude de Saint-Martin:

… il quinario è benefico “purché sia unito e vincolato alla decade” ed è “del tutto malefico” quando è separato e isolato da essa. In altre parole, il pentagramma, come segno dell’autocrazia intellettuale, cioè della personalità umana emancipata, è benefico quando è espressione della personalità la cui volontà e unita e vincolata alla pienezza della manifestazione dell’Unità (la decade); ed è malefica quando esprime la volontà di una personalità separata da questa Unità. O, ancora in altre parole, il segno è benefico quando esprime la formula: Fiat voluntas tua (“sia fatta la tua volontà”) ; ed è malefico quando la formula della volontà sottostante è: Fiat voluntas mea (“sia fatta la mia volontà”). Qui sta il senso pratico e morale dell’affermazione di Saint-Martin.”

v. lettera v

Qui, di nuovo, vediamo la pratica della magia sacra, simboleggiata dalle cinque ferite e dai cinque elementi del quinario, che contrasta con la magia personale o stregoneria, stando la differenza nella “Tua volontà” contro la “Mia volontà. È la differenza tra “magia sacra personale” e “magia arbitraria personale”.

Tomberg enfatizza il ruolo fondamentale della Preghiera, specialmente nel quinto Arcano, dove l’autore descrive come “Le preghiere dell’umanità salgono a Dio. Dopo essere state divinamente “ossidate”, si trasformano in benedizioni che dall’alto scendono in basso (qui il riferimento).” Le colonne di Jakin e Boaz, chiaramente visibili nelle raffigurazioni del Papa sulle carte del Tarocco, sono i canali per la salita e la discesa di preghiere e benedizioni. È il pilastro della Severità che funge da canale ascendente della preghiera, mentre la Grazia distribuisce le benedizioni.

Vi è comune accordo che “la lettera He, la quinta lettera dell’alfabeto ebraico, è il glifo primitivo del respiro”.


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