Vivere la propria visualizzazione
Con questo esercizio facciamo un passo avanti nella pratica della visualizzazione creativa. La differenza sostanziale rispetto all’esercizio precedente risiede nella necessità di ‘immergersi’ nella scena che andiamo a plasmare, come se ne fossimo circondati, e nel viverla con un’intensità tale da far credere che gli oggetti immaginati abbiano una consistenza reale.
Generalmente, chi incontra molte difficoltà negli esercizi di visualizzazione difetta di un controllo sull’Elemento Fuoco, o meglio, il Fuoco è in una condizione di squilibrio rispetto agli altri Elementi; ricordiamo che l’Elemento Fuoco governa la visione. La soluzione, in questo caso, sta nel riprendere in mano lo Specchio dell’Anima, nella fattispecie, le pratiche di bilanciamento animico, intensificando gli esercizi di autosuggestione e di meditazione sugli aspetti della nostra natura retti dal principio igneo. Allo stesso tempo, si può insistere sul lavoro sull’Elemento nel corpo astrale, come descritto nel capitolo sull’acquisizione dell’Elemento Fuoco del Terzo Livello.
Un altro motivo di blocco nell’esperienza di visualizzazione consiste nello sforzarsi di vedere qualcosa. L’immaginazione creativa, strumento fondamentale delle pratiche ermetiche, non si conquista cercando di imporre la visione di un oggetto o di una scena come se si provasse a scolpire un blocco di granito, sforzando i muscoli e la mente nel tentativo di plasmare l’aria intorno a noi. La pratica ha delle similitudini con quanto accade nella lettura di un romanzo: l’occhio della mente elabora una riproduzione visiva della trama e degli scenari; solo che, in questo caso, l’aspetto visivo viene notevolmente amplificato come risultato della pratica, nonché arricchito dalle altre esperienze sensoriali. Un ulteriore esempio ci giunge da certi momenti che sorgono al risveglio o prima di addormentarsi una volta acquisita una certa stabilità negli esercizi. Quando il corpo fisico inizia ad allentare la presa sui corpi sottili prima del sonno, o quando lo stato vigile non si è ancora ristabilito al risveglio, l’immaginazione creativa, libera dai vincoli del corpo denso, si manifesta in tutta la sua chiarezza con visioni estremamente dettagliate. Idealmente si dovrebbe ottenere questo risultato anche nella piena coscienza di veglia. Ora passiamo alla pratica:
- Assumete una posizione rilassata o la vostra āsana preferita e chiudete gli occhi. Prendetevi qualche istante o qualche minuto, in base alle vostre capacità, per mettervi in uno stato di vuoto mentale.
- Iniziate con l’immaginare una scena a voi nota, come la casa in cui abitate, il paesaggio delle vostre vacanze, i luoghi che avete visitato, ecc. La visualizzazione dev’essere molto realistica e accurata nelle forme e nei colori, con tutti i dettagli tenuti in considerazione. Sino a qui l’esercizio non si discosta molto da quello precedente; la sola differenza sta nella familiarità della scena visualizzata. Qui possiamo usufruire del supporto mnemonico per ricostruire lo scenario.
- Dopo aver mantenuto la visualizzazione per cinque minuti, aggiungete il suono (rumore del vento, del traffico, cinguettio degli uccelli, tutto ciò che serve ad incrementare il realismo) e circondatevi della scena, immaginando di vedere tutto attorno. Se volete, potete aggiungere gli altri sensi, in particolare il tatto. L’esercizio è concluso quando riuscite a mantenere questo livello di coinvolgimento per cinque minuti.
- Nelle sedute successive ripetete i primi tre punti utilizzando altri scenari.
- Una volta impratichiti, seguite la stessa pratica ma con gli occhi aperti. Alcuni trovano difficoltà a lavorare con gli occhi aperti; se è il vostro caso, iniziate lavorando in una stanza in penombra, aumentando gradatamente l’esposizione alla luce. Quando avrete raggiunto, con gli occhi aperti, lo stesso grado di implicazione ottenuto con gli occhi chiusi, potete passare all’esercizio successivo.

Rispondi