Controllare l’afflusso di energia vitale negli organi del corpo

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Questo esercizio costituisce un’evoluzione della respirazione dai pori del Livello precedente. L’unica differenza sostanziale sta nell’indirizzare l’attenzione non più sull’intero corpo bensì sui suoi singoli organi o parti.

Spostare la consapevolezza su un singolo settore corporeo può sembrare difficile, ma in realtà è ciò che accade spontaneamente quando la nostra attenzione, ad esempio per un dolore improvviso o per una sensazione tattile, si dirige verso la zona interessata. Come già espresso nella sessione sulla respirazione dai pori, si tratta di creare un’impressione mentale che, questa volta, sposti l’attenzione cosciente su un organo specifico; attraverso la mediazione del corpo astrale o di sensazione, si giunge poi a “sentire” il respiro dell’organo.

Se la respirazione con il corpo fosse stata eseguita con diligenza, non dovreste riscontrare grandi difficoltà nell’esecuzione della pratica. Prima di iniziare gli esercizi, è consigliabile consultare un atlante anatomico per localizzare i vari organi. Procediamo ora con la pratica:

  • Sedete nella vostra posizione abituale con gli occhi chiusi. Trasferite la consapevolezza su una delle vostre gambe, a scelta sulla destra o sulla sinistra. Immaginate che la gamba inspiri l’energia vitale dall’universo; con l’espirazione l’energia viene rilasciata nuovamente nell’universo. Ripetete il processo 7 volte, quindi passate all’altra gamba.
  • Proseguite lo stesso esercizio con le mani: prima l’una, poi l’altra e infine entrambe contemporaneamente.
  • Una volta acquisita una certa pratica, iniziate con gli organi interni: prima con quelli più grandi, come il fegato o l’intestino, e poi con quelli più piccoli, come il timo, la milza, ecc. Sentitevi liberi di sperimentare anche con ossa, articolazioni o parti del corpo dolenti; l’inalazione di energia vitale può essere d’aiuto nell’alleviare i sintomi e gli squilibri corporei. La sensazione che deriva dall’esperienza è particolare, difficile da racchiudere in concetti; inoltre, può variare a seconda dell’organo interessato.
  • Prendetevi il tempo necessario per lavorare con quanti più organi o parti del corpo è possibile; acquisita la capacità di far attingere l’energia vitale alla maggior parte degli organi, l’esercizio può considerarsi concluso.

Bardon enfatizza la necessità di curare con attenzione il trasferimento della coscienza verso gli organi e il conseguente afflusso di energia vitale. Ciò sarà utile nelle pratiche che definisce come “impregnazione dello spazio” e “biomagnetismo”, entrambe dettagliate nell’appendice ai lavori del Terzo Livello. Inoltre, la gestione imperfetta del trasferimento di coscienza renderà difficoltose le attività di trasferimento verso gli oggetti e gli enti esterni, sia animati sia inanimati, del Quarto Livello.