Estratti dall’opera: The Book of Toth, York Beach, ME 1969 – Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto


Questo Atout era chiamato in precedenza Forza. Ma ciò implica ben più della forza nel senso comune della parola. L’analisi tecnica mostra che il Sentiero corrispondente alla carta non è la Forza di Geburah, bensì l’influenza di Chesed su Geburah, il Sentiero bilanciato sia verticalmente sia orizzontalmente sull’Albero della Vita. Per tale motivo, si è ritenuto preferibile modificare il titolo tradizionale. La lussuria implica non solo la forza, ma anche la gioia nell’esercitarla. È il vigore e l’estasi del vigore.

Questa carta è assegnata nello zodiaco al segno del Leone, governato dal Sole. È il Cherubino di Fuoco. È la più potente delle dodici carte zodiacali e rappresenta la più critica tra le operazioni magiche e alchemiche. Rappresenta l’atto del matrimonio originario, come avviene in natura, in opposizione alla forma artificiale, come quella raffigurata nell’Atout VI; in questa carta non vi è alcun tentativo di indirizzare il corso dell’operazione.

Il soggetto principale della carta riguarda la più antica collezione di leggende o di favole. A questo punto è necessario approfondire la dottrina magica della successione degli Eoni, connessa alla precessione zodiacale. Quindi, l’ultimo Eone, quello di Osiride, si attribuisce all’asse Ariete-Bilancia, così come l’Eone precedente, quello di Iside, è collegato in particolare ai segni dei Pesci e della Vergine, mentre quello presente, di Horus, è connesso ad Aquario e Leone. Il mistero centrale dello scorso Eone era quello dell’Incarnazione; tutte le leggende relative agli uomini-dio si fondavano su narrazioni simboliche di questo tipo. Il fatto essenziale di tutte queste storie era negare la paternità umana all’eroe o all’uomo-dio. Nella maggior parte dei casi, si indicava il padre come dio in forma animale, scegliendo l’animale in base alle qualità che gli autori del culto speravano fossero trasmesse al figlio.

Quindi, Romolo e Remo erano gemelli, generati da una vergine grazie al dio Marte e allattati da una lupa. L’intera formula magica della città di Roma si fonda su questo.

In questo saggio sono già stati forniti riferimenti alle leggende di Ermete e di Dioniso.

Si diceva che il padre di Gautama Buddha fosse un elefante con sei zanne, apparso in sogno a sua madre.

C’è anche la leggenda dello Spirito Santo che, in forma di colomba, ingravida la Vergine Maria. Qui si trova un riferimento alla colomba dell’Arca di Noè, che portava la lieta novella della salvezza del mondo dalle acque. (Gli abitanti dell’Arca sono il feto; le acque, il fluido amniotico.)

Si possono trovare favole simili in ogni religione dell’Eone di Osiride: è la formula tipica del Dio Morente.

In questa carta, quindi, compare la leggenda della donna e del leone, o, piuttosto, del leone-serpente. (La carta è attribuita alla lettera Tet, che significa “serpente”.)

Ai tempi dell’Eone di Osiride, i veggenti presagirono la Manifestazione dell’Eone in cui viviamo attualmente, osservandolo con intenso orrore e paura, non comprendendo la precessione degli Eoni e considerando ogni cambiamento come catastrofico. Questa è la vera interpretazione e la ragione delle diatribe contro la Bestia e la Donna Scarlatta dei capitoli 13, 17 e 18 dell’Apocalisse 2; ma sull’Albero della Vita, il sentiero di Gimel, la Luna, che discende dai piani superiori, taglia il sentiero di Tet, il Leone, la casa del Sole, così che la donna della carta può essere vista come una forma lunare, pienamente illuminata dal Sole, e a lui intimamente unita tanto da produrre, incarnato in forma umana, colui o coloro che rappresentano il Signore dell’Eone.

Ella è a cavallo della Bestia; con la mano sinistra tiene le redini, simbolo della passione che li unisce. Con la mano destra solleva la coppa, il Santo Graal fiammeggiante dell’amore e della morte. In questa coppa si mescolano gli elementi del sacramento dell’Eone.

Il Libro delle Menzogne dedica un capitolo a questo simbolo:

Simbolo in forma di stella con numeri e lettere al suo interno.

C’è una descrizione ulteriore in The Vision and the Voice.

In questa carta c’è un’ubriachezza o un’estasi divina. La donna è vista come più che leggermente ubriaca e più che un po’ pazza; e anche il leone è infiammato di lussuria. Ciò significa che il tipo di energia descritta è di ordine creativo e primitivo; è completamente indipendente dalla ragione critica. Questa carta ritrae la volontà dell’Eone. Sullo sfondo vi sono le immagini esangui dei santi, sui quali transita quest’immagine, poiché la loro intera esistenza è stata assorbita nel Sacro Graal.

Questo sacramento è la formula magico-fisica per conseguire l’iniziazione e il compimento della Grande Opera. In alchimia è il processo di distillazione, che si opera attraverso la fermentazione interiore e l’influenza del Sole e della Luna.

Dietro le figure della Bestia e della sua Sposa vi sono dieci cerchi luminosi con raggi; sono le Sephirot latenti e non ancora ordinate, poiché ogni nuovo Eone richiede un nuovo sistema di classificazione dell’Universo.

In cima alla carta è mostrato l’emblema della nuova luce, con le dieci corna della Bestia, che sono serpenti, e che si sparpagliano in ogni direzione per distruggere e ricreare il mondo.

Si possono condurre ulteriori studi su questa carta mediante un esame approfondito del Liber XV (Magick) 6.


  1. Qui Crowley gioca sul duplice significato di “inspiration”, che significa ispirazione ma anche l’atto di inspirare, e di “expiration”, che significa scadenza, cessazione, dipartita, oppure “espirazione”. ↩︎
  2. Sono i capitoli dell’Apocalisse che descrivono la bestia “che sale dal mare”, la “meretrice seduta sulla bestia” e la caduta di Babilonia a seguito dei peccati commessi nell’adorazione della bestia. ↩︎
  3. “Suo” si riferisce alla Bestia. ↩︎
  4. Qui “Suo” si riferisce a Babalon, la meretrice o la Donna Scarlatta. ↩︎
  5. Secondo la Gematria, una delle corrispondenze di 156 è אפעה (apa’a), un serpente velenoso (lett. “vipera”). ↩︎
  6. Magick è considerato il magnum opus di Aleister Crowley. Il libro tratta di svariati argomenti, tra cui la magia cerimoniale, lo yoga, l’ermetismo e i grimori medievali, oltre a contenere contributi originali. La stesura di Magick rientrò in uno sforzo di Crowley per articolare e sistematizzare i principi del Thelema, il sistema filosofico-spirituale da lui fondato (vedi la biografia di Crowley). ↩︎