L’astrologia fu studiata (in Italia) fino al sec. XVII; in seguito, l’Inquisizione e la Chiesa Cattolica Romana posero fine al suo sviluppo. Questo perché la divinazione sarebbe stata d’ostacolo all’azione universale divina, motivo per cui la natura e i pianeti non potevano più fungere da collegamento tra l’uomo e Dio.

Gregor Reisch (1467-1525) – Tolomeo, in Margarita Philosophica.

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L’astronomia e l’astrologia mantennero per lungo tempo un percorso comune; gli astrologi salutarono con entusiasmo il De Revolutionibus di Copernico per la semplificazione apportata ai calcoli astrologici. Ma con l’approssimarsi dell’Età dei Lumi, i libri di riferimento e le enciclopedie iniziarono a segnalare chiaramente la differenza tra l’astrologia naturalis, che si occupa dell’indagine scientifica dei fenomeni naturali, e l’astrologia giudiziaria, l’arte di prevedere gli eventi per il tramite dei pianeti nella loro relazione con la Terra. Da quel momento in poi, l’astrologia divenne una superstizione e fu messa in ombra dall’astronomia negli studi accademici.

Oggigiorno, il pensiero scientifico si basa su un’analisi oggettiva delle cose come sono (o sembrano essere), attraverso un’affermazione teorica che dà una certa validità ai fatti o alle osservazioni sperimentali (o a entrambi). D’altra parte, l’astrologia tiene conto dell’interazione tra il fenomeno e l’osservatore. Da un punto di vista astrologico, l’intero universo e la nostra consapevolezza si uniscono nello stesso processo; ecco perché non possiamo dire che ci sia un’influenza planetaria, come suggeriscono alcuni. Relativamente parlando, i pianeti e le stelle esistono separatamente dalla nostra coscienza e, come tali, sono oggetto di indagine scientifica. Al contrario, l’astrologia mina l’assunto che il mondo fisico esista indipendentemente dalle nostre osservazioni (come suggeriscono, ad esempio, alcune riflessioni sulla meccanica quantistica). Di conseguenza, i fattori astrologici agiscono come un riflesso simbolico della realtà a cui apparteniamo, quindi la nostra natura diventa altamente interpretabile attraverso questi stessi simboli.

Un ricongiungimento è possibile? Che lo si voglia o no, c’è da sperare che il paradigma scientifico basato sulla meccanica quantistica apra negli anni venire uno spiraglio su una nuova era di cooperazione.

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