Utilizzare gli effetti del principio acqueo

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Livello III – Formazione Animica – Esercizio 3

Gli esercizi di questa sessione mirano a ottenere un’esperienza opposta a quella vissuta con l’Elemento Fuoco. Il principio dell’Acqua rappresenta infatti lo stato di caduta che consente il moto verso una struttura in grado di contenerlo, nonché il legame e l’attrazione tra le particelle che, a seguito del loro raffreddamento, si condensano, generando un movimento verso il basso. L’Elemento viene sperimentato come assenza di calore. A seguire la pratica.


  • Nella vostra posizione o āsana abituale, chiudete gli occhi e immaginate di essere circondati da un enorme oceano, nel quale siete al centro.
  • Iniziate inspirando l’Elemento con la respirazione totale (polmoni e pori). Durante l’espirazione non pensate a nulla, così da trattenere l’Elemento dentro di voi.
  • • Nella sessione iniziale di pratica, eseguite sette respirazioni. La sensazione che si prova, se l’esercizio viene eseguito con la giusta concentrazione, è di freddo, un freddo che aumenta con il numero di respirazioni effettuate.
  • • Al termine delle sette respirazioni, rimanete un attimo con la sensazione di freddo nel corpo e quindi iniziate a espirare l’Elemento per sette volte, finché non ne resta traccia. Durante l’inspirazione non pensate a nulla.
  • • Nelle sessioni successive, aumentate di 1 il numero di respirazioni a ogni sessione. Bardon consiglia di non superare i 20 minuti.

Come sempre, Bardon elenca i risultati che si possono ottenere con una pratica intensiva ed esclusiva, come controllare i fenomeni atmosferici, gli animali acquatici ecc. Ma, come già evidenziato, qui si tratta di un lavoro a livello immaginativo che consente di suscitare una risposta animica senza l’intervento di fattori esterni. In questo caso, un indizio della riuscita della pratica è il mantenimento del corpo freddo anche quando la temperatura esterna è elevata.

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