Estratti dall’opera: Tarot Minors, London 2020. Trad. dall’inglese, adattamento e note di Daniele Duretto


Il seme di Spade corrisponde alla “psiche”, cioè all’astrale e al mentale; l’esperienza di Spade si vive quando questi due principi dell’essere umano raggiungono il massimo grado di sviluppo. Nell’aspetto filosofico o negativo di Spade, la ragione predomina sui sentimenti o sul cuore.

Questo grado corrisponde al piano “Nasham” del giudaismo, o al “Manas” della filosofia orientale 1. In esso il mentale, non avendo ancora raggiunto il piano superiore, “Haya” o “Buddhi” 2, non è ancora qualificato per la sintesi creativa, ma solo per un’analisi inflessibile che va alle radici dell’esistenza.

Il discepolo, iniziato all’aspetto magico e occulto dei Denari, possiede già un elevato grado di conoscenza della propria personalità. Avendo sviluppato i centri psichici e le capacità magiche e ottenuto un certo potere sul mondo astrale e sul suo ambiente, egli è in grado di creare nuove forme e trasformare quelle esistenti. La sua attività è interamente guidata dalla volontà personale, che domina completamente il mondo dei desideri e delle emozioni. Egli ha raggiunto il massimo sviluppo della propria personalità.

Tuttavia, in concomitanza con questi conseguimenti, nel suo cuore sorge l’insoddisfazione per quanto raggiunto, una svalutazione dei valori mondani che, sino a quel momento, avevano fornito così tanto appagamento. Succede quando sorgono dubbi sulla propria utilità. Si aspira a qualcosa di diverso e più elevato, diventando consapevoli dell’esistenza di una Luce che permea il mondo, desiderando di scoprire la sua natura e la sua sorgente. Si spera di poter incontrare Dio faccia a faccia, comprendere l’essere umano e il suo “Io” interiore, riflesso di Dio.

L’iniziato di Denari ha la possibilità di creare qualcosa nel mondo, di offrire qualcosa, ma non può ricevere nient’altro, perché egli già possiede ciò che il mondo può offrire. Egli non comprende ancora che, continuando a dare, continua a ricevere, forse qualcosa di diverso e inatteso, perché donando si riceve.

Avendo raggiunto il massimo potere personale, egli inizia a comprendere il carattere illusorio del mondo. È diventato esperto delle forme, ma non ne ha ancora penetrato l’essenza nascosta, la Sorgente che le crea e, quindi, le rigetta come fossero solo illusorie, il che lo colpisce profondamente, perché il mondo intorno a lui va a pezzi. Ammette l’esistenza del Principio Creativo – il Logos – ma, al contempo, percepisce il carattere illusorio di ciò che rende schiavi. Vede le sofferenze del mondo, vede che nulla può cambiare, nonostante tutto il suo potere personale. Non comprende lo scopo di un mondo di sofferenza e di ingiustizia, e in lui nasce la rivolta contro il Potere Creativo.

Le Spade, nel loro aspetto negativo o filosofico, rappresentano lo stadio di profonda crisi spirituale da attraversare e superare, affinché il mago, iniziato dai Denari, possa raggiungere le altezze degli altri semi ermetici.


Come abbiamo già detto, in questo corso presentiamo un alto livello di realizzazione umana attraverso gli Arcani Minori, ovvero ciò che conduce all’iniziazione. Comunque, nella vita di molte persone vi sono stadi inferiori che vanno anch’essi superati, affinché l’evoluzione possa progredire. Questi stadi talvolta sono presentati in base ai gradi e ai semi degli Arcani Minori, non necessariamente in un ordine specifico. Possono svolgersi in breve tempo, durare una vita intera o richiedere più incarnazioni.

Il progresso spirituale, nella maggior parte dei casi, segue una linea a spirale, riportando la persona allo stesso punto ma a un livello superiore. In genere, gli esseri umani non hanno consapevolezza di essere messi alla prova da un certo grado o seme. D’altro canto, non si dovrebbe dimenticare che non sempre la ribellione profonda o lo scetticismo sono prova di un’esperienza di Spade positiva; più spesso sono conseguenza di un fallimento esistenziale che si manifesta come rivolta, scetticismo e animosità.

Molte persone si considerano “ateiste” perché il loro intelletto rifiuta la presentazione essoterica di Dio o perché stanno attraversando una crisi dolorosa; altri seguono scrupolosamente i precetti di una religione, rimuovendo dalle loro menti ogni problema religioso, così da non cadere nel dubbio. È possibile che i primi siano al soglio delle Spade, mentre i secondi non abbiano ancora raggiunto il seme di Denari.

L’aspetto negativo delle Spade è la fonte di quasi tutti i miti religiosi. La caduta degli angeli nel Libro di Enoch 3, la rivolta degli Asura 4 citata nelle Stanze di Dzyan della Dottrina Segreta di Blavatsky, il sacrificio di Prometeo che rubò il fuoco celeste, le tentazioni del serpente biblico e molte altre hanno le stesse basi. L’esperienza negativa delle Spade si traduce in uno stato interiore estremamente complesso. Grazie allo stadio mentale estremamente potente che questo percorso induce, l’uomo intende svelare il mistero della vita e del proprio essere attraverso l’intelletto. Per lui, l’unico criterio di verità è il proprio stato mentale. Egli rifiuta qualunque affermazione dell’autorità, sia religiosa sia filosofica. Il limitato e il condizionato, nell’essere umano, cercano di risolvere il problema dell’infinito e dell’Assoluto. Ciò comporta un fallimento e una ribellione che possono assumere molte forme.


La tetralogia “L’Anello dei Nibelunghi” di Richard Wagner è una delle immagini più espressive dell’aspetto negativo di Spade, dello sforzo e, al contempo, della ricerca del divino. Wagner scrisse anche il libretto della sua opera e, in un lavoro che gli richiese molti anni, rimuginò su ogni nota e su ogni parola. I libretti delle sue opere vanno molto più in profondità di quanto si pensi di solito. Sono un “mistero” e non semplicemente un ciclo teatrale.

Nella creazione delle sue opere, Wagner utilizzò l’epica e le leggende germaniche con grande libertà, per rappresentare, sullo sfondo, le leggende mitologiche dei Nibelunghi e l’antagonismo tra i principi materiali e spirituali, nonché l’autentica via esoterica dell’anima umana (Sigfrido), che combatte per la sua immortalità. A un certo punto Sigfrido, per riunirsi al suo principio divino (Brunilde), deve disobbedire alla forza creativa (Wotan 5) e spezzare con la sua spada la lancia di Wotan (simbolo dell’instaurarsi delle leggi mondane).

Il senso di questo simbolismo è che, nella sua evoluzione, lungo la via della sua riunione con l’“Io” superiore, l’essere umano deve respingere tutto ciò che ha conseguito (durante lo stadio di Denari) e proseguire in solitudine, incurante di ogni legge e ordine, senza l’assistenza del Cielo, senza un conduttore autorevole, obbedendo solo ai suoi criteri interiori, rifiutando ogni limitazione e anche combattendo contro le interdizioni dall’alto. È la via dello sforzo incessante, stimolato dalla solitudine e dalla desolazione interiori.

In questa oscurità, l’uomo ha bisogno di trovare la giusta via e di seguirla fino in fondo. Se manca la volontà di proseguire, si può cadere nella malinconia spirituale, nella completa negatività o nella disperazione, senza via d’uscita. Consapevoli di questo pericolo, i fondatori di tutte le religioni essoteriche proibiscono la conoscenza del Bene e del Male, nascondono il Fuoco Celeste e prevengono questa scorciatoia con un insieme di leggi, punendo la disobbedienza.

Queste misure protettive hanno una ragione d’essere e furono concepite per la vasta quantità di esseri umani che necessitano di fare affidamento sulla forza magica delle forme e delle autorità per evolversi, cioè per portare a termine l’armonizzazione della personalità. Per questa maggioranza, l’assenza di punti di riferimento si tradurrebbe in un’impotenza interiore. Pochi sono coloro che hanno superato il bisogno di un tale supporto e che, senza cadere nel vuoto interiore, sono in grado di elevarsi a una spiritualità genuina, seguendo il doloroso percorso di Spade, perché la sofferenza è l’essenza di questo stadio. Perché, senza Golgota, non vi sarebbe Resurrezione.

Chi incontra questo stadio nega e rigetta qualunque cosa, fin proprio all’inizio della vita, per poi, infine, negli ultimi gradi, trovare Dio in sé. Progressivamente egli si libera non solo dalle illusioni del mondo fisico e del piano astrale, ma anche dall’ultima illusione: quella del principio che, in se stesso, nega ogni cosa 6.

Negli Arcani Minori, questa via è rappresentata simbolicamente come un’ascesa attraverso il sistema sefirotico delle Spade, cioè come la progressiva sublimazione della consapevolezza mentre il discepolo si eleva da Malkuth a Kether.


  1. Neshamah (ebr. נְשָׁמָה) corrisponde allo spirito o al “respiro di vita”, l’essenza divina dell’individuo; il termine sanscrito “manas” (मनस्) ha, nelle varie scuole, generalmente il significato di “mente”, nel senso di mente che elabora le impressioni sensoriali creando con esse una relazione emotiva. Un paragone più appropriato sarebbe quello con Ātman (sanscr. आत्मा), che ha lo stesso significato del termine ebraico. Mebes usa il verbo “nasham”, che significa “sbuffare” ed è collegato, nei contesti biblici, anche al concetto di soffio o di spirito divino. ↩︎
  2. Haya (ebr. הָיָה) significa “essere” o “esistere” e, nel contesto biblico, esprime appunto l’esistenza e l’identità. Buddhi (sanscr. बुद्धि) è l’intelletto, cioè la capacità di essere consapevoli, analizzare, discriminare e decidere; nel buddhismo è sinonimo di “saggezza”. Anche in questo caso, la scelta dei termini non sembra corrispondere alle intenzioni dell’autore. ↩︎
  3. Il Libro di Enoch è un testo di genere apocalittico che la tradizione ascrive al patriarca Enoch, padre di Matusalemme e bisnonno di Noè. In esso si trovano la storia dell’origine dei demoni, la ragione della caduta degli angeli dal Paradiso, la spiegazione della giustificazione morale del Diluvio e l’esposizione profetica del regno millenaristico del Messia. Il testo non è considerato canonico dalla maggior parte dei movimenti ebraici e cristiani, a differenza di alcune chiese e comunità che fanno capo all’ortodossia etiope ed eritrea. ↩︎
  4. Gli Asura sono una classe di semidei o titani descritti nei testi induisti e buddhisti come esseri dediti alle passioni che vivono nell’invidia costante per i privilegi degli dèi (deva). Secondo i testi induisti, gli Asura vivevano nel paradiso Trāyastriṃśa assieme agli dèi, sulla cima del monte Sumeru. Quando il dio Indra divenne reggente di quel mondo, per festeggiare gli Asura si ubriacarono bevendo un forte liquore. Per punirli della loro stoltezza, Indra li scagliò alle pendici del monte. Gli Asura dichiararono guerra agli dèi, cercando in tutti i modi di risalire le pendici del monte, ma Indra li sconfisse. ↩︎
  5. Wotan è l’Ermes Mercurio del mito greco-romano inteso qui nella sua veste di creatore del riflesso dualistico e della conseguente necessità di instaurare uno scambio, una relazione tra le parti venutesi a creare (Mercurio in Gemelli), il che richiede necessariamente l’instaurarsi di norme e consuetudini (Mercurio in Vergine). ↩︎
  6. Cioè ci si libera anche del principio che in noi stessi punta alla negazione di tutti i principi. ↩︎

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