Le due direzioni del simbolo

Pubblicato su Quora

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Teoricamente sarebbe possibile, non di certo a un livello di precisione astronomica, e inoltre i risultati sarebbero molto dubbi. Per comprendere la validità del quesito posto, dobbiamo spiegare le basi del pensiero astrologico.

Un documento giunto a noi, si dice, dall’antico Egitto, ad opera di un personaggio semi mitico noto come Ermete Trismegisto, cita:

Vero e senza inganno, certo e verissimo: ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per completare i miracoli della cosa unica.

Tabula Smaragdina, 1-2 – Versione di Norimberga, 1541

Si tratta della famosa Tavola di Smeraldo, che in poche ed essenziali parole svela le radici del pensiero astrologico e magico-esoterico in generale; espresso in termini moderni, esso afferma che esiste una stretta correlazione, se non una similitudine, tra l’osservatore (ciò che è in basso) e il fenomeno (ciò che è in alto). La “cosa unica” nasce dalla consapevolezza che la realtà non è un fenomeno puramente oggettivo, che l’essere umano percepisce attraverso i sensi ed elabora a livello cerebrale, come affermato ad esempio dal realismo ingenuo. Al contrario, la coscienza dell’osservatore diviene parte integrante di una realtà che non solo interpreta ma che fa sua, con la quale interagisce sino a formare un unico processo, dove la manifestazione oggettiva diviene lo specchio di quella interiore e soggettiva.

Umanità, Natura e Cosmo si trovano così strettamente interlacciati. L’astrologia pone l’accento sui pianeti perché per moto e posizionamenti reciproci essi si prestano a rappresentare il principio organizzativo sottostante la vita organica, il cui culmine si manifesta nella nascita dell’autocoscienza, la consapevolezza di sé come essere umano che, pur nella sua unicità, rimane specchio fedele del più vasto cosmo. L’oroscopo natale, o tema di nascita, è quindi la rappresentazione del microcosmo umano nel macrocosmo, ma reso quest’ultimo individuale dalle coordinate spaziotemporali del luogo di nascita riferite al nascituro.

Ora, affinché questa immagine del cielo di nascita risulti significativa, è necessario che i pianeti si facciano simboli, siano spogliati della loro apparenza fisica per trasformarsi in puri testimoni dell’unione o ierogamia tra Cielo e Terra; ciò che è lontano diviene così il principio non causale che, sul piano terreno, si rivela come forma individuata e cosciente, come gocce d’acqua di un unico mare.


Quando osserviamo il rapporto tra il moto degli astri e i pianeti del tema natale considerati fissi, interpretiamo seguendo una freccia simbolica che, quando giunge a bersaglio, si manifesta come un evento sul piano fisico dell’individuo. Semplificando di molto la tecnica interpretativa per chiarezza espositiva, facciamo l’esempio di una persona con Saturno di nascita in una casa o settore in relazione agli spostamenti (Casa terza), che decide per un viaggio all’estero (Casa nona). Durante il suo soggiorno, decide per un escursione in bicicletta, cade e subisce una frattura; in quei giorni, Marte transitava all’opposizione del Saturno di nascita.

Astrologicamente si tratta di un caso da manuale. Immaginiamo ora di assistere alla scena e, come appassionati dell’arte di Urania, ci perdiamo in elucubrazioni sui possibili transiti planetari testimoni dell’evento; invertiamo cioè la freccia simbolica nel tentativo di risalire alla fonte. Tentativo assai infruttuoso perché non disponiamo di alcun dato per delimitare lo scenario dell’indagine. Se fossimo a conoscenza della posizione di Saturno natale, potremmo ipotizzare un suo possibile coinvolgimento, ma non ne avremmo comunque la certezza, né tantomeno potremmo garantire che Marte si trovava in una determinata posizione del cielo al momento dell’incidente. Il fatto è che l’interpretazione astrologica richiede la considerazione di molti fattori, la cui sintesi richiede una certa perizia. Quindi sì, in teoria nulla osta in linea di principio all’inversione della freccia simbolica, ma nella stragrande maggioranza dei casi è una strada non percorribile, perché l’astrologia non è nata per operare al contrario.


Tuttavia, esistono metodi prognostici che fanno dell’”inversione” la loro ragion d’essere. Ad esempio, un sistema basato sui trigrammi dell’I Ching consente di “trasformare” un fatto concreto in una serie di trigrammi che ci danno indicazioni sulla natura dell’evento; sentiamo bussare tre volte alla porta di legno del nostro appartamento in un tardo pomeriggio estivo: è tutto quel che necessita per sapere chi bussa e per quale motivo ci viene a cercare. Un esempio ulteriore è dato dall’astrologia onomantica, che ricava il destino individuale attraverso la decodifica numerologica e astrologica del nome, partendo cioè da un dato della nostra eredità ancestrale per ricavare una serie di simboli planetari.