Pubblicato su Quora

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Il glifo del segno dei Pesci, come quello del Cancro, simboleggia sia la duplicità che il moto circolare. Il simbolo del doppio, raffigurato anche nei segni d’Aria (Gemelli, Bilancia, Aquario), reca sempre con sé un rapporto tra aspetti necessari e complementari.

Il segno dei Gemelli nell’analogia stagionale segnala l’instaurarsi della fotosintesi clorofilliana, il legame tra la luce solare e la clorofilla presente nel fogliame per la produzione di biomassa e di ossigeno; nel regno umano il segno sintetizza il rapporto tra il soggetto che conosce e gli oggetti della conoscenza, cioè la mente e le funzioni mentali. La Bilancia prelude all’equilibrio stagionale, il periodo dell’equinozio in cui il ciclo naturale è a cavallo tra la sua completa manifestazione e il declino autunnale; l’essere umano vede qui rappresentarsi i processi di discriminazione valutativa, ovvero la capacità di scegliere e di soppesare le alternative. Nell’Aquario la natura transita dalla stasi del pieno inverno ad uno stato potenziale, in cui il progetto della pianta contenuto nel seme inizia ad attivarsi (embriogenesi); qui l’aspetto cognitivo dell’individuo vede prevalere la fase ispirativa e intuitiva, la capacità di cogliere il significato essenziale delle cose per via diretta, la visione appunto del progetto prima della sua effettiva realizzazione.

Nel segno del Cancro il moto circolare del glifo simboleggia l’attivarsi del processo di trasformazione che coniuga i due principi complementari, in questo caso l’unione dei gameti (ovulo e spermatozoo) che prelude alla formazione dell’embrione; la circolarità è l’affermarsi della dimensione evolutiva dell’esistenza, il mutamento e l’ingresso nel tempo come è indicato anche dal simbolismo dello yin-yang. L’elemento Acqua del segno è qui l’acqua di gestazione, e a livello psicologico il segno mostra il prevalere degli aspetti sensibili, ricettivi ed emotivi, di accoglimento.

Il segno dei Pesci amplifica questa sensibilità sino a renderla compartecipazione interiore alle cose del mondo, come se l’individualità lasciasse spazio all’universalità; nel simbolismo stagionale esso rappresenta una fase liquida in cui il seme cessa di esistere ma il germoglio non è ancora sviluppato, la transizione verso un nuovo ciclo. Il suo moto circolare va esaminato anche in relazione al fatto che si tratta dell’ultimo segno dello zodiaco: è una rappresentazione simile a quella dell’uroboro, il serpente che si morde la coda, immagine del tempo che divora se stesso nell’incessante eterno ritorno delle cose. Così i due pesci del glifo sono destinati a rincorrersi in cerchio per rinnovare, ad ogni ciclo, il miracolo della ri-creazione.

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