Una spietata autoanalisi dell’anima

La fase di introspezione animica del Livello I è una vera e propria autoanalisi che mette a nudo i tratti emotivi e caratteriali, sia in positivo che in negativo. Si sarebbe tentati di dare un valore sussidiario a questo tipo di attività, simile per certi versi a una disamina psicologica della personalità; non si potrebbe commettere un errore di giudizio più grande. Questa è forse la fase più importante dell’iniziazione, dal cui risultato dipenderanno gli esiti futuri della preparazione ermetica. Senza l’equilibrio emotivo che essa garantisce – se svolta in modo efficace – ben difficilmente si sarà in grado di proseguire nel proprio sviluppo.

In questa prima parte della pratica ci si concentrerà sugli aspetti negativi. Prendete un quaderno, o ancor meglio un blocco-note con i fogli strappabili, e iniziate ad annotare i vostri difetti, gli aspetti negativi, le debolezze che vi vengono in mente, gli errori del passato, gli scatti di rabbia, le prevaricazioni, i tradimenti, le incomprensioni, sino alle più fini sfumature. Nulla deve sfuggire a questa analisi serrata, tantomeno le cose verso cui si prova più vergogna e che si fa fatica a confessare a se stessi. Se vi risulta difficile, pensate che non state svolgendo un processo agli atti o alle intenzioni; si tratta invece di un’approfondita meditazione che porta alla luce le vostre energie permettendovi di utilizzarle in modo proficuo; nulla viene eliminato, ma tutto viene trasformato in qualcosa di migliore. Tuttavia, per giungere a tanto, bisogna essere spietati con se stessi; ed essendo un processo per certi versi inquietante, è meglio provvedere a qualche svago e distrazione per alleviare il carico emotivo. L’utilizzo della carta in luogo di un editor di testi per la stesura della lista rende il processo più personale, e i fogli a strappo sono utili nel caso si decida di cambiare qualcosa.

Bardon asserisce che un centinaio di difetti sono una misura sufficiente. Può sembrare un numero esagerato, ma in realtà esso rappresenta l’impegno che si è disposti a profondere nella ricerca. Non è detto che un numero minore o maggiore non vada bene, ma se si prendono in considerazione anche le piccole mancanze non si fa comunque fatica a raggiungere questo traguardo. Per quanto riguarda tempi e modi della pratica, si possono dedicare alcuni minuti al mattino e alla sera; se ne avete la possibilità e nel corso della giornata si presenta la memoria di uno o più difetti, trascriveteli immediatamente. Ultimo ma non meno importante, assicuratevi che il blocco-note sia nascosto in un luogo sicuro al lontano da sguardi indiscreti, dato il carattere intimo di quanto riportato. Il diario è esclusivamente per uso personale e non deve assolutamente essere mostrato ad altri.

Questo è uno dei pochi esercizi a cui Bardon assegna un termine temporale, una o due settimane al massimo per completare l’elenco dei difetti e passare alla fase successiva, l’assegnazione degli stessi ai quattro Elementi. Il limite di tempo impedisce un eccessivo coinvolgimento nella fase di introspezione; lo scopo di questa pratica è infatti quello di innescare il processo di trasformazione interiore, non di precipitare il praticante in una spirale di autocommiserazione.

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