L’equilibrio degli opposti

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Nella simbologia delle stagioni il segno della Bilancia (22 settembre-21 ottobre) rappresenta la norma regolatrice del ciclo naturale. L’esplosione vitale, iniziata nel segno primaverile dell’Ariete, è ora giunta al termine. Con l’equinozio d’autunno, le forme vegetali cessano l’accrescimento; i giorni e le notti di eguale durata sanciscono l’entrata nell’emiciclo involutivo, preludio al lungo sonno invernale. L’ingiallirsi di fronde e fogliami è un invito all’affrancamento dalle forme del passato, affinché il futuro potenziale  vitale abbia modo di manifestarsi.

Nell’individuo della Bilancia questa tensione mediatrice tra le opposte esigenze della natura si traduce nella ricerca di armonia e di equilibrio tra sé e gli altri, nell’intima consapevolezza che le unioni e i rapporti sono momenti di integrazione nel mondo sociale e di relazione. Così egli sviluppa la facoltà di discriminare, pesare e valutare persone e situazioni, e di mediare tra le proprie e le altrui necessità in vista di una futura evoluzione.

Tipologie

Tipo fisico

Il tipo fisico vive l’espressione sociale soprattutto a livello mondano ed estetico, come l’amore per le frequentazioni, per una vita ricca di moti affettivi disordinati, per un ideale di bellezza fi-sica. Ama le cose saporite e tenere, le belle forme; non tende ad approfondire le esperienze ma piuttosto si diletta in ciò che piace.

Tipo animico

Il tipo animico realizza il senso dell’unione attraverso un rapporto stabile, unico, nel rispetto delle regole e della fedeltà reciproca. A livello sociale, ricerca l’equilibrio con la controparte: non desidera imporsi, ma piuttosto trovare quelle sottili convergenze che portano a una convivenza armoniosa tra sé e gli altri.

Tipo spirituale

Il tipo spirituale ricerca l’armonia nella manifestazione artistica e formale, nel rispetto delle leggi umane e universali, nell’uso della discriminazione valutativa, sino a trascendere i desideri individuali per accedere alla perfetta equanimità di giudizio, all’“agire senza agire”, al vedere negli altri un riflesso della propria natura.

Analogie e corrispondenze

Emblema

Una donna che osserva una storta in una casa accogliente

Il gusto della contemplazione e quello dell’arabesco

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