La Casa V è l’espressione del destino personale nella libera creatività biologica, artistica, intellettuale. È il gioco della vita.

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La Casa V rappresenta il forgiarsi del sé nella libera manifestazione, ovvero il processo che segue immediatamente la nascita nella forma di Casa IV. In questo senso il gioco, una delle espressioni in carico alla Casa, è la possibilità di cimentarsi nell’espressione non vincolata del sé quando ancora, nell’infanzia, non si è soggetti alle regole codificate della Casa VI. Si potrebbe obiettare che senza regole non si può esprimere un gioco; questo è vero, ma la finalità del gioco consiste nel manifestare la creatività individuale dato un insieme di regole che non fanno parte dell’habitus sociale votato al procacciamento di risorse o alla creazione di strutture per la collettività. Le regole ludiche sono al servizio dell’espressività e non il contrario.

Nell’età adulta il gioco si trasfigura nel concetto di creatività, pur non negandosi la sua espressione primeva. Qui si chiarisce il significato di regola del gioco. Abbiamo detto che la libera espressione ludica richiede pur sempre una regola, cioè un insieme di riferimento che dia la possibilità al gioco di manifestarsi entro una struttura spaziotemporale. Ma allo stesso tempo si nota anche, in alcuni casi, un viraggio verso l’alea, la sorte incerta, quasi come se la regola fosse un contenitore da cui potenzialmente può uscire qualunque cosa; di nuovo: la regola non è in questo caso una costrizione, ma lo strumento attraverso il quale le possibilità creative indefinite prendono forma, e dove nell’azzardo il lato creativo si esprime nell’incertezza del risultato. Non dimentichiamo infatti che il significato originale del termine latino iocus è ‘scherzo, burla’, ovvero l’ingresso dell’inaspettato in una sequenza di esperienze altrimenti ordinate. Pare dunque che gioco e caos siano strettamente correlati, le due facce di una medaglia che rivelano il potenziale creativo informe dell’individuo e la sua attualizzazione al netto dei condizionamenti sociali, secondo il modello specifico del destino personale: il gioco è la perfetta autocreazione.

Il senso di ‘unicità’ che traspare da queste attribuzioni rimanda al cosignificante segno del Leone, che fa dell’esperienza egoica il suo caposaldo. Con questo non si intende che la Casa V debba esprimere valori eccessivamente egotistici; ma rimane la possibilità, in alcuni casi, che la carica creativa incontrollata sfoci in un’individualità priva di un vero fondamento (Casa IV) e squilibrata nel vivere quotidiano (Casa VI).

Ma veniamo agli altri significati. Quello dell’elemento passionale e dei piaceri, in contrapposizione al rapporto di coppia codificato, esprime già di per sé la dicotomia tra amore sacro e amor profano, per così dire, quindi l’espressione della libera sessualità come processo vitale. I figli sono l’esternalizzazione di tale processo, la continuazione dell’individualità attraverso l’estensione biologica che in sé rappresenta il gioco della vita. L’associazione ai valori dell’insegnamento è una sorta di epifenomeno della creatività biologica, trasposta sul piano della trasmissione orale e culturale, il fecondare attraverso la parola affinché le proprie idee assumano nuove vesti, sino a giungere alla figliatura etica, morale o spirituale.

Secondo l’astrologia giudiziaria oltre ai figli, che rimane il significato classico, vediamo citati: i doni, in quanto elemento di ‘sorpresa’ ma anche di riconoscimento a gratificazione delle proprie peculiarità; gli abiti e gli ornamenti intesi come caratteri distintivi; la speculazione non in quanto finalizzata al possesso bensì come affermazione della propria libertà di azione; Regiomontano [1] dà le lodi dopo la morte, in quanto esaltazione dei caratteri unici del defunto, nonché gli emissari, che sono come un’esteriorizzazione, una ‘figliatura’ dei latori di un messaggio; Fludd [2] nomina le missioni, che giocano qui il ruolo della trasmissione di un insegnamento in luoghi lontani, e il ritorno in patria, inteso come un ricongiungimento filiale.

Una Casa V in segni di Fuoco esalterà l’individualismo, non necessariamente per un eccesso egoico ma per l’esubero di vitalità; nei segni di Terra si tratterà di una creatività manuale e pratica; i segni d’Aria favoriranno l’ingegno mentale e comunicativo, mentre i segni d’Acqua sosterranno la creatività a livello biologico oppure l’espressione di una ricca vita sentimentale.


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