Urano è il simbolo dell’evoluzione che dall’individuale, passando per il sociale, approda all’universale. È l’evento straordinario che travalica le barriere dell’ovvio

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Urano agisce come fattore di superamento del vincolo individuale imposto dal settenario dei pianeti classici, o più specificamente si pone come modello alternativo rispetto al domicilio diurno di Saturno in Aquario. Nel suo aspetto diurno, Saturno rappresenta la cristallizzazione del sostegno minerale espresso dal domicilio notturno in Capricorno (le ossa); è il modello sottile preposto all’elevazione dell’individualità (simboleggiata dal segno opposto del Leone) una volta terminata la formazione della persona (data dall’asse Cancro-Capricorno). Ma con la scoperta di Urano e dei pianeti transaturniani il panorama simbolico è destinato ad ampliarsi: ora è in gioco non soltanto l’evoluzione individuale, ma anche quella globale.

A livello planetario i significati di Urano – quale portatore di un universalismo di pensiero e di azione oltre i limiti consueti di rappresentazione – si fanno particolarmente evidenti quando l’evoluzione collettiva dell’umanità crea una repentina visione tecnologica che rompe con i modelli tradizionali; contemporaneamente lo stesso avanzamento scientifico crea quegli strumenti atti al ritrovamento di nuovi simboli che possano rappresentare il mutamento attuale – nella fattispecie la scoperta dei pianeti transaturniani – attraverso l’estensione artificiale dell’osservazione visiva. È quello che Rudhyar definisce un orientamento galattico dell’astrologia, l’apertura verso la dimensione cosmica dell’esistenza.

Urano e la chiaroveggenza

Interessante si presenta il paragone con la chiaroveggenza. Essendo il pianeta preposto a una visione multipiano, Urano tende a sviluppare una osservazione inclusiva della realtà, per cui ogni cosa diviene un simbolo, una porta di ingresso ad una realtà non più limitata da una ristretta visione egoica (Saturno). È una coscienza che. come un reticolo cristallino. è in grado di risuonare armonicamente su altri piani; mentre la struttura di Saturno in Capricorno è ancora amorfa, è sì un elemento di integrazione e consolidamento sociale ma è opaca alle realtà superiori. Non per nulla l’astrologia, in quanto fattore di “traduzione” della realtà terrestre attraverso il vocabolario celeste, è assegnata per analogia al segno dell’Aquario.

Urano e il fattore sociale

Nel campo dello sviluppo umano, ovvero del singolo che si completa nel contesto sociale, Giove e Saturno definiscono il fattore collettivo, mentre Venere e Marte sono deputati al fattore individuale, con Venere in particolare che funge da edificio formale dell’individuazione. A questo punto si rende necessaria una breve digressione. Quando si parla di Saturno come di un fattore di integrazione sociale si intende pure che il pianeta è delegato allo sviluppo finale dell’individualità. Il senso ultimo è che senza un’individualità pienamente formata non si può parlare di integrazione sociale. Quindi Io e società si devono intendere come un percorso unitario che da una base di auto riconoscimento individuale conduce al rapporto con la collettività in seno all’istituto sociale (ovvero Io-società è il processo attraverso cui l’autocoscienza si rivela a se stessa). Con Urano si giunge a un livello superiore, dove il rapporto Io-collettività si fonde nel “Noi”, un’entità che trascende le limitazioni imposte dalla barriera saturnina: con Urano il rapporto sociale diviene integrazione dell’individuo nell’umanità e nel cosmo.

Urano e l’individualismo

A causa della sua “eccentricità” il tipo uraniano viene a volte interpretato come  un iper-individualista, perché il suo comportamento spesso si distacca di molto da quelle che sono le convenzioni sociali. In presenza di uno scarso livello evolutivo l’atteggiamento anticonvenzionale diviene in effetti un fattore di isolamento, di esclusione, in quanto non rientra nei canoni di un modello sociale tradizionalmente consolidato. Ma accettando l’esperienza liberatoria offerta da Urano si sperimenta un senso di trascendenza che, una volta stabilizzatosi, può portare a nuove esperienze di organizzazione collettiva tipiche di Nettuno. Sostanzialmente il senso dell’io si integra nella consapevolezza cosmica, dove l’io individuale diviene unità di tutte le cose.

Ritornando al carattere eccentrico suscitato da Urano, una psiche non addestrata potrà coglierne esclusivamente il lato “rivoluzionario”, di rottura con le convenzioni sociali che si ergono a difesa della norma. In tale scenario o si diviene parte di un movimento di massa che aspira al cambiamento radicale, o ci si erge al ruolo di leader carismatico, in grado di suscitare nella folla una violenza irrazionale e coercitiva.

Urano e l’evoluzione galattica

Per Rudhyar il carattere evolutivo di Urano si comprende appieno se si guarda ad esso non solo come appartenente alla schiera dei pianeti del sistema solare, ma anche come agente di comunicazione con l’immensamente più vasto insieme galattico, a rappresentare gradi crescenti di integrazione universale. Tale interpretazione ha una sua ragione d’essere; ma mi chiedo se, volendo fornire una fedele rappresentazione simbolica nel quadro della moderna astronomia, non sia il caso di considerare che il termination shock e l’eliopausa [1] vanno ben oltre l’orbita di Plutone. In questo caso i pianeti transaturniani rientrerebbero nel novero dei pianeti “solari”, assumendo un significato sì evolutivo, ma ancora nell’ambito di una coscienza cosmica circoscritta. Vi è anche da dire che Urano, con la sua orbita di 84 anni, rappresenta un po’ la durata media della vita umana attuale; quindi esso ben si presta a raffigurare il punto di inizio di un’esperienza che comunque trascende l’individualità psicofisica.

Urano e la visione conservatrice

Veniamo ora alla relazione tra Urano e la visione statica del conservatorismo. Per quanto una fase conservatrice – sul piano sociale e individuale – si renda necessaria alla stabilizzazione dei contenuti e delle acquisizioni che via via si assommano nel corso dell’esistenza, il bisogno di rinnovare periodicamente il proscenio attraverso cui l’energia creativa si manifesta costituisce un impulso evolutivo irrefrenabile, che sia o meno percepito consciamente. Rudhyar a questo proposito parla di “incoerenza” come soluzione di discontinuità, che può avere valenze negative quando il cambio di direzione è vincolato a contenuti emotivi incontrollabili, ma che può costituire una sana frattura dalle abitudini consolidate di Giove e Saturno quando si riesce a inscrivere il cambiamento in un più ampio quadro di riferimento; da questo punto di vista l’iniziale incoerenza, fonte di imprevisti e di paure, si riorienta sino ad acquisire una nuova forma di coerenza ad un livello più elevato di rappresentazione. Urano conduce quindi a una superposizione di stati, ovvero all’accesso a forme di rappresentazione che esistono in parallelo alla visione convenzionale, pur non discostandosene da un punto di vista simbolico. Ma la superposizione completa avviene con Nettuno, che in sé racchiude tutti i significati e le espressioni vitali potenziali.

Quando il processo si inverte, Urano ‘estrae’ e focalizza dal magma nettuniano ciò che può causare una discontinuità nel sottostante scenario temporale, magari attraverso una lente individuale che funge da agente della trasformazione. Esso è una sorta di ‘ordinatore simbolico’, un cosmo in senso etimologico che applica un ordine superiore al preesistente sfondo mondano ancora vincolato dai bastioni di Saturno. Trasposto in senso quantistico Urano è il vettore che consente la transizione dal possibile al probabile, laddove Saturno si occupa di isolare una certezza dalla probabilità, attuando uno stato definitivo di ‘caduta’ nella realtà immanente.



Bibliografia

  • Rudhyar, Dane – The Galactic Dimension of Astrology – New York 1975

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