Il simbolismo di peli e capelli dal punto di vista astrologico
Pubblicato su: Riza Psicosomatica n. 64 giugno 1986

Nel simbolismo astrologico i capelli hanno una duplice attribuzione. Come espressione dell’istinto, esso sono correlati al pianeta Marte, che assieme al segno primaverile dell’Ariete governa l’energia vitale e anatomicamente la testa e le parti annesse. Il glifo di Marte è composto da un cerchio da cui si diparte una freccia; nella nostra accezione, esso rappresenta ciò che “fuoriesce” dall’orizzonte corporeo; quindi, peli e capelli quali aspetti secondari dell’energia vitale e sessuale.
Nell’uomo, la maggiore consistenza pilifera e la presenza della barba, ispida e di rapida crescita, sono attributi dell’aspetto maschile dell’energia, di natura penetrante e fallica come la forma stessa del pelo. Nella donna, la localizzazione pilifera è predominante nel capo e nella zona pubica; i capelli assumono una forma più acconciata, e assieme alla peluria pubica divengono motivo di attrazione nel manifestare l’aspetto formale, femminile e avvolgente, dell’energia. Del resto, è caratteristico che mode e costumi tendano a mettere in risalto – secondo l’umore dei tempi – gli aspetti yin e yang dell’energia indipendentemente dal sesso.
Ma è nell’attribuzione analogica al segno dei Gemelli e al suo pianeta governatore, Mercurio, che il simbolismo dei capelli assume il suo pieno significato. Dal mito dei gemelli Castore e Polluce, il figlio umano e il figlio divino di Zeus, l’astrologia trae lo spunto correlativo che vede l’essere umano a cavallo tra istinto e ragione, tra tendenze primitive e organizzazione della coscienza. 1 Il segno e il pianeta sono duplici, bipolari, come lo è l’uomo nella sua ricerca di equilibrio e integrazione tra immanenza e trascendenza. Non fa meraviglia, dunque, che il senso della coscienza e dell’attività cerebrale situato alla sommità del capo sia in intimo contatto con i capelli, espressione residua della pan-istintualità animale.
Qui, sembra realizzarsi l’assunto principe dell’astrologia:
Vero e senza inganno, certo e verissimo: ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per completare i miracoli della cosa unica.
— Tabula Smaragdina, 1-2 – Versione di Norimberga, 1541
I capelli, come manifestazione secondaria del “basso” istinto, si situano in realtà nel luogo più elevato, quasi a voler ricordare che non si vive asetticamente di pura essenza, ma che costantemente ci si deve confrontare con la propria natura istintuale. Da questo punto di vista, i capelli divengono il punto di incontro tra istinto e ragione, la risultante anatomica del pensiero applicato ai molteplici aspetti della realtà.
I capelli appaiono come un residuo istintuale una volta che questi è stato filtrato dalla ragione. La caduta dei capelli esprime allora il desiderio di sradicare i pensieri non sopportabili, il sacrificio catartico di concetti e di idee che l’educazione e la morale considerano impuri. I pensieri sono tanti (quanti i capelli); perderli significa “pulire” i pensieri, avvicinarsi all’essenziale, allo stato incontaminato. 2 La tonsura rituale è anche un modo per sciogliere il legame con l’istinto, per comunicare direttamente, tramite la sommità del capo, con l’elemento trascendente. E agli estremi della scala temporale umana vecchi e neonati, privi o quasi di capelli, racchiudono un simbolismo do purezza e di abbandono della molteplicità del divenire.
- I Dioscuri (figli di Zeus) Castore e Polluce erano considerati i protettori della casa e dell’ospitalità, dei giuramenti, delle amicizie e delle attività sportive. In particolare, Castore era noto per la sua abilità nel domare e addestrare i cavalli, mentre Polluce possedeva grandi doti da pugile. Anche in queste due ultime attribuzioni vi è un richiamo alla capacità di conciliare l’istinto (l’animale selvaggio e l’impulso aggressivo) con la ragione attraverso la disciplina e lo studio. ↩︎
- Determinati fattori di stress e particolari orientamenti esistenziali accelerano il ritmo e il tasso di perdita di capelli in individui predisposti per fattori ereditari o familiari; in questo caso si parla di alopecia androgenetica. Chiaramente non vanno presi in considerazione i casi di alopecia che hanno la loro radice in altri disturbi primari, quali ad esempio il tiroidismo, i trattamenti ormonali e chemioterapici, le infezioni allo scalpo. ↩︎

Rispondi