Simbolismi a confronto

Pubblicato su Quora

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Nell’astrologia occidentale i segni zodiacali suddividono l’eclittica – che è il percorso apparente che il Sole compie nel corso dell’anno visto dalla Terra – in dodici settori di 30 gradi ciascuno. Ho già spiegato in un post precedente il motivo per cui i segni sono 12. In breve, essi originano dalla combinazione dei quattro elementi fondamentali (Fuoco, Terra, Aria, Acqua), che rappresentano le basi della creazione, e della loro modalità di transizione (stadio iniziale, fissazione e trasformazione). A ciascun segno zodiacale è quindi associato un elemento, e ad ogni elemento nei suoi tre stadi sono associati tre segni zodiacali, per un totale di 12, a raffigurare nello zodiaco la tripartizione delle quattro fasi stagionali (primavera, estate, autunno e inverno) e i processi di cambiamento che esse rappresentano.

Il senso di tutto questo è di offrire un’analogia tra la vita terrena e quella celeste, in un ambito che è chiaramente rappresentativo della fascia temperata dove questo tipo di zodiaco ha visto il suo sviluppo, e che rende possibile l’avvicendarsi delle stagioni come noi le conosciamo. L’origine delle figurazioni umane, animali e teriomorfe viene fatta risalire a fonti egizie e babilonesi, e all’astrologia greca che ne stabilì i canoni che utilizziamo ancora oggi. Ciascun segno zodiacale diviene così una vera e propria icona, un’immagine sacra che lega indissolubilmente, come perle in un filo, i vari piani di realtà, rappresentati da un animale o da un essere che attraverso le sue connotazioni terrene riflette una realtà molto più ampia. Ad esempio, il leone, predatore per eccellenza nell’assolata savana, si mostra a immagine del segno omonimo, che nel simbolismo stagionale rappresenta il ruolo sovrano del sole nell’apogeo estivo, e al livello umano l’individuo dotato di fede in sé che sente di potersi realizzare basandosi esclusivamente sulla propria forza e capacità.


Lo zodiaco cinese condivide, con quello occidentale, un ciclo di dodici figure, ripartito su un arco di dodici anni, per cui a ciascun animale è associato un anno. Inoltre, ad ogni anno è assegnato un elemento (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua), riportato due volte perché osservato nel suo aspetto maschile (yang) e femminile (yin); gli animali numerati dispari sono considerati maschili, quelli numerati pari femminili. Ogni 60 anni il ciclo si ripete e si ritorna alla combinazione di partenza (che è tradizionalmente Topo-Legno). L’introduzione di questo ciclo è fatta risalire all’imperatore Huang Ti, che nel 2637 a.C. ne decretò l’inizio in occasione del 61mo anno del suo regno [1]. Il 78mo ciclo è iniziato nel 1984 e si concluderà nel 2044.

Nella compilazione dell’oroscopo cinese fondato sul ciclo dei 12 animali si tiene conto anche del mese e dell’ora di nascita; a entrambi viene assegnato un animale, basando però i calcoli sul calendario lunare. L’anno lunare è diviso in 12 mesi; ogni mese sinodico (l’intervallo tra due occorrenze di una specifica fase lunare) dura circa 29 giorni e mezzo, per cui si rende necessario, al fine di sincronizzare il calendario con l’anno solare, introdurre ogni due anni e mezzo un mese intercalare. Il giorno inizia alle 23 e le ventiquattro ore sono suddivise in periodi di due ore, a ciascuno dei quali è attribuito un animale. L’ultimo fattore da considerare è che l’anno inizia dal primo novilunio che cade, secondo il calendario occidentale, tra gennaio e febbraio; per effettuare correttamente i calcoli bisogna quindi munirsi di un calendario lunare.


La discrepanza più significativa tra i due zodiaci non è data dai differenti simbolismi espressi dalle dodici raffigurazioni – perché ogni luogo, tempo e cultura si esprimono secondo una visione del mondo particolare. Si tratta piuttosto della scelta di utilizzare due diversi modelli cosmici di riferimento – quello solare e quello lunare. Il modello solare è indicativo di un approccio centrato sull’espressione egoica o individuale – il Sole come principio dell’io che illumina la creazione. La Luna raffigura al contrario il principio del mutamento, concetto caro ai saggi cinesi che ne hanno fatto la base dell’oracolo dell’I Ching. È quasi come un cogliere, nella varietà e mutabilità dell’esperienza terrena, i significati resi tangibili della volontà del Cielo, il cui riflesso è reso visibile e denso di significati per chi lo sa leggere e interpretare. Non si tratta qui di assegnare un giudizio di valore. I modi solare e lunare di lettura dell’esperienza umana differiscono nella prospettiva ma non nell’essenza, proprio come le forze dello yin e dello yang, pur se opposte, si interconnettono.


[1] Questo dato è tratto da: Theodora Lau – Chinese Horoscopes – London 1979, p. 1