L'anima perduta
Caduceus di James Muir

Pubblicato su Quora

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Il mito di Lilith risale a fonti sumerico-accadiche dove, con vari nomi (Enlil, Ninlil, ecc.), tutti derivanti dalla radice LIL, questo demone-femmina rappresentava lo spirito malevolo eccitante la voluttà. Di lì esso si trasmise alla tradizione ebraica, sino a riverberare nel mondo greco-romano con le figure di Ecate e Proserpina, entrambe portatrici di un significato oscuro e distruttivo, e di Lamia, uno spirito della notte che infestava i vivi.

Nella Bibbia ebraica la parola Lilith compare una sola volta (Isaia 34:14), ma solo nel testo masoretico; nelle Bibbie tradotte il termine viene in genere reso come “spettro notturno”.

Nel Talmud, Lilith è lo spirito o succube che fomenta la sessualità, tanto che viene vietato a un uomo di dormire da solo perché il demone può rubargli il seme per fertilizzarsi e dare origine ad altri demoni. Secondo un Midrash (testo volto a interpretare le questioni religiose), Adamo ebbe una moglie prima di Eva. Questa è un’interpretazione che sorge dalla contraddizione tra Genesi 1, dove Dio creò insieme l’uomo e la donna – “… lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina” (Genesi 1:27) – e Genesi 2, dove Adamo viene prima di Eva – “Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente” (Genesi 2:7). Il testo suggerisce che nella prima creazione qualcosa non funzionò tra Adamo e la prima moglie, perché Adamo tendeva a prevaricarla; di conseguenza, Dio gli diede una seconda moglie, Eva, formata da una costola di Adamo.

Nella letteratura cabalistica Lilith è una potenza cosmica, equiparabile alla controparte della Shekinah, la presenza immanente di Dio: è il guscio (klippa) che oscura la luce divina.

Nel mito che riunisce Adamo, Eva e Lilith, si delinea un quadro che completa il simbolismo della Caduta e delle sue conseguenze. Accanto ad Eva, Adamo è in uno stato primigenio, immagine delle nozze alchemiche dei Due che sono Uno – ” … li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di ‘uomo’” (Genesi 5:2). Dopo che il peccato originale si fu consumato, Adamo perde il controllo della sua parte ‘anima’, che a quel punto diviene ‘ombra’, lato inconscio non più integrato, privo di luce, che, come Lilith, fomenta e attira i demoni del lato oscuro.

Non è facile districarsi tra le contraddizioni reali ed apparenti che emergono dalla letteratura tradizionale e cabalistica ebraica, e che spesso danno origine a strumentalizzazioni. Quello che è certo è che qui viene evidenziato il duplice aspetto del femminino, Lilith-Eva o Ecate-Demetra, che non più integrato nella coincidentia oppositorum diventa una componente psicotica della personalità, l’abbandono della natura complementare maschile-femminile nell’essere umano.


Dal punto di vista astronomico si è ritenuto di far coincidere il simbolismo di Lilith (o Luna Nera) con il secondo fuoco dell’orbita lunare. Come punto immateriale – una sorta di anti-Terra – esso rappresenta la paura di ciò che è inconoscibile perché non visto, dimenticato, come la nostra anima. Nell’interpretazione astrologica la Luna Nera è la potenza istintiva della libido sessuale, non intesa in senso negativo ma come componente psichica che dev’essere integrata al resto della personalità; la sua posizione per Case e aspetti indicherà l’ambito dell’esistenza in cui è necessario affrontare le proprie paure inconsce.

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