È naturale che esista un concetto antropomorfo di Dio, vista la nostra incapacità, come esseri divisi dal contesto oggettivo in cui viviamo, di percepire l’intima unione e interdipendenza tra la coscienza dell’osservatore e i fenomeni, vissuti come separati: unione che è la condizione per una vera esperienza spirituale al di là delle categorie di spazio e di tempo.

Giulio Romano (1499-1546) – La Caduta dei Giganti, affresco in Sala dei Giganti – Palazzo del Te, Mantova

Pubblicato su Quora

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In assenza di una condivisione della realtà spirituale Dio deve assumere la valenza di un essere antropomorfo che in qualche modo condivida con l’umanità attributi che lo rendano “conoscibile” e avvicinabile quale latore di grazia, di concessioni speciali, ecc. Il discorso è molto più articolato e complesso perché possono esistere condizioni o regni spirituali intermedi esperibili con un’adeguata preparazione, ma come introduzione alla domanda ciò che è stato detto è sufficiente.

La radice etimologica della parola ‘Dio’ è la stessa che si ritrova nel sanscrito Deva e nel greco Ζεύς (Zeus), da cui il latino Juppiter, con il significato di ‘luce’ o ‘splendore’. Dio è quindi l’essenza divina che si riflette nella creazione, che nel contesto astronomico diviene il Logos solare, il principio ordinatore dalla cui luce emana l’energia che è vita e visione; e che nell’ambito umano diviene il centro dell’individuo, l’io, laddove l’occhio rappresenta l’espressione somatica della luce.

In ambito astrologico il Sole, in quanto astro centrale e centralizzante che si esprime nei settori zodiacali (ricordiamo che l’astrologia occidentale è basata sullo zodiaco tropico, cioè sulla suddivisione dell’eclittica in dodici settori indipendenti dalle costellazioni reali), assume il simbolismo di nucleo della coscienza divina creatrice, che nell’oroscopo diventa espressione dell’energia vitale legata allo specifico segno natale della persona; l’individuo acquisirà quindi alla nascita un modello energetico in analogia alla fase specifica di irraggiamento solare sulla Terra, che è all’origine del fenomeno delle stagioni. Da questo punto di vista sarebbe quindi più corretto affermare non che Dio è l’antropomorfizzazione dello Zodiaco, ma piuttosto che lo Zodiaco è la modalità attraverso cui la realtà spirituale (Dio) si manifesta sul piano terrestre.

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