L’astrologia (e l’oroscopo, che ne è uno strumento) è un modello di conoscenza basato non sulla separazione tra il soggetto dell’esperienza e gli eventi esterni, bensì sulla considerazione che la coscienza umana e il cosmo sono un unico processo.

Andreas Cellarius (1596-1665) –  Harmonia macrocosmica seu atlas universalis et novus, totius universi creati cosmographiam generalem, et novam exhibens – tavola 29

Pubblicato su Quora

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Per ‘cosmo’ si intende, secondo l’etimologia greca del termine, l’ordine che la coscienza impone al preesistente ‘caos’, la materia informe ancor priva della luce ordinatrice data dalla coscienza stessa. Interpretare un oroscopo significa quindi ‘leggere’ nel cielo, in ciò che è più distante alla percezione dei sensi, un ordine che in realtà è dentro di noi, e in cui noi ci possiamo specchiare perché ci appare come esteriore. Questa è la radice del pensiero magico e dell’astrologia, non priva di effetti collaterali quali la superstizione e la ciarlataneria.

Essa si forma in un periodo della storia in cui l’essere umano non era ancora strettamente vincolato al processo di individuazione, il quale impone un modello di conoscenza basato sulla interrelazione mentale e di causa-effetto, perché, venendo meno i presupposti dell’unità tra tutte le cose, si è reso necessario affinare lo strumento dell’intelletto per riappropriarsi dei significati che in precedenza erano conosciuti per via intuitiva; questo sta all’origine dell’approccio scientifico attuale, che come effetto collaterale propende verso una certa disarmonia tra le opportunità offerte e la loro corretta applicazione.

A questo punto credo che si debba distinguere tra la realtà dell’astrologia quale strumento di conoscenza di sé e una certa ‘cultura’ astrologica che prende spunto da materiale spurio, per intenderci quello che viene diffuso tramite i canali mediatici (oroscopi dei quotidiani, ecc.) che non ha nulla a che fare con l’astrologia. Essendo diventata, come molto altro, un bene di consumo, ci si avvicina ad essa con spirito acritico, sviluppando un atteggiamento di dipendenza superstiziosa facilmente attaccabile tra l’altro dai paladini del pensiero scientifico. È verso questo approccio astrologico che si sviluppa un condizionamento, perché esso più che istruire separa l’individuo dalle sue responsabilità.

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