L’astrologia come unione tra l’essere umano e il cosmo

Pubblicato su Quora

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Come ho spiegato in un post precedente, l’astrologia funziona perché considera la coscienza umana e il cosmo come un unico processo, dove per ‘cosmo’ si intende, secondo l’etimologia greca del termine, l’ordine che la coscienza impone al preesistente ‘caos’, la materia informe ancor priva di una luce ordinatrice.

Interpretare un oroscopo significa quindi ‘leggere’ nel cielo, in ciò che è più distante alla percezione dei sensi, un ordine che in realtà è dentro di noi, e in cui noi ci possiamo specchiare perché ci appare come esteriore. Da questo punto di vista l’astrologia non è ‘scientifica’ nel senso moderno del termine, ma rappresenta una visione del mondo complementare all’approccio puramente oggettivo della scienza attuale.

Perché l’astrologia funzioni è comunque necessario predisporre tutta una serie di sistemi di riferimento astronomici, geografici e locali che ci permettano in seguito di interpretare simbolicamente l’esistenza del nascituro sulla base delle posizioni celesti alla nascita. L’immagine del cielo così ottenuta rappresenterà l’istantanea di tutta la sua esistenza, ovvero i potenziali che dovrà sviluppare. Attraverso tecniche di datazione degli avvenimenti verranno poi circostanziati i periodi in cui gli avvenimenti si manifestano in potenza, non in modo deterministico ma come ‘nube di probabilità’ per prendere in prestito un termine della meccanica quantistica. In altre parole, una particolare configurazione può significare un feroce battibecco o una caduta dalla bicicletta, perché entrambe sono simbolicamente equivalenti; in questo esempio, esse fanno capo al terzo settore dell’oroscopo, che presiede sia alle comunicazioni che agli spostamenti. Ma solo una delle due eventualità diverrà attuale, sulla base di circostanze ambientali, mentali, psicologiche, ecc.

In verità l’astrologia nasce come strumento evolutivo e non come consolazione divinatoria, ma questo è un altro discorso.

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