I due modelli di tempo

Pubblicato su Quora

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Partiamo dalla considerazione che tutti i sistemi cosiddetti divinatori utilizzano il fattore tempo per “fissare” il momento e la durata di una previsione, e il principio dell’analogia per creare un legame tra il simbolo e la situazione reale che va interpretata in base al simbolismo stesso di riferimento.

L’astrologia si serve del tempo ciclico, dove i sistemi di riferimento celesti e terrestri – prevedibili in modo matematico – concorrono nel definire una successione temporale di tutti questi fattori e di associarli analogicamente all’individuo. La vita del nascituro, “fissata” nella configurazione astrologica natale, diviene così il modello di riferimento celeste di quella stessa vita, e le configurazioni che si susseguono nel tempo tra gli elementi dell’oroscopo genetliaco e il moto successivo dei pianeti, ci consentono di stabilire il momento in cui si attuano i potenziali individuali visibili sin dall’inizio nel tema di nascita. L’astrologia opera, dunque, secondo una visione globale dell’esistenza, prendendo in esami tutti i potenziali dell’esperienza umana (le dodici Case astrologiche) e scandendoli nel tempo con l’ausilio delle diverse tecniche previsionali. Ho semplificato al massimo una materia molto più complessa e articolata, ma tanto basta per la nostra analisi.

Nella divinazione con il Tarocco il fattore tempo viene trattato diversamente. Esiste ancora una coincidenza, ma in questo caso non si tratta di quella che nasce dal rapporto tra il microcosmo individuale e la sfera celeste. È piuttosto una coincidenza di tempi: il momento in cui viene posta la domanda possiede la stessa qualità dell’interlocutore. In questo caso, la lettura delle carte, e dei simboli che vi sono rappresentati, consente di creare un’analogia tra il momento presente e i quesiti che vengono posti: tutto ciò che accade nello stesso tempo è inestricabilmente correlato.

Altri strumenti divinatori, come l’I Ching e l’astrologia oraria – che comporta la stesura di un oroscopo nel momento in cui viene posta una domanda – operano secondo questo modello. Con la chiromanzia ci troviamo in una terra di mezzo; per certi versi è simile all’astrologia, perché le linee della mano rappresentano un microcosmo la cui lettura consente una panoramica sui potenziali individuali. Diversamente dall’astrologia, il rapporto analogico non si sviluppa nei confronti della sfera celeste, ma rimane per così dire confinato all’ambito corporeo: una parte del nostro fisico, nella fattispecie la mano e le linee del palmo, è in grado di darci informazioni sulle caratteristiche e sui futuri sviluppi del nostro insieme psicosomatico.


Spesso, quando vengono posti interrogativi del genere, la domanda sottintesa è: Qual è il miglior sistema divinatorio? Naturalmente, non esiste uno strumento predittivo migliore di un altro. Il giudizio dipende dalle aspettative dell’interlocutore e dalla capacità dell’operatore di “sintonizzarsi” con il mezzo che ha scelto. L’astrologia richiede lo studio approfondito di tecniche a volte complesse; ma in compenso offre la possibilità di restituire un pronostico che va ben oltre il puro fatto divinatorio, diventando strumento di conoscenza di sé. Il Tarocco e tutte le pratiche del secondo tipo offrono un responso più mirato quando l’interesse è rivolto a circostanze specifiche; nella realtà ne è possibile un utilizzo anche per predizioni generiche o di ampio respiro, in base al tipo di gioco utilizzato.